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sabato 17 dicembre 2011
Ecologia: l’esercito degli Stati Uniti in guerra contro il pianeta Terra

Nessun organo d’informazione vi informerà mai che il più grande inquinatore del mondo è l’esercito degli Stati Uniti d’America che produce ogni anno almeno 750.000 tonnellate di residui tossici.
È un inquinamento a livello globale dal momento che gli USA possiedono basi in decine di Paesi. Solo in Italia sono installate 113 basi americane e NATO.
Non solo l’esercito americano e NATO rilasciano materiale tossico nell’aria e nell’acqua, ma avvelenano la terra e il mare: anche delle comunità confinanti, provocando un aumento dell’incidenza di tumori, patologie renali, malformazioni congenite, neonati sotto peso e aborti spontanei. La sperimentazione delle tecnologie per sonar a bassa frequenza è accusata di aver avuto un ruolo nella morte di balene in tutto il mondo.
Gli italiani debbono sapere che il Pentagono gestisce basi militari anche fuori degli Stati Uniti come “riserve federali” non sottoposte alla sovranità degli Stati ospitanti. Il Pentagono ha ottenuto anche, dagli Stati servili come l’Italia, deroghe alle leggi che tutelano chi denuncia reati, laddove siano coinvolti militari statunitensi. Vedi il clamoroso caso del Cermis. Molti sono stati i tentativi nei vari Paesi per tentare di obbligare le forze armate americane e NATO al rispetto delle leggi nazionali per la tutela ambientale, ma senza esito.

Nonostante le proteste contro la guerra stiano crescendo in tutto il mondo, la “guerra alla Terra” da parte del Pentagono continua. Gli Stati Uniti sono guidati da una oligarchia criminale che non porta rispetto allo stesso territorio americano come pure non tiene conto della salute dei propri militari che, al ritorno dalle varie “guerre umanitarie”, spesso finiscono in centri di igiene mentale o ospedali per malattie tumorali.
Un rapporto dedicato all’Iraq, dell’unità di Valutazione Postbellica del Programma Ambientale delle Nazioni Unite, ha rivelato che i pesanti bombardamenti USA e i movimenti di un gran numero di veicoli militari, hanno fortemente degradato l’ecosistema naturale e agricolo. L’intenso uso di proiettili all’uranio impoverito ha fatto rilevare livelli di contaminazione radioattiva pericolosi per la salute, per l’acqua e per l’ambiente.
Le centinaia di migliaia di proiettili all’uranio impoverito utilizzati nella guerra di aggressione all’Iraq, hanno lasciato sul terreno ben 75 tonnellate di materiale tossico. Stessa situazione in Serbia, in una guerra infame che ha visto l’intervento diretto anche dell’Italia, ai tempi del governo D’Alema.
In Afghanistan stanno ancora utilizzando materiale bellico altamente tossico con conseguenze devastanti per l’ecosistema naturale e per la salute degli abitanti, e degli stessi militari (compresi gli italiani) fortemente colpiti da malattie tumorali.
Nonostante quanto rilevato dagli organismi internazionali, le forze anglo-americane e NATO continuano ad utilizzare munizioni all’uranio impoverito facendosi beffe di una specifica risoluzione O.N.U. che classifica tali proiettili come armi illegali di distruzione di massa.
Le minuscole particelle radioattive che si sprigionano quando un proiettile all’uranio impoverito colpisce l’obiettivo, vengono facilmente inalate anche attraverso le maschere antigas.
Circa 10.000 veterani della “Guerra del Golfo Persico” sono morti per malattie tumorali. Una ex infermiera dell’esercito americano, Carol Picon, ha raccolto un’estesa documentazione sulle malformazioni congenite riscontrate nella popolazione irachena e sui figli dei veterani statunitensi.
In “The Hidden Killers” è stato messo insieme un originale rapporto dall’Iraq e dalla Bosnia con le interviste ai veterani dell’esercito statunitense malati di tumore; un numero elevato di civili iracheni e bosniaci esposti all’uranio impoverito, hanno presentato gli stessi tipi di tumore dei veterani americani della “Guerra del Golfo Persico”.
Da quando è uscito questo rapporto l’“Union Medical Research Center” ha pubblicato studi che dimostrano l’impatto devastante dell’uranio impoverito in Afghanistan, mentre il “Christian Science Monitor” ha realizzato un ottimo servizio sull’impatto devastante dell’uranio impoverito nelle aree urbane.
Il governo statunitense si dovrebbe vergognare di questi crimini contro l’umanità, come pure si dovrebbero vergognare anche i mezzi d’informazione italiani e stranieri che, pur essendo a conoscenza di quanto sta accadendo, censurano le notizie e continuano a sostenere le cosiddette “guerre umanitarie”.
Ipocriti, sepolcri imbiancati, come gli stessi governanti italiani di tutti i colori che mandano i ragazzi italiani a seminare morte e devastazione in paesi che non sono ostili all’Italia, insieme ai criminali statunitensi e per gli interessi di quella cupola demoplutocratica giudaica-massonica che sta devastando e impoverendo i popoli e le nazioni.

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