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giovedì 19 gennaio 2012
costa concordia 6905 500x281 La consuetudine del saluto al Giglio, Capitaneria e Guardia Costiera doverano?
Il Ministro Clini: ''Il problema è che siccome non era mai successo nulla, si è tenuta in piedi una consuetudine che le norme non consentirebbero''

“It is time to buzz the tower”, diceva un giovanissimo Tom Cruise in Top Gun pochi istanti prima di fare “la barba alla Torre di Controllo” con il suo F-14 Tomcat. Una prassi molto simile a quella che da tempo si ripeteva al Giglio, con alcune navi da crociera – ultima la Costa Concordia – abituate a passare a poche centinaia di metri dall’isola per “salutare” gli isolani. Fino all’incidente. Così mentre lo sdegno collettivo davanti al comportamento ancora incomprensibile del Comandante Schettino ha fatto emergere un nuovo “eroe” nazionale, De Falco, ci si chiede dove siano state – in tutti questi anni – la compagnia Costa e le istituzioni chiamate a vigilare sulla sicurezza dei mari e quali provvedimenti abbiano preso per stroncare “inchini” così pericolosi.
Il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, nei giorni scorsi ha in parte risposto a questa obiezione: «Siamo di fronte a una situazione molto particolare, perché le norme per evitare consuetudini così pericolose ci sono. Il problema è che siccome non era mai successo nulla,si è tenuta in piedi una consuetudine che le norme non consentirebbero». Mentre i Verdi della Campania hanno fatto sapere che «sono tanti i comandanti di navi da crociera che passano a pochi metri dalle coste italiane. Abbiamo ricevuto una ‘foto-denuncia’ che riguarda un clamoroso caso analogo avvenuto a Capri quest’estate». E la Concordia, secondo quanto risulta da diverse fonti giornalistiche, in un anno di inchini ne ha fatti ben cinquantadue.

Se da un lato dunque è ammirevole la fermezza del Comandante De Falco nel gestire i soccorsi, dall’altro le parole del sindaco del Giglio, (in un’intervista a Rainews24 ha dichiarato che il saluto da parte della Concordia “era previsto”) e il video di Rainwes24 che documenta un altro “inchino” effettuato dalla Costa Concordia sempre al Giglio l’estate scorsa, fanno sorgere l’interrogativo su una prassi al di fuori di ogni regola che si ripeteva da diverso tempo. Ed è inconcepibile pensare che il comandante di una nave con quattromila persone a bordo possa tentare manovre avventate senza che qualcuno – da terra – intervenga a fermarlo.


fonte

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1 commenti:

Edgardo v Perindani ha detto...

A proposito dei fatti accaduti al Giglio. Per le MANCATE Prevenzioni, le Responsabilità e le INADEGUATE Conseguenze. Le COLPE VANNO oggettivamente al Comandante e a TUTTI coloro che NON hanno Operato e/o NON hanno Controllato, senza SICUREZZA e con mancanza d' INTELLIGENZA. Tanto che la nave semi affondata sino' ora NON è stata Ormeggiata/ Vincolata a terra e NON è stata resa INAFFONDABILE con GALLEGGIANTI interni ed esterni. Lavoro, al Massimo, di 2 Giorni ! E' proprio il Simbolo attuale d' Italia con i suoi Sgoverni !.....

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