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sabato 28 gennaio 2012

Oggi, i padroni del sistema finanziario europeo hanno deciso che è arrivata l’ora di fare sul serio.
Niente più barzellette, e la cosa tranquillizzerà certamente tutti coloro che pensavano che i problemi politico-economici d’Italia fossero le battute di Silvio Berlusconi.
Per fare sul serio, hanno tolto di mezzo da un giorno all’altro Silvio Berlusconi e istituito un governo tecnocratico.

I tecnici, ci dicono, sono “obiettivi”, nel senso che non sono tifosi professionisti di uno dei due schieramenti della politica-spettacolo.
Come se la vera divisione della società umana passasse attraverso la tessera di partito, e non attraverso i ruoli di potere.
Ciò è diventato possibile, perché è passata la grande mistificazione dei nostri tempi. Il politico, ci dicono, non è obiettivo. Il tecnico sì.
E qui si confonde il concetto di scienziato, cioè di persona che studia per avvicinarsi al vero, con quello di tecnico. Che è una persona stipendiata per far prevalere il punto di vista del suo datore di lavoro.
Anche gli avvocati sono dei tecnici. Mi affiderei a un avvocato realista e informato, certo, ma mai a un avvocato che non fosse di parte.
I tecnici come Mario Monti sono dipendenti diretti, da una vita, di una delle due parti in causa, cioè del capitale. In questo caso, della Confindustria e della Banca Centrale Europea, come anche della più grande banca commerciale del mondo, la Goldman & Sachs di New York.
Come è possibile che ciò non sia evidente a tutti?
Perché ai reali conflitti, lo spettacolo ha sostituito i falsi conflitti.
Il sistema spettacolare ha ridefinito completamente ciò che si chiama politica, come abbiamo raccontato tante volte.

La politica oggi è un ramo dei media che impiega numerosi individui oziosi, divisi in due squadre, ma in perenne concorrenza tra di loro, all’interno di ciascuna squadra.
Ogni mattina, ciascuno dei concorrenti deve trovare come restare visibile in un mondo senza memoria.
Per essere visibile, deve dire qualcosa che sia molto breve: tutto il discorso deve stare dentro un titolo, o dentro i primi secondi di una battuta in televisione, prima che il moderatore lo azzittisca e passi la parola a qualcun altro.
Ciò che il politico dice, deve essere comprensibile a persone incolte, distratte e poco interessate. E quindi non deve dire nulla di nuovo, nulla che non rientri nelle griglie preconcette di milioni di persone. Non c’è semplicemente il tempo di svolgere alcun ragionamento.
Il politico deve dire qualcosa di talmente sconvolgente, da catturare l’attenzione, una qualche variante del vecchio concetto di uomo morde cane.
Ma ciò che il politico dice, deve essere talmente banale, da non offendere nessuno,nemmeno della parte avversa, perché per la prima volta, tutti sono esposti a tutti: non esiste più il comizio dove un comunista parla a comunisti, mentre a un chilometro di distanza, un missino parla a missini.
Il problema infatti è che ogni offesa offre all’avversario degli utilissimi punti-vittima. Che il vincitore del punto-vittima deve però gestire con attenzione, perché nel momento stesso in cui dice che Tizio lo ha offeso, sta citando il nome di Tizio…
Non è possibile soddisfare tutte queste condizioni contemporaneamente.
In genere, i politici di destra riescono a sconvolgere, ma anche offendere; quelli di sinistra ad annoiare mortalmente, ma sono magistrali nella raccolta di punti-vittima.
Questo significa che ogni volta che un politico apre bocca, sbaglierà qualcosa. E questo rende la politica eccitante per gli spettatori. E spiega il mistero di questi anni: come un odio violentissimo di fazione possa accompagnare l’assenza di differenze reali tra i due schieramenti.
Abbiamo parlato della necessità per i politici di dire cose banali, facili da riassumere nello spazio di un titolo e che gli elettori/spettatori già capiscono.
In pratica, vuol dire che gli argomenti dei politici finiscono per ruotare attorno al sesso e alla paura fisica, legati a casi individuali – quella coppia gay si può sposare o no? Che ci dici di quella vecchietta scippata da un marocchino?
Da questi discorsi, restano completamente fuori le cose fondamentali.
Che sono il potere reale, la guerra e la pace, la produzione e la distribuzione della ricchezza.
Queste cose non sono più Politica, ma rientrano nella sfera degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata, percepiti con lo stesso intoccabile distacco con cui i pur litigiosi uomini del Medioevo percepivano la teologia.
Come in ogni teologia, la conoscenza dei misteri degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata è riservata ad alcuni sacerdoti, presentati come al di sopra delle parti. E la loro parola è definitiva per tutti i litiganti, trattandosi della Realtà Oggettiva, della Verità Trascendente cui nulla si può opporre.
A differenza dei semplici cavalieri, i sacerdoti non si azzuffano.
Ma le parti ci sono.
Non ci voleva Karl Marx per dirci che la lotta di classe esiste: lo sapevano anche i greci, quando parlavano del conflitto tra gli oligoi, i pochi detentori di ricchezza, e il demos, cioè la gran parte della popolazione delle città.
Con Mario Monti, abbiamo un governo di impiegati diretti dei soli oligoi, che ha il compito dichiarato di colpire l’altra parte sociale. Togliendo di mezzo il Buffone, che ha dimostrato la propria incapacità.
Applicheranno misure, come dicono “impopolari” – cioè antipopolari, cioè contro il demos. E questo significa che non devono essere sottoposti ad alcuna contestazione da parte del demos stesso.
Ossia, si sospende la democrazia, che non è un sinonimo di astrusi meccanismi elettorali, ma è il potere concreto del demos.
A me interessa poco se, per rovesciare Berlusconi, abbiano usato la corruzione o abbiano agito contro i canoni della “democrazia liberale”. Queste sono questioni del tutto formali, e quindi irrilevanti. Comunque, la tecnica in questo caso consisterà probabilmente nel sostegno bipolare a un unico progetto. Uno dice, ma questi qui non dovevano stare a litigare tra di loro e farsi le scarpe a vicenda? Non erano icomunisti, oppure i berlusconiani, il guaio fondamentale e la tragedia nazionale?
Non c’è problema, potranno continuare a insultarsi come prima a proposito di quella coppia gay e di quella vecchietta scippata, per cui non ci accorgeremo nemmeno della sospensione.
Ciò che conta è che la Banca Centrale Europea e la Confindustria proporranno un preciso programma di governo e di vita, che ci riguarderà tutti, e su cui si costruirà il nostro futuro.
Si può parlare di democrazia, solo se i cittadini possono scegliere su un argomento di tale importanza. Chi vuole quel progetto, dovrebbe poter dire di sì. Chi non lo vuole, dovrebbe poter dire di no.
Ciò è impossibile quanto lo era ai tempi di Luigi XIV.


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