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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
lunedì 26 dicembre 2011
Divario salari-prezzi da record

L’ aumento dell’ 1,7% delle retribuzioni dei contratti di lavoro non accorcia la distanza con il continuo crescere dei prezzi che ha toccato il 3,4%: il risultato è un divario da record, mai raggiunto dal 1997.
Il prezzo della vita sale e le buste paga restano ferme. E' quanto succede in Italia, dove ad ottobre la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7 per cento) e il livello dell'inflazione (+3,4 per cento), ha toccato un nuovo record. La differenza è pari a 1,7 punti percentuali su base annua, il massimo dall'inizio delle serie storiche dell'Istat. Il precedente record, comunica l'Istituto di statistica, era infatti pari a 1,3 punti percentuali. Si tratta dunque del divario più alto almeno dal 1997. D'altro canto, le retribuzioni contrattuali orarie a ottobre restano ferme su settembre, mentre aumentano solo su base annua. 


I contratti in attesa di rinnovo sono 31, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti (circa tre milioni nel pubblico impiego). Secondo gli analisti dell'Istat, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 33,1 per cento nel totale dell'economia e del 12,9 per cento nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 22,4 mesi nel totale e di 23,4 mesi nell'insieme dei settori privati. A ottobre, sottolinea l'istituto di statistica, nessun accordo in attesa di rinnovo è stato siglato. Tra le classi che hanno fatto rilevare maggiorazioni più alte ci sono quelle relative alla difesa, con un 3,7%, mentre pare non ci siano state variazioni per le scuole, le regioni e le autonomie locali e il servizio sanitario nazionale. 


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