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martedì 3 gennaio 2012
La parola 'scioccarellino', puo' sembrare innocua ma, se pronunciata da un adulto nei confronti di un bambino, per di piu' davanti ai suoi coetanei, allora risulta offensiva e suscettibile anche di condanna per ingiuria.
E' accaduto a una signora abruzzese, condannata, sia dal giudice di pace che dal tribunale di Avezzano (Aquila) a 600 euro di multa e al risarcimento dei danni per avere 'offeso il decoro' di un bambino chiamandolo appunto 'scioccarellino'. La sentenza, infatti, e' stata confermata anche dalla Corte di Cassazione.

Nel ricorso ai Supremi Giudici la signora aveva invano sostenuto che apostrofando cosi' il ragazzino non aveva avuto alcuna attenzione di ingiuriarlo 'altrimenti avrebbe utilizzato termini piu' offensivi e avrebbe scelto il momento in cui la vittima era sola', d'altronde secondo la signora la stessa parola 'scioccarellino' era 'inidonea a ledere l'onore e il decoro di chicchessia'.
Non cosi' per la V/a seziona penale della Cassazione, secondo la quale 'la potenzialita' offensiva di una determinata espressione non puo' essere valutata in astratto, ma deve essere contestualizzata e apprezzata in concreto, in relazione alle modalita' del fatto e a tutte le circostanze che lo caratterizzano'. Per questo, secondo la sentenza numero 38297 anche se 'l'epiteto in questione appare astrattamente di debole portata offensiva, deve pero' rilevarsi come nel contesto dei fatti esso fu idoneo a manifestare un disprezzo lesivo del decoro della persona, tanto piu' in quanto diretto verso un minore di eta' e in presenza dei suoi coetanei'.


fonte

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2 commenti:

lentiggine blu ha detto...

Bene, sono contenta che finalmente si stia dalla parte dei bambini. Faccio parte della scuola da ormai 40 anni e posso testimoniare che un bambino si arrabbia, quindi fa rapporto alla famiglia e, tramite quest'ultima, al resto della società, soltanto quando percepisce da parte degli adulti mancanza di rispetto. Teniamo presente che un bambino è sempre fragile, indifeso nei confronti di un adulto.Quindi è l'adulto che deve attivare il rapporto di amore/protezione/rispetto in relazione al proprio ruolo. In questo modo il rispetto si farà reciproco (i bambini lo sanno riconoscere) e non ci sarà bisogno di stupidi ridicoli "insultini", offensivi quanto mai per l'intelligenza dei piccoli, che sono meno infantili dei grandi.
Maddalena Leali

Anonimo ha detto...

e poi si passa sotto silenzio le offese di Bossi verso il capo dello
stato e verso il meridione o verso la Bandiera, ma signori giudice cosa ci state a fare diamo addosso solo
a gli indifesi? quando si potra finalmente leggere condanna per vilipendio ? Sono tutti una massa di furbi....

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