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martedì 8 novembre 2011

L’ottimismo è un errore del cervello: lo dice la scienza

Grazie a uno studio pubblicato nel mese di giugno su Nature Neuroscience, adesso sappiamo come fanno gli ottimisti ad oltranza a ignorare le cattive notizie. Contrariamente a Berlusconi, che ritiene coglioni gli italiani che non votano per lui, ho sempre pensato che doveva esserci una spiegazione per quelli “intelligenti” che invece lo hanno sempre sostenuto. Non mi riferisco a chi ha creduto alle sue favole da venditore di pentole quando si è presentato sulla scena politica: era bello credere a qualcuno che prometteva meno tasse, più lavoro e altre fantasie del genere; induceva all’ottimismo ed è comprensibile che sia stati in molti a cadere nella rete. Ciò che non sono mai riuscito a spiegarmi, almeno fino a quando ho letto l’articolo citato, è come sia stato possibile che l’eccelso incantatore di serpenti sia riuscito a mantenere il consenso. Bisogna davvero essere degli irriducibili ottimisti per continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno… Mi sono chiesto spesso come fanno quelli che ci riescono ed ecco la risposta: secondo lo studio citato, il cervello delle persone ottimiste scarta automaticamente le brutte notizie mentre accetta senza riserve quelle buone, per costruirsi una tanto falsa quanto piacevole immagine della realtà.

A quanto rivela lo studio, che ha utilizzato la tecnica della risonanza magnetica funzionale, i neuroni degli ottimisti chiudono la porta in faccia a qualsiasi situazione, o notizia sgradevole, che non collimi con l’idea di realtà del soggetto. Ci sarebbe da invidiarli, perché così facendo subiscono poco lo stress, ma se penso che l’errore dei loro neuroni ci è costato quindici anni di Berlusconi e l’imbarbarimento culturale, oltre che il declino economico, non è proprio l’invidia la prima cosa che mi viene in mente…



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Anonimo ha detto...

sfondo grigio su testo bianco? Ma chi vi ha fatto il sito??

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