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giovedì 22 dicembre 2011

Mentre l'Italia scivola verso la recessione (nel terzo trimestre 2011 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente) le banche fanno grande festa.
I governi di Eurolandia impongono manovre "lacrime&sangue" ai cittadini per uscir fuori dalla crisi, nel mentre la B.C.E. concede bei regali agli stessi fautori della crisi, erogando 489,19 miliardi di euro (Long Term Refinancing Operation) nel suo primo rifinanziamento a scadenza super prolungata, 3 anni, a favore delle banche commerciali che operano nell'area euro. 
Le banche italiane hanno preso in prestito dalla Bce 116 miliardi di euro, quasi un terzo dei 489 miliardi erogati da Francoforte.
Una bella iniezione di liquidità.
La prossima asta ci sarà il 29 febbraio 2012, con scadenza il 26 febbraio 2015 ed i fondi verranno assegnati a tasso fisso e ammontare illimitato!!!

A cosa doveva servire questa liquidità?
In realtà ci si aspettava che le banche commerciali prendessero liquidità al tasso (misero) dell'1% per poi acquistare Titoli di Stato al 6-7% (e ci avrebbero lucrato ben bene lo stesso). Invece il differenziale di rendimento tra i BTp a 10 anni e i bund tedeschi dopo essere sceso a quota 446 è risalito oltre 490 e stessa cosa è avvenuta per i titoli dei paesi periferici.

In realtà le banche si sono pappati questi soldi a causa delle richieste fatte dall'EBA (European Banking Authority), l'autorità bancaria europea che ha imposto al settore del credito consistenti rafforzamenti patrimoniali (solo per le banche italiane 15,4 miliardi di euro) e quindi in sostanza le banche hanno adoperato questa liquidità per sanare il proprio patrimonio secondo i requisiti imposti.
Se invece che alle banche italiane quei 116 miliardi di euro fossero andati ad imprese e famiglie sarebbe stata un'iniezione di fiducia e di responsabilità, ma fatta alle banche resta solo un'iniezione di droga dagli effetti collaterali nefasti per le tasche dei cittadini.

Salvatore Tamburro

fonte

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