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giovedì 12 gennaio 2012


bambinemutilate
In Italia sono 4.000 le bambine che ogni anno in Italia subiscono una mutilazione genitale. Il dato raccapricciante è siamo il Paese occidentale con il più alto tasso di donne che hanno subito tale pratica, il resto è sommerso. Anche se in Italia la legge vieta tale pratica ci sono medici e comunità che, a pagamento, praticano l’infibulazione. In molti paesi europei, compreso il nostro, le mutilazioni vengono eseguite nei centri di chirurgia estetica vaginale o in quelli dove si fanno piercing e tatuaggi.
Pur non essendo un problema legato alla condizione della donna italiana ritengo che è importante parlare di questo fenomeno che coinvolge milioni di bambine e ragazze nel mondo. Ritengo importante parlare di ciò perchè ci riguarda, in quanto è costantemente praticato anche nel nostro Paese e questo è un indice gravissimo che segna (per l’ennesima volta) la triste condizione della donna in Italia anche se non colpisce donne italiane.


Considerando anche questo, quel 74° posto nel mondo per quanto riguarda la condizione della donna, in Italia non ce lo meritiamo nemmeno e considerando che siamo il Paese con il più alto numero di donne infibulate, la classifica dovrebbe scendere di almeno 30 punti; anche perchè può un Paese che si ritiene civile ad accettare con omertà e profonda ignoranza il fenomeno delle MGF?

Non possiamo continuare a dire che questo problema non ci riguarda perchè si consuma notevolmente all’interno del nostro Paese e le immigrate non sono donne di serie B. Non se ne parla mai, e quando se ne parla si paragonano queste orrende mutilazioni alla circoncisione maschile! Sembra quasi che accettassimo anche noi questo fenomeno, invece guardate qua:
Ho deciso di pubblicare queste foto senza censure perchè è giusto che la gente si renda conto cosa significa questa pratica. Questa pratica è sbarcata in Italia dagli anni ’80 e solo dal 2006 è stata istituita una legge che la vieta, ma non è sufficiente, ci vuole una campagna di sensibilizzazione! Queste pratiche non solo sono dannose per la vita della donna, causa di infezioni, morti precoci, danni alla madre e al nascituro, sofferenze attroci perchè fatte spesso senza anestesia, ma rappresentano una vera e propria forma di privazione del piacere femminile che crea problemi fisici e psicologici a chi ne è vittima.
Sono più di 50.000 nel nostro Paese (e milioni nel mondo) le donne che non hanno diritto ad una vita sessuale, ci rendiamo conto di questo?
Nelle foto che ho allegato all’articolo notiamo due pratiche: la seconda coinsiste nell’asportazione quasi totale del clitoride e parte delle grandi e piccole labbra e la terza coinsiste nell’asportazione di grandi labbra, piccole labbra, clitoride e cucitura degli orani genitali femminili esterni lasciando solo la vagina in modo parziale che serve per far uscire il mestruo e le urine. Quando la donna si sposa, lo sposo scuce la vulva e ha rapporti sesuali con la moglie che poi sarà ricucita dopo la gravidanza (prima foto). Queste due pratiche rendono la donna gravemente menomata e non solo non può raggiungere il piacere venendo ridotta ad un mero e proprio oggetto sessuale per il piacere altrui ma proverà dolore attroce durante i rapporti.
Tanti sono gli appelli ma nella pratica non si fa nulla per contrastarli, perchè se è vero che si tratta di pratiche sconosciute dalla nostra cultura, tutte le tematiche che riguardano la violenza sulle donne passano sempre in secondo piano.
Nel mondo occidentale la privazione della sesualità femminile avviene mediante un’educazione sessuale dominata su luoghi comuni, mediante il quale i genitali esterni non vengono nemmeno citati dai libri di sessuologia e le bambine vengono educate, sopratutto nei paesi mediterranei, al valore della verginità, e fanno dell’astinenza sessuale un simbolo di purezza. Forse è per questo che vige ancora omertà su queste barbarie, perchè ancora il piacere femminile non viene reputato importante nemmeno nel mondo occidentale.




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