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mercoledì 25 gennaio 2012
In passato, più volte avevamo speso buone parole nei confronti di Groupon, un servizio che annovera oltre 6.000.000 di clienti nel mondo, che ha il merito di stimolare la concorrenza e di rendere usufruibili agli utenti servizi/acquisti che altrimenti non potrebbero permettersi, o comunque di risparmiare cifre considerevoli. Tra l'altro negli ultimi mesi ha iniziato ad offrire anche convenzioni con studi dentistici, sempre a prezzi eccezionali. Alcuni admin di nocensura.com hanno effettuato acquisti tramite il servizio, senza riscontrare nessun problema, tuttavia grazie ad un gruppo Facebook creato da clienti insoddisfatti e l'interessamento di "Striscia la notizia", è emerso che un discreto numero di utenti ha avuto problemi, sia con i tempi di consegna della merce che con gli eventuali rimborsi; e visto l'atteggiamento assunto da groupon, che si è dimostrato poco disposto a conciliare con i clienti, vi consigliamo di abbandonarlo, per lo meno per quanto riguarda gli acquisti al "deal nazionale" (utilizzarlo a livello locale è più sicuro) e usufruire dei suoi concorrenti: "Groupalia" o "AcquistiOnline", quest'ultimo un servizio made in Italy

Salvo accordi straordinari dell’ultima ora, Groupon sarà presto al centro di una nuova class actionstimolata dalla clamorosa protesta che su Facebook alcune centinaia di iscritti al sito di social shopping hanno deciso di avviare al fine di sensibilizzare gli utenti del portale di couponing sui rischi relativi alla merce pagata ma mai consegnata, ai rimborsi in ritardo, all’assistenza clienti inefficiente.


Se Groupon non farà passi in avanti significativi per accogliere le rimostranze degli utenti, si legge nella pagina del gruppo, presto dovrà farlo dinanzi alle sedi istituzionali. “Abbiamo lanciato un ultimatum” – spiega infatti il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano – “o entro il 25 gennaio si arriva a un accordo su una conciliazione paritetica a zero costo per gli utenti che assicuririmborsi in danaro entro 30, massimo 45 giorni, oppure faremo una class oltre a una denuncia all’Antitrust che è già allertata a seguito del recente esposto dell’ordine dei medici”.
Mancano pertanto 24 ore al termine temporale concesso da Adiconsum, successivamente al quale le carte passeranno nelle mani giudiziarie. Tra i principali disservizi indicati dall’associazione dei consumatori, come già introdotto, l’incertezza sui rimborsi e sui tempi, i ritardi nella fornitura della merce o dei servizi, la carenza dell’assistenza post vendita, la mancanza dello standard di qualità che, di fatto, retrocede i clienti Groupon in una sorta di serie B.
“Siamo in tanti e in crescita” – continua Fabrizio Gallina, tra i fondatori della pagina chiamata “Groupon, problemi e denunce” – “a noi interessa ottenere i rimborsi o la merce acquistata. L’azienda è scesa a patti con noi di Facebook, e ci ha promesso che risolverà i problemi entro il 30 gennaio: spero che mantengano le promesse”.
Ma come unirsi alle proteste? Sulla base di quanto abbiamo già scritto, la cosa più semplcie da fare è aggregarsi alla pagina Facebook del gruppo Groupon, problemi e denunce, o dei tanti altri gruppi anti-Groupon che su Facebook stanno nascendo. In secondo luogo, per partecipare alla class action, è bene attendere l’ufficialità da parte delle associazioni dei consumatori e, in particolare, della proponente Adiconsum, che sta valutando il da farsi proprio in queste ore. Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda.


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