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lunedì 12 dicembre 2011
del Dott. Stefano Montanari
Consoliamoci: se la trasparenza non è il forte della nostra beneamata patria, possiamo ben dire che mal comune sia mezzo gaudio. O, magari, anche gaudio intero, visto che tutto ciò che turba la beatitudine di chi vuol morire senza rotture di scatole viene cancellato dall’esistenza.
Chi fosse così masochista da ascoltare le trasmissioni radiofoniche RAI di tale Aldo Forbice o le esternazioni dell’ineffabile Chicco Testa o avesse la mala ventura di essere allievo di tale professor Franco Battaglia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per non dire degli oracoli dell’enciclopedico Umberto Veronesi e da questo allegro manicomio uscisse vivo non avrebbe dubbi: niente al mondo è più sicuro di una centrale atomica.
Chi, invece, fosse così ficcanaso da andare a spulciare l’elenco degl’incidenti nucleari che hanno ammorbato questo povero pianetuzzo troverebbe un catalogo ben più lungo di quello del servo di Don Giovanni. Eppure, per lungo che sia, quell’elenco sarebbe appena un assaggio di ciò che realmente accade ogni giorno. Basti pensare alla vicina Francia, quella Francia che ricava gran parte della sua energia dall’atomo e ce la vende pure, dove la media è di un incidente ogni tre giorni e poco o nulla trapela.


La prassi vigente a livello globale è quella di non dare alcun conto dei problemi che colpiscono gl’impianti, a meno che non si tratti di cose talmente immani che tacerle diventa troppo imbarazzante. Dunque, tutto quanto è in una scala di media portata viene taciuto, la gente non sa e la si può continuare a buggerare rapinandola dei quattrini e della salute.
In questi ultimi giorni sta succedendo qualcosa di strano. La radioattività aumenta con relativamente lenta costanza e con lei la presenza dell’isotopo 131 dello iodio, scoria delle fissioni nucleari. Ce l’ha detto la IAEA (International Atomic Energy Agency), ente appartenente all’ONU, perché qualcosa stava cominciando ad uscire dai circoli ristretti delle bocche chiuse. Quanto è questo incremento? Chissà: la IAEA non entra in particolari. In fondo, saperlo non ci cambierebbe la vita. E neanche la morte, visto che in quella radioattività ci siamo immersi senza uscita, ci piaccia o no. Ma da dove arriva quello iodio almeno ce lo dite? No, nemmeno quello.
La Comprehensive Nuclear Test-Ban Treaty Organization (CTBTO) è un altro ente internazionale che dovrebbe individuare i test eseguiti in atmosfera usando armi nucleari. Questo comunica tutti i rilievi ai governi degli stati che aderiscono all’organizzazione (quasi tutti al mondo) e i governi sono tenuti a non divulgare le notizie. Il che è perfettamente coerente con il trattamento da bestiame da reddito che riceviamo regolarmente. Consoliamoci: nemmeno gli scienziati possono sapere queste cose. L’unica informazione trapelata da fonte rigorosamente anonima all’interno della CTBTO e non controllata è che l’emissione è continua, così come accade quando è in corso uno dei tanti incidenti nucleari.
Difficile commentare serenamente. La domanda che mi faccio è: quanti di noi sono al corrente non solo di questo ennesimo attentato alla salute ma del fatto che siamo all’oscuro di tutto? E l’altra domanda è: che altro non sappiamo di non sapere?


Testo a cura del dott. Stefano Montanari
fonte


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