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sabato 24 dicembre 2011
Le partite truccate, secondo l'associazione dei consumatori, ha affossato il mercato delle scommesse legali: solamente una su quattro in un anno è stata vincente. Così sta raccogliendo firme per presentare una denuncia per chiedere anche i danni morali

Il ciclone calcioscommesse sta contribuendo in modo importante ad affossare il sistema delle scommesse sportive, da tempo in crisi di risultati. I numeri parlano chiaro. Secondo i dati pubblicati dall’Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) lo scorso mese di novembre ha confermato il trend negativo del mercato legale delle scommesse: meno 22,73% rispetto ai dodici mesi precedenti. In un anno si è persa quasi una scommessa ogni quattro. E considerando il recente scandalo, è probabile che anche a dicembre le cose non vadano meglio. Se poi il Codacons deciderà, come anticipato nei giorni scorsi, di avviare una class action “finalizzata a far ottenere a tifosi e scommettitori il risarcimento dei danni derivanti dalle partite truccate”, beh, le scommesse sportive sono destinate a subìre il peggior inverno della loro storia.

“E’ evidente come l’alterazione dei risultati di una partita di calcio produca danni economici e morali ai cittadini”, spiega in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “La class action che stiamo studiando sarà finalizzata a far ottenere a tifosi e scommettitori non solo il rimborso delle giocate, dei biglietti per lo stadio, degli abbonamenti alle pay tv, dei costi delle trasferte, ma anche il risarcimento dei danni morali subìti, per la buona fede tradita”. L’associazione che difende i diritti dei consumatori scende in campo e promette battaglia all’intero sistema che sta dietro alle scommesse.

Rispetto ai tempi della class action, Rienzi spiega a che “Codacons deciderà se e come muoversi soltanto dopo aver raccolto un numero importante di adesioni”. Le prime hanno già fatto capolino sul blog del presidente. Al momento, se ne contano una trentina, ma il numero è destinato a crescere nei prossimi giorni. Tra i tanti commenti, ce n’è uno che riferisce di un investimento in scommesse pari a 200 mila euro: “Ho assegni pagati alla Gold Bet direttamente negoziati da loro per più della metà dell’importo”. Il caso non è passato inosservato. “Se l’importo sarà verificato – dice Rienzi – è possibile che tratteremo la questione a parte”.

Ma c’è anche chi fa notare che nel settore delle scommesse legali lavorano tantissime persone che potrebbero rischiare il posto se la tendenza al ribasso non dovesse cambiare. “La scommessa legale – scrive il lettore – è l’unico argine al dilagare delle scommesse clandestine”. La risposta di Rienzi è netta: “Noi proponiamo di togliere completamente il gioco del calcio dalle scommesse. Che scommettano su altri sport, il calcio è tutto truccato. Cosa dire a chi rischia il posto? Che non è un problema nostro, ma di chi è preposto a controllare che non siano più attivi siti web dove si raccolgono le scommesse clandestine. E poi, chi gioca 100 euro alla settimana, lo fa per vincere del denaro. Se non potrà più puntare sul calcio, lo farà su altri sport e per lui poco cambierà. Tanto sono comunque soldi buttati e meno si gioca, meglio è”. A proposito di soldi. Cosa possono sperare di ottenere gli scommettitori che aderiranno alla class action proposta dalla Codacons? “Un risaricimento forfettario – dice Rienzi – uguale per tutti, che altrimenti sarebbe impossibile mettere insieme tanta gente”. La sfida è lanciata.



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