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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

venerdì 4 novembre 2011
Siete in grado di riconoscere la sofferenza nascosta del vostro cane? Anche Fido può soffrire di dolore cronico e, senza dirlo, può farvelo capire. Esistono infatti le prove oggettive che consentono ad un attento proprietario- e nei casi più complessi al medico veterinario- di riconoscerlo. E di intervenire efficacemente.
«Nella pratica clinica quotidiana degli animali da compagnia- spiega Vezzoni- è molto frequente il riscontro di situazioni cliniche croniche dolorose. Mentre risulta evidente la risposta del cane ad un dolore acuto ed improvviso, manifestato da lamenti, guaiti, reazioni aggressive o di fuga, la risposta al dolore cronico è molto più subdola e difficile da rilevare».
I SEGNALI DA CAPTARE - I segnali da non sottovalutare sono la facile affaticabilità, un'apparente pigrizia, l'invecchiamento precoce, le alterazioni del carattere, ma anche un espressione triste e svogliata possono costituire prove oggettive di sofferenza, che il proprietario non deve sottovalutare. «Il cane- aggiunge Vezzoni- pur non essendo dotato della parola, ha la possibilità di mostrarci dei segni indiretti, con il suo comportamento, che noi dobbiamo imparare a riconoscere affinando la nostra sensibilità, oltre ad applicare il criterio della similitudine con l’uomo per l’impatto doloroso delle patologie patologie riscontrate simili». Il consiglio è di non sottovalutare mai i segnali sospetti e di non esitare a confidare i dubbi al proprio medico veterinario di fiducia.
MALESSERE CRONICO - Sono molteplici le condizioni nel cane che si accompagnano ad un dolore cronico, latente e persistente, con periodi di maggior o minor intensità. L’osteoartrosi è la condizione più frequente, che riguarda oltre il 20% dei cani adulti, e può interessare in vario grado tutte le articolazioni. La prova oggettiva in questo caso è senz'altro la riduzione della massa muscolare. «In funzione della razza canina, dell’età e della destinazione funzionale- spiega Vezzoni- sono colpite le articolazioni delle spalle, dei gomiti, del carpo, delle anche, delle ginocchia e dei garretti». Ma i cani poi possono soffrire anche di mal di denti molto più a lungo di quanto il proprietario non impieghi ad accorgersersene. «Molti cani - prosegue il presidente della Fsa- soffrono di patologie croniche del cavo orale: un tipico esempio di dolore cronico nascosto è quando il cane sviluppa un’infezione ossea alveolare a livello del dente lacerante; questa provoca un’erosione dell’osso mascellare con formazione poi di una fistola odontopatica che finalmente permette al proprietario ed al veterinario di rendersi conto del problema e immaginare quindi il dolore patito dal cane nelle precedenti settimane per la stimolazione continua del trigemino».
TERAPIA DEL DOLORE - Ci sono infine molteplici situazioni patologiche croniche che possono essere associate a dolore cronico, come le cistiti, i calcoli urinari, le enterocoliti, le otiti,ledermatiti croniche e altre condizioni che sappiamo quale impatto abbiano sugli esseri umani per condizioni simili. Tumori e terapia del dolore. E purtroppo i tumori. «Specialmente nelle fasi avanzate - spiega Aldo Vezzoni- per gli effetti invasivi, compressivi ed istolesivi sulle strutture vascolo-nervose, i tumori determinano un dolore cronico che nell’uomo necessita di una continua ed efficiente terapia del dolore». Terapia del dolore di cui si discute molto anche in medicina umana, spesso per sottolinearne la scarsa applicazione. Le leggi in vigore nel nostro Paese consentono - previa prescrizione del medico veterinario ed una somministrazione rigorosamente controllata dal veterinario curante- di alleviare gli stati di dolore grave nell'animale facendo ricorso ai medicinali regolamentati dal recente Decreto Ministeriale 31 marzo 2006.

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