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martedì 13 dicembre 2011

da carabinieriditalia.it
Non si è ancora sopito quel vespaio politico che scaturì dal commento che il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, in un`intervista si lasciò scappare: «Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana».
 
Ancora riecheggia la convinzione di tutti noi - onesti cittadini e convinti assertori dei valori della Costituzione italiana - pronunciata per bocca dell’ormai Presidente Emerito della Repubblica, Sen. Ciampi che, interpretando il pensiero comune, dichiarò: «gli italiani hanno piena fiducia nella Magistratura».

Eppure, ecco che la vicenda di cui vogliamo darvi conto, narra proprio di giudici, di un trattamento sanitario obbligatorio ed di una aspettativa d’ufficio di quattro mesi - manco a dirlo - per malattia.

Il protagonista di questa angosciante storia – alla quale, ne siamo certi, Franz Kafka avrebbe saputo dare un titolo migliore - è Paolo FERRARO.

Si, proprio Lui, il dottor Paolo Ferraro, Pubblico Ministero presso la Procura del Tribunale di Roma.
E, chissà quanti dei nostri Carabinieri, affezionati lettori ed agenti od ufficiali di Polizia Giudiziaria avranno conosciuto e collaborato con uno tra i più arguti magistrati della Procura capitolina.

In quel caso l’inchiesta prese spunto da alcuni morti sospette del mondo del ciclismo e si concluse con importanti risultati.

Anche nella vicenda odierna i sospetti hanno coinvolto un preciso contesto, quello militare ma, stavolta, il sospetto è ancora più inquietante, raccapricciante e macabro.

In effetti, il P.M. Paolo Ferraro, da alcuni anni, sta indagando sull’attività di una setta satanica massonica che, stando ai primi risultati delle indagini del pubblico ministero romano, avrebbe arruolato tra i propri adepti alcuni militari italiani.
L’ipotesi avanzata dal dottor Ferraro, sinora, mai riportata dai principali organi di informazione, è che anche il brutale omicidio di Melania Rea si possa far ricondurre a tale pista.

Circostanze tutte ancora al vaglio degli inquirenti e delle quali non possiamo far altro che attendere gli eventuali sviluppi ed esiti.

Il P.M. Paolo Ferraro, ha coordinato alcuni importanti indagini, come quelle del «doping disperato» denominate Oil for drugs e Operacion Puerto che si sono concluse con decine di arresti tra atleti, farmacisti e medici sportivi.
Intanto, però, lo scorso 16 giugno, il Consiglio Superiore della Magistratura, con procedura d’urgenza, ha deliberato il collocamento in aspettativa per infermità, d’ufficio, per quattro mesi, con decorrenza immediata, del P.M. Paolo Ferraro, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Evidentemente, ai giudici di Palazzo dei Marescialli non sono bastati i numerosi certificati medici dai quali emerge la sostanziale normalità del quadro psichico del dottor Ferraro. Per nulla rassegnato e, nemmeno, spaventato dagli espliciti avvertimenti che lamenta di aver subito, il dott. Ferraro - a dispetto dell’assurdo kafkiano – non se ne sta in silenzio e reagisce, fermamente convinto del valore di quelle Istituzioni italiane, alle quali ha giurato fedeltà e che ha scelto di servire, da Cittadino, da Uomo e da Magistrato.
E’ così che, il dottor Ferraro, insieme ai suoi due illustri legali - gli avvocati Giorgio CARTA e Mauro CECCHETTI – decide di raccontare quanto sta accadendo davanti ai microfoni ed alle telecamere dei tanti giornalisti intervenuti alla odierna conferenza stampa.
Si inizia con un appello rivolto proprio ai Giudici di piazza Indipendenza, affinché possano esaminare nuovamente quegli atti dal contenuto, sicuramente, complesso. Il racconto dei fatti anomali registrati dal dottor Ferraro è inquietante, persino, per un giornalista che pure è avvezzo a situazioni nebulose e fuori dal comune. Si entra in un mondo fumoso, posto al di sotto della conoscenza comune ed ordinaria,in cui ridondano frasi musicaleggianti e medievaleggianti pronunciate da uomini che si rivolgono a donne mentalmente scisse ed in presenza di bambini. Appena il dottor Ferraro si rende conto dell’importanza degli indizi registrati e conservati su files audio, annuncia la doverosa intenzione di denunciare quei fatti alla competente Procura di Perugia.
Ma da quel preciso momento inizia il calvario sanitario-psichiatrico cui, suo malgrado, viene costretto il pubblico ministero capitolino. Un percorso segnato da meccanismi di pressione fatti da telefonate anonime, da minacce, fino all’affermazione di uno stadio di psicosi con eccitazione reattiva e, poi, deliroide e, ancora, paranoico. Secondo il dottor Ferraro alcuni fatti di cronaca strettamente correlati a quelli registrati e denunciati: primo tra tutti, quello del 10 marzo 2011, il ritrovamento, a Roma, sull’Ardeatina, del cadavere mutilato di una donna e, poi, Ascoli Piceno e il tragico assassinio di Carmela Melania Rea. Fatti cruenti e correlati che si verificano a ridosso di quel 7 marzo 2011, giorno in cui il Magistrato in aspettativa ha denunciato i fatti innanzi alla Procura di Perugia e dei quali, però – lamenta il dottor Ferraro – gli organi di stampa non danno nessun conto.
Il dottor Ferraro teme un occultamento delle coscienze ad opera di poteri forti, gli stessi che assicurano copertura alle sette sataniche massoniche. Al vertice di questo potere occulto - sempre secondo il dottor Paolo Ferraro – vi sarebbe un insospettabile del mondo militare, del quale, però, per il momento, non si pronuncia il nome.
Ma il dottor Ferraro è determinato ad arrivare fino in fondo e, promette che, se l’Autorità Giudiziaria non darà giusta importanza alla vicenda, sarà pronto ad indicare il nome dell’insospettabile, così come a consegnare alla stampa i misteriosi files audio registrati in quell’appartamento della città militare della Cecchignola.


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