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martedì 22 novembre 2011
Detenuto muore, aveva denunciato pestaggio Il garante: "Non sia un altro caso Cucchi". L'uomo, residente alla Garbatella e arrestato a Termini, disse al pronto soccorso del Santo Spirito di essere stato picchiato dagli agenti della Polfer. Trasferito nella struttura protetta Belcolle di Viterbo, è deceduto il 12 novembre

"Ha denunciato, al Pronto Soccorso di un ospedale di Roma, di essere stato pestato dagli agenti della Polfer che lo avevano arrestato. Tre giorni dopo il fermo, è morto, per cause da accertare, in un letto del reparto per detenuti dell'ospedale 'Belcolle' di Viterbo".

Il "nuovo caso di morte sospetta nelle carceri" è stato denunciato in una nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che afferma: "Invito la magistratura a fare al più presto chiarezza sulle circostanze che hanno portato a questo decesso, anche per sgomberare al più presto ogni nube e per evitare l'atroce sensazione di trovarsi davanti a un nuovo caso Cucchi'".

"La vittima - prosegue la nota del Garante - si chiama Cristian De Cupis, romano di 36 anni, residente nel quartiere Garbatella. Secondo le informazioni in possesso del Garante l'uomo - affetto da diverse problematiche di carattere sanitario - viene arrestato il 9 novembre alla Stazione Termini per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condotto al Pronto Soccorso del Santo Spirito l'uomo, che aveva delle escoriazioni alla fronte, avrebbe riferito ai medici di essere stato percosso dagli agenti che lo hanno arrestato e, per questo, avrebbe anche sporto denuncia. Il 10 novembre, De Cupis viene trasferito - in ambulanza e scortato dalla polizia - nella
struttura protetta dell'ospedale 'Belcolle' di Viterbo dove viene sottoposto a tutti gli esami di rito, compresa una Tac".

"Il giorno seguente sarebbe stato anche convalidato l'arresto e disposti gli arresti domiciliari non appena finito il ricovero. La mattina del 12 novembre, però, De Cupis muore. I familiari sarebbero stati avvertiti dell'arresto solo dopo l'avvenuto decesso. A chi lo ha incontrato nei giorni del ricovero l'uomo era parso a tratti agitato e a tratti lucido, comunque non in condizioni che potessero far immaginare una morte repentina. A conferma di ciò, la circostanza che l'uomo, solo due giorni prima dell'arresto, si era rivolto ad una struttura di orientamento per detenuti per cercare un lavoro. La salma è stata posta a disposizione dell'autorità giudiziaria e questa mattina si è svolta l'autopsia".

"Attendiamo l'esito degli esami autoptici per capire cosa è successo - ha aggiunto Marroni - ma, comunque ho deciso di inviare una nota al ministero della Giustizia e a quello dell'Interno sollecitando le verifiche del caso.
Questa vicenda presenta dei lati non ancora chiariti, che necessitano di un approfondimento e, soprattutto, di chiarezza. Quella chiarezza che meritano i famigliari di quest'uomo e le centinaia di operatori della sicurezza che svolgono con correttezza e abnegazione il proprio lavoro".

fonte: Repubblica
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'Un testimone ha visto picchiare Cristian De Cupis

“È chiaro che è stato percosso dalla polizia alla stazione Termini. Su questo non ci sono dubbi. C'è anche un testimone, un avvocato, che mi ha telefonato e ha visto tutto”'.
Così dal carcere romano di Rebibbia, il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, in riferimento alla morte di Cristian De Cupis, il 36enne arrestato il 9 novembre scorso alla Stazione Termini per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo, dopo essere stato condotto all’ospedale Santo Spirito, era stato trasferito in un reparto sanitario nell'ospedale Belcolle collegato al carcere Mammagialla di Viterbo.
Dopo aver presentato il progetto di informatizzazione del carcere di Rebibbia accanto al direttore dell'istituto di reclusione Carmelo Cantone e del presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, Giovanni Tamburino, Marroni, parlando del caso De Cupis, ha detto: “Putroppo l'autopsia è stata fatta senza il consulente di parte perché non è riuscito ad arrivare in tempo. Non si capisce come un ragazzo di 36 anni possa morire d'infarto. Mi fido comunque molto del magistrato che ha in mano la vicenda. Mi dicono che è un magistrato molto serio e molto severo”.
A proposito della situazione delle carceri nel Lazio, Marroni ha infine sottolineato: “Ci sono ancora carceri troppo affollate. Abbiamo 6.600 detenuti, la capienza è però intorno ai 4.200, 4.300 posti. Ovunque ci sono affollamenti - ha precisato ancora - spazi ristretti, ridotta anche la parte della socialità. Ovunque, inoltre, c'è anche una carenza di polizia penitenziaria che è assolutamente spaventosa. Per questo motivo ci sono assenze tra il personale e la polizia penitenziaria e anche qualche suicidio. Una situazione difficile -ha concluso Marroni - di cui non vedo lo sbocco”.

fonte: Viterbo News 24




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