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martedì 17 gennaio 2012
Da ieri e fino al 20 gennaio scioperi in tutta la Sicilia. I tir bloccano le arterie stradali delle maggiori città sicialiane. Il movimento dei Forconi potrebbe bloccare anche la benzina dal Sud verso il Nord

Il Movimento dei forconi era nato tre anni fa e poi lo scorso maggio ha avuto una nuova linfa, a causa della crisi economica che ha colpito soprattutto chi lavora la terra. Da ieri la Sicilia è letteralmente paralizzata e, per 5 giorni, agricoltori, artigiani, allevatori, pastori e autotrasportatori protesteranno e chiederanno a gran voce, ad esempio, la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica.

Fanno sapere gli organizzatori di queste 5 giornate di sciopero, già chiamati “i nuovi vespri siciliani”: “La nostra intenzione è quella di fermare pacificamente l’intera Sicilia bloccando i punti cruciali del trasporto regionale. Saremo sui porti, sulle autostrade e sugli scorrimenti veloci di ogni parte della regione, saremo nei pressi delle raffinerie di Gela e Priolo, ecc.”. Già ieri infatti i Tir hanno bloccato l’accesso alla città di Palermo, chiudendo il traffico stradale in entrata e in uscita dal capoluogo siciliano. Inoltre il movimento dei forconi potrebbe decidere anche di bloccare i trasporti che avvengono normalmente tra la Sicilia e il resto dell’Italia per ciò che riguarda la produzione degli idrocarburi, facendo lievitare il prezzo della benzina ancora di più e su tutto il territorio nazionale. Del resto in pochi sanno che circa il 50% della benzina che ogni anno viene consumata in Italia è prodotta dalle raffinerie siciliane.

La prima protesta del 2012 con blocco totale anche dei rifornimenti alimentari verso i supermercati ad esempio è partita in Sicilia. Ieri pomeriggio si era tentato un ultimo disperato tentativo da parte della Politica per scongiurare il blocco totale. Dopo l’incontro tra il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, e quello del Movimento dei Forconi, Mariano Ferro, con il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, per discutere del caro benzina (In Sicilia il prezzo è più elevato che nel resto d’Italia, nonostante non si paghi il trasporto), dell’aumento delle tariffe autostradali (la A20 Palermo-Messina è l’autostrada più cara d’Italia) e dell’aumento dei costi di produzione, non si è trovato nessun accordo e lo sciopero è stato confermato ed è attualmente in corso di svolgimento.

xxx



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1 commenti:

mario ha detto...

Ma che bella democrazia e che informazione pubblica!!!
In Italia siamo ormai arrivati al dunque? Le notizie importanti, come questa pubblicata da "nocensura", devono passare la censura del "governo delle banche" prima di essere pubblicate dai vari telegiornali? Beh, d'altra parte è molto più importante parlare dei crocieristi naufraghi che della gente onesta che si uccide perchè non riesce ad andare avanti dignitosamente! e poi di cosa hanno paura i nostri beneamati governanti?
VERGOGNA, VERGOGNA ed ancora VERGOGNA.

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