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sabato 12 novembre 2011

IL NUOVO CAVALLO DI TROIA SI CHIAMA SPREAD


Con il ricatto degli spread ci vogliono costringere ad abdicare alla nostra sovranità di elettori ed accettare nostro malgrado un governo che per via elettorale non avrebbe mai visto la luce.


Se anche si andasse alle elezioni i risultati per la sinistra non sarebbero scontati, il Pdl conta nei sondaggi più pessimistici su un 26% (più di un Italiano su 4) ed a questo dobbiamo aggiungere che il 60% di quel 40% di cittadini che dicono che non andrebbe a votare si dichiara di centro/destra.
Facendo due conti il 60% di 40 è il 24% che sommato al 26 % già assodato diventerebbe il 50% e a questo dobbiamo aggiungere i voti della Lega.
Questo spiega perché i partiti dell’opposizione ad eccezione dell’IDV non vogliono andare al voto. 
Durante una campagna elettorale può succedere di tutto , e so pure che non è detto che gli indecisi del centro/destra si decidano ad andare al voto, ma la sinistra e il centro di Casini preferiscono non correre rischi.

Da ben quattro mesi Monti era già stato allertato dal capo dello stato per una sua discesa in campo, e nei piani c’era chiaramente lo sfruttamento della pressione finanziaria alimentata dalla speculazione mondiale per costringere non solo Berlusconi alle dimissioni, ma dettare i tempi di un cambio della guardia rapidissimo per non consentire regolari consultazioni elettorali.
E’ vero potrei essere avventato nel fare queste considerazioni, ma le dichiarazioni di Monti che ho sentito oggi ascoltando il suo intervento del 27/08/2011 da Capalbio mi sembrano una conferma. 
«In questi mesi – dice Monti – abbiamo avuto un esperimento di laboratorio molto interessante. Anche al suo minimo, l’Europa è stata più forte di un governo e di una maggioranza che, almeno sulla carta, sono tra i più solidi che l’Italia abbia mai avuto.
Monti parla platealmente di “esperimento di laboratorio” per testare la solidità dell’Italia, a riprova del fatto che ciò a cui stiamo assistendo è opera di piani speculativi ben precisi che si muovono condizionando anche la vita politica di un Paese. 
Se il test sull’Italia dovesse dare i risultati sperati, il meccanismo si allargherà a macchia d’olio, e gli altri stati come ad esempio Francia e Germania avrebbero ben poco da ridere perché potrebbero essere le prossime vittime.
La volontà della finanza mondiale di mettere a capo dei governi i loro uomini di fiducia è ormai lampante, vi allego questo elenco per farvi avere un quadro della situazione:


DIRIGENTI DELLA GOLDMAN SACHS PASSATI ALLA FUNZIONE PUBBLICA


Romano Prodi, da consulente Goldman Sachs a Presidente del Consiglio in Italia


Mario Draghi, da Vicepresidente Goldman Sachs a Governatore della Banca d'Italia


Mario Monti, dalla Commissione Europea sulla concorrenza alla Goldman Sachs


Massimo Tononi, dalla Goldman Sachs di Londra a sottosegretario all'Economia nel governo Prodi del 2006


Gianni Letta, membro dell'Advisory Board di GS è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi (2008)


Robert Rubin, da dirigente Goldman Sachs a segretario al Tesoro presidenza Clinton


Henry M. Paulson, da vice Presidente di Goldman Sachs a Segretario al Tesoro sotto presidenza G.W. Bush


Robert Zoellich, da dirigente Goldman Sachs a vicesegretario U.S.A.


William Dudley, da dirigente della Goldman Sachs a capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve


Paul Thain, da Presidente Goldman Sachs nel 2003 a capo del New York Stock Exchange


Philip D. Murphy, da presidente Goldman Sachs in Asia a Responsabile per la raccolta fondi per il Partito Democratico U.S.A.


Joshua Bolten, da dirigente Goldman Sachs, a capo del gabinetto della Casa Bianca
Gary Gensler, sottosegretario al tesoro


Jon Corzine, da ex presidente Goldman Sachs a Governatore del New JerseyGoldman Sachs


Per quanto riguarda l’Italia la messa in fuori gioco di Berlusconi eliminerebbe l’ultimo ostacolo, è necessario che l’opinione pubblica sia informata, bisogna diffondere questo tipo di informazioni, qui non si tratta di destra o di sinistra qui si tratta di sovranità delle Nazioni si tratta di non trasformare l’Europa dei popoli nell’Europa degli usurai e degli speculatori.


Giorgio Terzo Catalano




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1 commenti:

Anonimo ha detto...

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