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venerdì 27 gennaio 2012
L'investitore di origini ungheresi George Soros durante un'intervista concessa a Bloomberg.LA DOMANDA CHE CI PONIAMO È LA SEGUENTE; PERCHÈ UN FINANZIERE, SPECULATORE INTERNAZIONALE SULLE MONETE SOSTIENE ORA L’EURO DOPO ESSERSENE AVVANTAGGIATO IN TEMPI PASSATI  PROPRIO DALLA  ASSENZA DI UNA MONETA UNICA?
Per quanto riguarda la profezia sulle rivolte in Usa, il nostro è bene informato visto che è il finanziatore di Occupy o meglio colui che ne ha preso in mano le redini mediatiche. Ricordiamo inoltre che sempre Soros, ebreo ungherese, ha finanziato tutte le rivoluzioni colorate in Europa ed Eurasia. Lo stesso personaggio ha fondato una organizzazione per la liberalizzazione e diffusione delle droghe leggere. Non è cambiato nulla dalla Guerra dell’Oppio evidentemente. Ah dimenticavo, è un uomo Rotschild. ndr
Articolo di: WSI Pubblicato il 24 gennaio 2012| Ora 09:41
L’investitore di origini ungheresi George Soros durante un’intervista concessa a Bloomberg.
New York – Le proteste come quelle del movimento Occupy diventeranno ingestibili se l’economia americana continuera’ a peggiorare e assumeranno i connotati di una rivolta civile. Gli Stati Uniti si devono preparare a un’insurrezione sociale violenta nelle strade, secondo l’investitore miliardario George Soros.
“Per le autorita’ – ha spiegato il magnate di origini ungheresi in un’intervista a Newsweek – sara’ una scusa per utilizzare tattiche repressive molto dure, che, se verranno portate a un estremo, rischiano di creare un sistema politico repressivo, una societa’ dove le liberta’ individuali saranno soggette a vincoli sempre maggiori, iul che rappresenterebbe una rottura con la tradizione degli Stati Uniti”.
Le crescenti proteste in America saranno uno dei tanti sintomi di un peggioramento delle condizioni economiche mondiali: non piu’ arricchirsi, bensi’ preservare il proprio stato di benessere diventera’ la priorita’. Si perche’ “in tempi come questi, la sopravvivenza e’ la cosa piu’ importante”.

“Non sono qua per tirarvi su di morale. La situazione e’ la piu’ grave e difficile che io abbia mai sperimentato nella mia carriera”, confida Soros che e’ diventato famoso per le sue scommesse al ribasso contro la sterlina nel 1992 che gli hanno consentito di incassare 1 miliardo di dollari.
“Siamo in un periodo estremamente critico, che ricorda per molti versi gli Anni 30, la Grande Depressione. Siamo in un periodo di restrizioni e stenti nel mondo industralizzato, una situazione che minaccia di farci cadere in un decennio di stagnazione”.
“Nel migliore dei casi dobbiamo prepararci alla deflazione. Nel peggiore dei casi al collasso del sistema finanziario”. Per questo motivo le autorita’ politica, strette nella morsa di una crisi del debito e di un rallentamento delle attivita’ economiche in tutto il mondo, dovranno cercare di tenere in vita l’area euro nella sua forma attuale.
Un default disordinato e un’uscita dal blocco dei 17 anche di un paese soltanto destabilizzera’ il mondo intero.

Alleghiamo un dossier Soros da Movisol il sito del senatore americano Lyndon LaRouche

Due procure indagano su Soros

I procuratori Guerriero e Martellino hanno accolto le indicazioni dell’esposto del Movimento Solidarietà.Un segnale di resistenza al liberismo
Due indagini sono state aperte sul conto del finanziere internazionale George Soros, una dalla Procura della Repubblica di Roma e l’altra dalla Procura della Repubblica di Napoli, per accertare il suo ruolo nell’attacco speculativo contro la lira e contro altre monete europee avvenuto nel settembre del 1992. La notizia è stata diffusa dal quotidiano romano Il Tempo che il 3 febbraio ha scritto con molto risalto in prima pagina “Soros, l’ammazzalira, nel mirino dei giudici.” La notizia è stata ripresa tra gli altri anche da Il Giornale.
Il sostituto procuratore di Roma Cesare Martellino ha annunciato di aver ordinato una serie di accertamenti alla Guardia di Finanza. Il pubblico ministero di Napoli Antonio Guerriero ha iniziato le indagini sulle attività della Banca d’Italia nella crisi della lira del 1992. I due dirigenti della banca centrale, Carlo Azeglio Ciampi, che era Governatore, e Lamberto Dini, che era direttore generale, sono poi diventati Presidenti del Consiglio dei due governi di “tecnici” responsabili della politica di privatizzazione su tutto il fronte e di tagli alla spesa pubblica per soddisfare la logica del Trattato di Maastricht. L’attacco speculativo del settembre 1992 portò ad una svalutazione della lira del 30% ed al prosciugamento delle riserve della Banca d’Italia, che fu costretta a bruciare 48 miliardi di dollari nel vano tentativo di arginare l’attacco speculativo. La crisi portò anche allo scioglimento del Sistema Monetario Europeo.
Le indagini ora aperte sono state sollecitate da un esposto di Paolo Raimondi e Claudio Ciccanti, rispettivamente presidente e segretario generale del “Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà”, inoltrato alla fine dell’ottobre 1995 alle Procure di Milano, Roma, Napoli e Firenze. Il noto avvocato romano Giuseppe de Gori rappresenta il Movimento Solidarietà nella procedura legale. Il movimento si rifà alle idee politiche ed economiche di Lyndon LaRouche, l’economista americano e candidato alla presidenza nel partito democratico. L’esposto (pubblicato sul numero 5 di Solidarietà, ottobre 1995) documenta le dirette responsabilità di Soros nell’attacco alla lira e stabilisce inoltre un collegamento tra questa manovra e l’incontro segreto tenuto a bordo del panfilo reale “Britannia” della regina Elisabetta II d’Inghilterra, avvenuto il 2 giugno 1992, nel corso del quale esponenti del mondo bancario e finanziario anglo-olandese incontrarono delle personalità italiane per complottare la completa privatizzazione delle partecipazioni statali a prezzi stracciati. Tra i partecipanti di quell’incontro c’erano i rappresentanti delle banche Barings e S.G. Warburg, Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro, e Beniamino Andreatta.
L’esposto chiede alle autorità giudiziarie di stabilire se le attività di Soros costituiscano una violazione dell’articolo 501 del codice penale, secondo il quale è prevista una pena carceraria fino a quattro anni per chi provoca la svalutazione della moneta nazionale e dei titoli di stato con mezzi illeciti.
Queste azioni riflettono il tentativo di retroguardia di alcune forze politiche ed economiche che stanno cercando di fermare, o almeno rallentare il processo di disintegrazione delle istituzioni dello stato. Esse si agganciano anche a quelle forze e interessi americani, sopratutto intorno al Presidente Clinton, che stanno cercando di arginare le folli politiche di tagli proposte da Gingrich, che è nel contempo uno dei più accesi sostenitori della “libera” speculazione della finanza derivata. Infatti, le attività di George Soros sono oggetto di indagini da parte di organi ufficiali americani, soprattutto a partire dal giugno 1993 quando l’allora presidente della commissione bancaria del Congresso, il democratico Henry Gonzalez sollevò la questione della grande speculazione e di Soros in una storica seduta. La crisi in Italia ha già raggiunto l’orlo dell’abisso e minaccia adesso di gettare la nazione in un caos totale aprendo le porte ad una cannibalizzazione dell’economia italiana da parte delle forze finanzarie ispirate dalla City di Londra.
Dini e Fazio
In questo contesto è interessante notare il fatto che il 26 gennaio il Primo ministro uscente Lamberto Dini ha presentato al Parlamento il rapporto semestrale sulla politica informativa e della sicurezza, in cui si diceva che i servizi segreti italiani erano stati chiamati a svolgere delle indagini sulle continue operazioni di destabilizzazione economica e finanziaria dell’Italia. Nel documento si leggeva che “i mercati valutari e le Borse delle principali piazze mondiali continuano a registrare correnti speculative ai danni della nostra moneta originate, specie in passaggi delicati della vita politico-instituzionale, dalla diffusione incontrollata di notizie infondate riguardante la compagine governativa e da anticipazioni di dati oggetto delle periodiche comunicazioni sui prezzi al consumo.” L’azione dei servizi è quindi stata indirizzata “alla verifica di eventuali strategie di aggressione sistematica alla nostra sicurezza economica, in un momento in cui è possibile attendersi la reiterazione di manovre speculative fraudolente.” Il rapporto presentato da Dini, ma certamente da lui non preparato, evitava di identificare il noto caso di George Soros.
Lo stesso giorno, il prof. De Gori, per conto del Movimento Solidarietà, ha mandato una nota al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, chiedendogli di sollecitare un intervento del Consiglio Superiore della Magistratura. Il giorno dopo, 27 di gennaio, parlando a Roma in occasione del Cinquantesimo Anniversario dell’Ufficio Italiano Cambi (UIC), il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, denunciava che i mercati finanziari sono troppo forti e le banche centrali non sono più in grado di resistere alle operazione speculative sui mercati dei cambi. “Oggi, diceva Fazio, se le banche di emissione tentano di far cambiare direzione o di fermare il vento (delle operazioni finanziarie) non ce la fanno per la dimensione delle masse in movimento sui mercati rispetto alla loro capacità di fuoco”. Per l’Italia, il cambiamento del clima c’è stato nel 1990 e il vento ha cominciato a soffiare nel 1992: nell’arco di quei dodici mesi l’UIC ha utilizzato tutte le sue riserve di 8 miliardi di DM per cercare inutilmente di smorzare la furia dei venti speculativi. Sul mercato italiano dei cambi si registra una esplosione delle transazioni internazionali che toccano i 50 mila miliardi giornalieri. Fazio concludeva ammettendo che le banche centrali del mondo non possono far altro che assecondare i “venti” finanziari e monetari. La dichiarazione di Fazio, tardiva, conferma la giustezza dell’analisi e degli interventi del movimento di LaRouche a livello internazionale e del Movimento Solidarietà in Italia. Ad esempio, il 28 giugno 1993 il Movimento Solidarietà tenne una conferenza a Milano dove vennero denunciate le operazioni speculative del Britannia e della finanza derivata contro gli interessi nazionali. (Vedi Solidarietà dell’ottobre 1993 anno 1, numero 1).
Siamo adesso in campagna elettorale. Il governo Dini e il tentativo di Antonio Maccanico, due civil servant della grande finanza internazionale, sono colati a picco su due scogli: il primo si chiama Maastricht, e la sua sostanza è la logica infernale di tagli al bilancio, che, contrariamente alle paranoie monetariste, non pareggiano i bilanci ma fanno detonare le mine sotto i resti dell’economia reale; il secondo è costituito da una resistenza, seppur tardiva e disorganizzata, alla speculazione e alle privatizzazioni selvagge complottate sul Britannia. Inoltre, anche se molti non se ne sono ancora accorti, la campagna elettorale americana insegna che le forze sociali e produttive hanno già sconfitto i candidati e le politiche dei neo conservatori di Gingrich e vogliono invece dibattere i temi strategici del rilancio dell’economia produttiva, dell’occupazione, della tecnologia. Una campagna elettorale può essere momento di lavaggio del cervello di massa se si impone agli elettori un dibattito su argomenti virtuali, oppure un momento di educazione e di responsabilizzazione se si introducono le grandi sfide di oggi, contro il neo malthusianesimo, il post industriale, la geopolitica destabilizzante e la cultura della morte.

ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA
CONTRO GEORGE SOROS
Il seguente documento è stato presentato dal Movimento Solidarietà al Procuratore della Repubblica di Milano il 27 ottobre 1995
PAOLO RAIMONDI, IN QUALITÀ DI PRESIDENTE del “Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà” e Claudio Ciccanti, in qualità di segretario generale dello stesso Movimento, portano all’attenzione del signor Procuratore della Repubblica di Milano alcuni fatti e cosiderazioni relative alle attività speculative contro la lira, intraprese dal cittadino americano George Soros a partire dal 1992. Il 30 ottobre 1995 il signor George Soros, controllore del fondo di investimento “Quantum Fund”, dovrebbe ricevere una laurea `honoris causa’ in economia all’Università di Bologna e, secondo i bollettini stampa, uno dei coordinatori di tale manifestazione sarebbe il prof. Romano Prodi. Si chiede l’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti del sig. George Soros e per motivare tale richiesta si espongono i seguenti fatti:
I.
Il sig. George Soros, per sua stessa ammissione in molte interviste alla stampa e alla televisione, è stato uno dei principali promotori, organizzatori e beneficiari del gigantesco attacco speculativo contro la lira, la sterlina britannica, il franco francese e altre monete europee nel settembre 1992, che ha costretto alla libera fluttuazione al di fuori del Sistema Monetario Europeo (SME) ponnedo una seria ipoteca sul futuro dello stesso SME.
Secondo resoconti della stampa economica, George Soros avrebbe incassato in pochi giorni almeno 400 miliardi di lire (28 milioni di dollari) nella speculazione contro la lira e ben 1.200 miliardi di lire operando contro la lira sterlina.
Soros e il suo fondo di investimento”Quantum Fund” sono tra i più abili operatori sui mercati speculativi dei derivati, strumenti finanziari contrattati globalmente per una media di 1.000 miliardi di dollari al giorno. La tecnica utilizzata dagli speculatori in derivati permette loro di operare su cifre enormi disponendo in realtà solo una minima parte dell’ammontare nominale. La stessa tecnica sarebbe stata utilizzata da Soros anche nella speculazione contro la lira, per la quale ha potuto mobilitare un miliardo di dollari impegnando di suo solo 50 milioni di dollari e raccogliendo il resto in crediti, utilizzando i 50 milioni come garanzie collaterali.
La nostra moneta, da 760 lire per un marco tedesco, ha perso subito il 30% del suo valore ed è continuata a scivolare fino alle 1200 lire per un marco con conseguenze drammatiche per le risorse dello stato, con perdite in ricchezza reale e in occupazione (la lira si è ovviamente anche indebolita nei confronti delle altre monete a partire dal dollaro). Tutte le importazioni di energia, materie prime e tecnologia sono in dollari o in marchi.
La Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha speso inutilmente 60 miliardi di marchi per la difesa del franco francese, della lira e delle altre monete dello SME. La Banca d’Italia avrebbe utilizzato tra il giugno e il settembre 1992, 48 miliardi di dollari di riserve per difendere, senza successo, il valore della lira.
II.
La precisione dell’attacco, spiegato dai media come frutto di qualità quasi “magiche” del sig. Soros, dovrebbe invece sollevare dubbi su possibili azioni illegali e criminali di aggiotaggio e di “insider trading”, di possesso di informazioni riservate che, se utilizzate, danno allo speculatore un margine di vantaggio e di sicurezza per poter anticipare movimenti su titoli, valori e cambi delle monete.
È stato infatti annotata nel 1992 l’esistenza, per esempio, di un contatto molto stretto e particolare del sig. Soros con Gerald Carrigan, presidente della Federal Reserve Bank di New York, che fa parte dell’apparato della Banca centrale americana, luogo di massima circolazione di informazioni economiche riservate, il quale, stranamente, una volta dimessosi da questo posto, venne poi immediamente assunto a tempo pieno dalla finanziaria “Goldman Sachs & co.” come presidente dei consiglieri internazionali. La Goldaman Sachs è uno dei centri della grande speculazione sui derivati e sulle monete a livello mondiale. La Goldman Sachs è anche coinvolta in modo diretto nella politica delle privatizzazioni in Italia.
In Italia inoltre, il sig. Soros conta sulla strettissima collaborazione del sig. Isidoro Albertini, ex presidente degli agenti di cambio della Borsa di Milano e attuale presidente della “Albertini e co. SIM” di Milano, una delle ditte guida nel settore speculativo dei derivati. Albertini è membro del consiglio di amministrazione del “Quantum Fund” di Soros.
III.
L’attacco speculativo contro la lira del settembre 1992 era stato preceduto e preparato dal famoso incontro del 2 giugno 1992 sullo yacht “Britannia” della regina Elisabetta II d’Inghilterra, dove i massimi rappresentanti della finanza internazionale, soprattutto britannica, impegnati nella grande speculazione dei derivati, come la S.G. Warburg, la Barings e simili, si incontrarono con la controparte italiana guidata da Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro, e dal futuro ministro Beniamino Andreatta, per pianificare la privatizzazione dell’industria di stato italiana. A seguito dell’attacco speculativo contro la lira e della sua immediata svalutazione del 30%, codesta privatizzazione sarebbe stata fatta a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell’economia nazionale e dell’occupazione. Stranamente, gli stessi partecipanti all’incontro del Britannia avevano già ottenuto l’autorizzazione da parte di uomini di governo come Mario Draghi, di studiare e programmare le privatizzazioni stesse. Qui ci si riferisce per esempio alla Warburg, alla Morgan Stanley, solo per fare due tra gli esempi più noti. L’agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) ha denunciato pubblicamente questa sordida operazione alla fine del 1992 provocando una serie di interpellanze parlamentari e di discussioni politiche che hanno avuto il merito di mettere in discussione l’intero procedimento, alquanto singolare, di privatizzazione.
IV.
Il “Quantum Fund”, il fondo di investimento controllato da Soros, registrato nelle Antille Olandesi, annovera i seguenti personaggi nel suo consiglio di amministrazione:
Alberto Foglia ( Banca del Ceresio di Lugano);
Isidoro Albertini (Albertini e co. SIM Agenti di Cambio, di Milano);
Richard Katz ( direttore della Rothschild Italia Spa);
L. Amedée de Moustier ( IFA Banque di Parigi);
Boat Notz di Ginevra;
Edgar de Picciotto (Union Bancaire Privée (UBP) di Ginevra);
Claudio Segré di Ginevra;
Nils O. Taube(socio d’affari di lord Rothschild nella finanziaria “St. James’s Place Capital plc”);
Un esempio dell”ambiente’ del “Quantum Fund”: Edgar de Picciotto.
De Picciotto presiede la UBP , la terza banca svizzera, nata dalla fusione della Compagnie de Banque et d’Investissements, la banca privata della famiglia Picciotto, e della Trade Development Bank (TDB) appartenente ad Edmund Safra. Safra fu coinvolto in un’inchiesta aperta nel 1989, assieme alla Shakarchi Trading Company, accusata dalla DEA, l’agenzia anti droga americana, di essere legata al cartello colombiano della cocaina. L’inchiesta su Safra fu poi archiviata. Il 27 novembre 1994 la polizia americana ha arrestato in Florida Jacques Handali, funzionario della Union Bancaire Privée sotto l’accusa di riciclaggio di soldi della droga tra gli USA e la Svizzera. Su richiesta americana, la procura di Ginevra aveva aperto un’inchiesta parallela e il giorno dopo furono perquisiti gli uffici della UBP di Ginevra. Contemporaneamente a New York venivano arrestati diversi individui accusati di aver svolto le mansioni di corrieri, trasportando valigette di narcodollari dagli USA alle casse della UBP in Svizzera. Mentre i vertici della UBP si dichiarano innocenti accusando Handali di aver agito per proprio conto, gli inquirenti americani sostengono il contrario, grazie alle prove ottenute attraverso un cliente di Handali che in realtà era un informatore della polizia. Ad uno degli incontri tra Handali e il cliente-informatore, questi viene invitato a Ginevra dove incontra nella sede dell’UBP una persona di più alto livello nell’operazione. Il cliente-informatore viene incoraggiato a investire in uno dei principali fondi di investimento europei.
V.
Come è stato menzionato già all’inizio, è lo stesso George Soros ad ammettere pubblicamente di essere uno dei principali speculatori internazionali. Ad esempio, in un’intervista rilasciata al quotidiano inglese The Guardian il 19 dicembre 1992, riportata anche nel documento “Lo sviluppo moderno dell’attività finanziaria alla luce dell’etica cristiana”, preparato dalla Commissione Pontificia “Justitia et Pax”, Soros testualmente dice: “Sono certo che le attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l’ombra di un rimorso perchè faccio un profitto dalla speculazione sulla lira sterlina. Io non ho speculato contro la sterlina per aiutare l’Inghilterra, né l’ho fatto per danneggiarla. L’ho fatto semplicemente per far soldi.” Questa dichiarazione vale anche per la lira italiana. In un altro articolo scritto per il Times di Londra il 12 settembre 1995, Soros dice a riguardo del suo operato speculativo: “Mi sono mosso nell’ambito di regole decise da altri. Se le regole falliscono, non è colpa mia in quanto partecipante, ma di coloro che le hanno decise… quando gli speculatori fanno profitti, in qualche modo le autorità hanno fallito.”
VI.
Per queste sue attività speculative, il signor Soros è stato in più occasioni oggetto di indagini dirette o di richieste di indagini.
Il caso più importante risale al 18 giugno 1993, quando in un discorso pronunciato al Congresso americano, il parlamentare democratico texano Henry Gonzalez, Presidente della Commissione Bancaria e Finanze del Congresso USA, ha richiesto un’inchiesta sulle attività finanziarie internazionali dello speculatore George Soros. Nello stesso discorso, l’on. Gonzalez aveva anche detto: “Quello che fanno le grandi banche non è un’attività normale ma è speculazione. In effetti giocano d’azzardo… Siamo ormai ad oltre mille miliardi di dollari che circolano nel sistema, ma le nostre autorità, che per la vigilanza del sistema bancario internazionale dovrebbero essere quelle del Federal Reserve Board, non si rendono conto di quanto accade.. Anche per questo la nostra Commissione ha aperto un’inchiesta sui proventi della droga. Si stima che ammontino a circa 300 miliardi di dollari le attività di riciclaggio dei soldi della droga.”
In Italia il 6 agosto 1993, il deputato democristiano Raffaele Tiscar ha presentato un’interrogazione al ministro del Tesoro per chiedere l’apertura di un’inchiesta su George Soros e sulle sue attività speculative contro la lira nel contesto della politica di privatizzazioni discussa sul “Britannia”. Altri parlamentari di vari partiti e orientamenti politici, tra cui l’On. Antonio Parlato, hanno in varie occasioni presentato interpellanze parlamentari per far luce sulle attività di George Soros in Italia.
VII.
In varie occasioni, anche le più alte autorità dello stato italiano hanno sollevato pubblicamernte dubbi sull’operato di interessi finanziari internazionali, con eventuali agganci italiani, nelle operazioni speculative e di destabilizzazione contro l’Italia.
Marzo 1993. A seguito di una repentina e sorprendente declassificazione di titoli di stato e di altri titoli italiani da parte della agenzia privata di rating “Moody’s”, che aveva portato a un crollo della lira e della Borsa, il Presidente Luigi Scalfaro chiese pubblicamente se dietro una tale decisione ci fosse qualche ragione destabilizzante. Allo stesso tempo da Londra arrivarono voci di un avviso di garanzia contro il Presidente del Consiglio Giuliano Amato, cosa che aiutò l’attacco speculativo.
Agosto 1993. Il ministro degli interni Nicola Mancino, a seguito dell’ondata di attacchi terroristici, dichiarò: “Non escludo un ruolo della finanza internazionale”.
5 novembre 1993. Fu il “venerdì nero” della lira anche a seguito di voci provenienti da Londra su un possibile avviso di garanzia nei confronti del Presidente Luigi Scalfaro. Il giorno dopo, l’allora Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi scrisse una lettera al Procuratore Capo della Republlica di Roma, Vittorio Mele, perchè “avviasse le procedure relative al delitto previsto all’art. 501 del codice penale, considerato nell’ipotesi delle aggravanti in esso contenute.” Cioè si chiedeva di indagare su un possibile reato di aggiotaggio da parte di chi aveva operato contro la lira e i titoli quotati in Borsa.
25 maggio 1994. Ancora una volta la lira crollò e la Borsa perdette il 2,6% in poche ore a seguito di voci provenienti da Londra su un presunto avviso di garanzia contro il nuovo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
IN BASE AI FATTI ESPOSTI, si chiede l’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti del signor George Soros, per verificare se la sua ammessa attività speculativa sia stata svolta
in VIOLAZIONE dell’articolo 501 del codice penale (“Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”). Si fa notare che l’articolo 501 specificamente prevede un raddoppio delle pene “se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello stato”.
(L’articolo 7 del codice penale prevede che il cittadino italiano o straniero anche se commette in territorio estero il predetto reato deve essere punito secondo la legge italiana.)
in VIOLAZIONE dell’articolo 2628 del codice civile (“Manovre fraudolente sui titoli delle società”).
in VIOLAZIONE dell’articolo 2595 del codice civile (“Limiti legali della concorrenza”) che dice: “La concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi dell’economia nazionale…”
in VIOLAZIONE dell’articolo 2598, paragrafo 3 del codice civile (“Atti di concorrenza sleale”).
in VIOLAZIONE dell’articolo 2041 del codice civile (“Dell’arricchimento senza causa”) .
È opportuno anche verificare se tale attività speculativa sia in violazione dell’articolo 41 della Costituzione della Repubblica Italiana secondo cui “l’attività economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.
È opportuno anche ricordare che l’articolo 3 della stessa Costituzione prevede che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”


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1 commenti:

Giovanni Rò ha detto...

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