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domenica 29 gennaio 2012
E' morto a 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex Presidente della Repubblica italiana. E come da tradizione italiana, dopo la morte si sprecano gli elogi e la "beatificazione" nei suoi confronti. Senza volergli assolutamente mancare di rispetto - anzi: riposi in pace - pubblichiamo un aneddoto che lo riguarda poco conosciuto.

Quando condannò a morte un uomo: "Colpevole? Non lo so" - Scalfaro nel 1945 era magistrato e decise sull'esecuzione di sei presunti fascisti. Alla figlia di uno di loro: "Non ho certezze"

Prima di essere politico, Oscar Luigi Scalfaro era stato magistrato. Indossata la toga nel 1943, ancora su giuramento al Duce e al fascismo, il futuro presidente della Repubblica la indossò di nuovo dopo la Liberazione, dopo aver combattuto da partigiano contro i nazifascisti. Nel clima d'odio post 25 aprile, l'allora 27enne Scalfaro fu chiamato a giudicare sei fascisti "collaborazionisti". Furono tutti condannati a morte dalla Corte straordinaria di Assise di Novara e Scalfaro partecipò agli interrogatori. Di uno in particolare, il brigadiere Domenico Ricci, era assai intimo. Vicino di casa, la figlia di Ricci Anna Maria lo considerava addirittura un "secondo papà". Nell'ottobre 2006 quella oscura vicenda torna a galla e Scalfaro non può non ammettere di aver contribuito alla condanna a morte di Ricci e degli altri cinque imputati, anche se nella sentenza si legge: il brigadiere Ricci "insieme al Missiato costituì l' anima della Squadraccia, della quale, poi, pare abbia assunto il comando ufficiale allo scioglimento di essa". Quel "pare" peserà come un macigno sulla coscienza di Scalfaro, e non a caso per tutta la vita continuerà a scrivere ad Anna Maria, come per rimarginare quella ferita.


La sentenza scandalosa - Quando nel 1996 il Giornale pubblicò una foto di Scalfaro del 23 settembre 1945, sul luogo dell'esecuzione di Ricci e degli altri 5 presunti fascisti, la stessa Anna Maria scrisse al presidente per chiedere se pensasse che il padre fosse innocente o colpevole. "Sono certamente io, accanto al canonico Pozzo - spiegò Scalfaro alla stampa -. La sera alle nove, nove e mezza uscivo dall'ufficio e il sindaco mi disse: la fucilazione sarà eseguita domattina. Mi sono alzato alle quattro e sono andato in carcere. Li ho abbracciati tutti, uno per uno. Ho fatto la comunione con loro sul camion". Ma alla figlia di Ricci non potè dare spiegazioni: "Scalfaro una mattina presto mi telefona, un sabato o una domenica - ricorda la donna -, due parole: 'Stia tranquilla perché suo padre dal Paradiso pregherà per lei'. Tutto qua...". Semplicemente, Scalfaro non poteva avere la certezza della colpevolezza del suo vicino di casa, ma da "consulente tecnico giuridico" del tribunale d'emergenza, o meglio "tribunale militare di partigiani", non si sottrasse alla decisione.



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9 commenti:

Anonimo ha detto...

Se riesce riposi in pace !

Tarkus ha detto...

Ma per favore! Volevo vedere voi al posto suo, durante una guerra sanguinosa! Al tempo cose del genere erano la norma, anzi, è stato fatto di ben peggio. Inoltre questo mi sembra davvero un patetico sensazionalismo, per ribadire che "la vera verità ce l'abbiamo sempre noi!"

Anonimo ha detto...

Scalfaro non condanno' a morte, non gli competeva. Come PM, in base ai codici che gli fornirono, non pote' che RICHIEDERE la condanna a morte al collegio giudicante, che in base agli stessi codici ritenne di infliggerla. In particolare Scalfaro, dopo la richiesta della pena, specifico di aver agito in base ai codici ma, come unomo e come cattolico, chiese alla giuria "di esaminare tutte le possibilita' per non applicarla".
Questa sua capacita' di separare il credo personale dalla funzione istituzionale non era e non e' comune in Italia.

Anonimo ha detto...

e allora??? ne hanno fucilati a decine senza nemmeno il processo! figuriamoci se scalfaro si faceva scrupoli solo perchè lo conosceva personalmente. e poi bisogna vedere di cosa lo accusavano e se era davvero colpevole. a quell'epoca, non dimentichiamolo, si era "colpevoli" per il solo fatto di essere fascisti (bastava esserlo stati)

Anonimo ha detto...

Di Scalfaro e' passato quasi inosservato un altro fatto che, per le autorita' coinvolte credo non abbia avuto eguali nella storia della repubblica. Dunque, saprete che Scalfaro era un fervente cattolico che riusciva a tenere conferenze di argomento mariano in monasteri e conventi. Mentre la lobby cattolica stava per ottenere il finanziamento statale aperto alle scuole cattoliche, se solo avessero trovato modo di modificare quelle cinque parole sulla Costituzione "senza oneri per lo Stato" laddove parla di scuola, il Presidente Scalfaro si reco in visita ufficiale in Vaticano.
Il Papa (Woitjla, mica pimpirinella) la prese larga sul discorso della scuola e del Parlamento impegnato etc. etc.
Scalfaro lo interruppe bloccandolo: "Santita', la forma laica dello Stato Italiano non si discute."
Una presa di posizione netta che nemmeno la sinistra piu' estrema avrebbe avuto il coraggio di esprimere in quel contesto. Forse per trovare un precedente paragonabile bisogna risalire a De Gasperi...

Anonimo ha detto...

Ti do ragione fino a un certo punto Tarkus! Perchè fino a prova contraria una buona parte dei militanti dell'RSI che fecero fucilare innocenti o partigiani, furono poi accusati e procesati per crimini di guerra, mentre ai cosiddetti "liberatori" (che per me non hanno liberato un ca**o di niente, anzi) non è mai stato imputato nulla di nulla. Ti vorrei ricordare una storia, ovviamente insabbiata, capitata a Greggio: una colonna di camice nere, 15 giorni dopo la liberazione e la fine della guerra, marciava verso il più vicino posto di Polizia, per consegnare armi e bandiera, visto che, ormai, la guerra era finita. Furono fermati da una squadra di partigiani, che io chiamerei "squadracce", che dopo aver ascoltato l'ufficiale delle camice nere, accossentì a scortarli nel più vicino posto di Polizia, a patto che deponessero le armi. Deposte le armi furono incolonnati, una trentina e fucilati, mentre i restanti, legati col fil di ferro, fatti sdraiare a terra e schiacciati da un camion. Ovviamente, non ci sono prove, a parte le testimonianze della gente, contadini, che finito il massacro gli dettero degna sepoltura e fecero un monumento, che ancora oggi, chi, come me, non tollera le ingiustizie, e i crimini mai giustamente puniti, va ogni tanto a pulire dalle erbacce insieme a pochi altri, poichè un mio parente perì proprio in quel massacro. In guerra, ogni crimine viene commesso, la guerra ci tira fuori il peggio di noi, quello si può capire, ma finita la guerra, come in questo caso e nel caso dell'ex Presidente Scalfaro, mai sopportato tra l'altro, ogni genere di crimine contro l'umanità credo debba essere punito severamente, o almeno, non insabbiato perchè chi l'ha commesso è entrato in politica.
Enrico.

Peppe ha detto...

E' "bello" notare i commenti degli "avvocati" delle sinistre e delle cause perse, che difendono i propri scheletri negli armadi...gli stessi che però accusavano pochi anni fà le escuzioni delle condanne a morte di certi dittatori da parte dei propri Popoli Sovrani!!!
Come al solito, siete sempre il degno esempio dell'essenza della coerenza e dell'imparzialità!!!

Anonimo ha detto...

Di là, dal giudice "Supremo", gli verrà data una condanna dalla quale non vi è scampo: spero pianga lacrime amare per ciò che ha fatto in vita e altrettanto auguro per gli altri "padri della patria" defunti anch'essi colpevoli di efferati delitti e che vengono tutt'ora santificati solo perché dalla parte vincente.

Amen

sas ha detto...

Credo che abbia sicuramente un valore forte il fatto che abbia giurato al Duce ed al Fascismo e che poi sia divenuto un magistrato partigiano.. ma la cosa che sarebbe da ricordare, per la quale io l'ho "schifato" è il suo sostegno al patto stato-mafia dopo gli assassini Falcone e Borsellino. Questo è uno che quand'era presidente s'è cagato addosso perche' temeva ripercussioni ed ha dato il via a diverse delibere per rendere il 41 bis praticamente un carcere normale.. M'ero dimenticato che era stato anche magistrato.. questa cosa alimenta lo schifo...

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