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giovedì 19 gennaio 2012
L'Fbi chiude Megaupload e Megavideo Arrestato il fondatore, rischia 50 anni

Megaupload è uno dei più noti e più imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione. Secondo l'accusa, l'attività di Megaupload è costata più di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai leggittimi detentori del copyright.

Il fondatore del sito, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi. Altre due persone sono ricercate e numerose altre due risultano incriminate. L'atto di forza arriva a 24 ore dallo sciopero di internet  per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libertà di espressione online.

Tecnicamente Megaupload si presenta come un "cyberlocker", una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto leggittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalità, poiché molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicità sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare più di un certo numero di file a velocità più elevata.

In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che "la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare", garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l'industria dell'entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, "vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità".

Di tutt'altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload "ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film - anche prima dell'arrivo in sala - musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d'autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

rischiano 50 anni di prigione... neanche un assassino rischia 50 anni -.- ...

Anonimo ha detto...

penso che megaupload e megavideo facciano la stessa cosa di altri siti e che nn sia giusto quello che stanno subendo...!!!...free the web...!!!...pensate piuttosto alle banche che ci stanno rubando tutto piu' che un cazzo di film in streaming...!!!...merde...!!!...

Federico Borrini ha detto...

http://109.236.83.66/

Anonimo ha detto...

Opinione personale: giusto chiuderli perchè possedevano materiale illegale in modo palese. Pure mia nonna di 90 anni poteva trovare film e musica su tale sito. Kim stava guadagnando un sacco sulle opere altrui, ma scherziamo? Sbagliato il modo di agire: dovevano dare tempo agli utenti paganti di poter cambiare servizio. Sono stati superati i loro diritti come niente fosse e questo male.
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