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venerdì 25 novembre 2011
I dieci capi d'imputazione comprendono anche l'associazione a delinquere e il favoreggiamento. Niente condizionale per una condanna precedente, i legali del faccendiere puntano all'affidamento ai servizi sociali per evitargli il carcere. Il gup: "Informazioni riservate per aggredire politici e imprenditori"


Luigi Bisignani ha patteggiato una pena di un anno e sette mesi di reclusione davanti al giudice per le indagini preliminari di Napoli Maurizio Conte. Coinvolto nel caso “P4”, Bisignani è stato condannato per dieci capi di imputazione, tra cui associazione per delinquere, favoreggiamento, rivelazione di segreto e corruzione. Non ha potuto beneficiare della sospensione della pena perché ha un precedente penale. Di conseguenza quando la sentenza passerà in giudicato, l’uomo d’affari, che ora è libero, dovrà essere nuovamente arrestato. I legali di Bisignani, Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo, si sono però detti fiduciosi nella possibilità di ottenere i domiciliari e subito dopo l’affidamento ai servizi sociali.

ll gup ha definito “congruo” l’accordo raggiunto dai legali del faccendiere con l’accusa, rappresentata dai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio. A Bisignani erano contestati alcuni episodi di favoreggiamento e rivelazione di segreti di ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. Bisignani sarà tra i testimoni dell’accusa nel processo in corso alla prima sezione del tribunale di Napoli nei confronti del deputato Pdl Alfonso Papa, che riprende martedì prossimo.

Nell’ordinanza, il gup Conte cita l’aggressione politica e le intimidazioni a imprenditori come fini dell’accordo “stabile e continuativo” stipulato da Bisignani con gli altri imputati del processo P4, Alfonso Papa e il sottoufficiale dei carabinieri Enrico La Monica. Fini che venivano raggiunti, secondo il gip, attraverso lo scambio di informazioni riservate.

Soddisfatto della sentenza il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore. ”L’atteggiamento di Bisignani, che ha chiesto il patteggiamento accettando implicitamente le accuse, conferma che le nostre tesi non erano fantasiose, come qualcuno aveva insinuato”. La decisione del gup, continua, “è importante a prescindere dall’entità della pena e avrà un peso anche sugli altri processi in corso, almeno dal punto di vista indiziario”.



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