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giovedì 10 novembre 2011


"Siamo orgogliosi del figlio che stiamo crescendo. Su mio figlio sono state dette troppe bugie"
La signora Ornella ha lo sguardo di una donna forte, e la camminata lenta di chi riflette prima di parlare: nessun piano, solo buona educazione. Ha preferito il silenzio, negandosi alle varie televisioni che la volevano intervistare. "No, in quei posti io non ci vado: non fa parte del nostro modo di vivere". Dice di aver versato soltanto una lacrima, "ma una sola", prima, quando gli hanno fatto avvicinare per pochi minuti Fabrizio, a Regina Coeli. Nella sacca, di carta, che gli ha portato, già da una settimana aveva preparato le cose: un pigiama pulito, il necessario per la pulizia, e anche due libri: uno di psicologia di base, l'altro di pedagogia avanzata. "Deve sostenere due esami a novembre, mi ha chiesto di portarglieli. L'unica volta che me lo hanno fatto incontrare, una settimana fa, mi ha fatto solo questa richiesta. Finora dice di aver letto cinque romanzi, che ha trovato in giro: credo sia l'unico modo che conosce per passare il tempo". Di giorni ne sono passati tanti, da quel 15 ottobre, quando i fotografi lo hanno immortalato mentre tirava un estintore, durante la manifestazione degli Indignati, in piazza San Giovanni a Roma. "Quell'immagine andava contestualizzata, solo così si sarebbe capito tutto: ma nessuno lo ha fatto". 


Bassano Romano, la provincia è Viterbo. Per tutti il cielo è basso, grigio. La casa è alla fine di una stradina sterrata, c'è un giardino, dopo il cancello: "Dove Fabrizio giocava da piccolo, con suo fratello Giuseppe, e tanti amici che venivano qui: perché la nostra porta è sempre stata aperta a tutti. E' questo il modo in cui abbiamo cresciuto i nostri figli". Lei, la signora Ornella, addetta alla riscossione all'Agenzia delle Entrate di Viterbo, e papà Roberto, impiegato della pubblica istruzione. Ora, solo i familiari più stretti hanno accesso alla casa. E gli avvocati di famiglia. "Ma il clima, quando qualcuno viene a trovarci, è sempre sereno: pranzi, cene, cerchiamo di restare tranquilli. Perché non è successo niente, e tutta la verità verrà fuori. Sono fiduciosa". La signora Ornella sta spesso seduta al tavolo in sala: a sfogliare l'album dei ricordi, e a leggere i foglietti che Fabrizio lasciava spesso in giro per casa. L'ultimo, scritto poco prima di andare alla manifestazione, ce lo legge lei:"Vedo solo gente finta, intorno. Cerco inutilmente di farmi spazio, tra la gente bene, distinta, bigotta, che se ti vede in difficoltà non ti aiuta, ma ti dà una spinta per farti cadere. Tutto è immagine. Tutti sono omologati. Quello che mi rimane è il mio fiato"
Un ampio salone accoglie gli ospiti all'ingresso, insieme ad un cane meticcio di pochi mesi, forse crescerà simile ad un jack russel: "Si chiama Easy, lo ha trovato Fabrizio per strada, in condizioni precarie, lo ha portato a fare le vaccinazioni e ora vive con lui nella sua camera da letto". Dunque, la camera da letto, dove la Digos è venuta a prendere il figlio: "E hanno trovato tutto come vede lei: la pila dei giornali, i libri, i cd...è uno che legge tanto, si informa, ha le sue idee, è un ragazzo sveglio, e molto, molto, molto buono". 

Torniamo a quella foto.

"Le dico una cosa: è stata la fortuna di un fotografo, tutto qui. Volevano un capro espiatorio, un volto da fare girare sui giornali, eccolo, lo hanno trovato: e lui si è prestato molto bene, devo dire. Nessuno si è chiesto come mai si è visto solo la foto ritagliata intorno al suo corpo? Lui lanciava un estintore, è vero, ma lo lanciava nell'aria. E' da stupidi associare quel gesto, a quelli che abbiamo visto tutti contro la camionetta dei carabinieri, o contro le forze dell'ordine. E' da ignoranti prendere la foto di mio figlio e metterla accanto a quelle dei black block. Ma lo avete visto bene? Vi sembrava uno che andava in giro con il volto coperto? Aveva la maglia sul naso, perché con i lacrimogeni non riusciva a respirare. La manifestazione era finita: vi siete mai trovati in mezzo ad una manifestazione di quel tipo?! Si è fatto prendere dall'eccitazione della folla: la folla ti tira in mezzo, se sei debole, se sei ingenuo. Lui è un ingenuo, un generoso, uno che aiuta gli altri. Ha agito come noi sappiamo bene: è stata una "fabriziata". Chiamiamo così questi suoi modi di fare, a volte".

Quali sono i suoi modi di fare, che chiamate "fabriziate"?
"Lui è un testardo, che se decide di fare una cosa perché rientra nei suoi valori morali, allora la fa. Ma mi lasci spiegare cosa significa: per un ragazzo di vent'anni, questo essere "contro" vuol dire crearsi una propria personalità: fatta di regole da rispettare, per non fare male a nessuno. E quando sentiamo di maialate fatte da questo o quel politico, a lui va il sangue alla testa, si arrabbia, pensa alle persone brave che ci vanno di mezzo. Quando sente che la povera gente sta male perché non arriva a fine mese, lui vorrebbe fare qualcosa per cambiare il nostro paese. Ma, ripeto, ha vent'anni, e i mezzi in suo possesso per ora sono solo le parole. Quante volte noi lo abbiamo visto che andava a ficcarsi nei guai, perché doveva per forza difendere un amico, oppure quando ripeteva frasi che sentiva dire, solo perché dentro ci trovava un significato profondo. Queste sono le "fabriziate", quelle che avete tutti letto sul suo profilo di Facebook o Badoo, dove siete andati a curiosare".



Ora non esistono più, quei profili. Come anche il cartello sul cancello, che molti giornali hanno ripreso ("Attenti al cane, ai proprietari, e a tutto il resto").
"Lo abbiamo tolto, cosa dovevamo fare? Avevamo le telecamere giorno e notte fuori di casa. Cercavano il dettaglio, il particolare, per creare il mostro. Forse non sono stata chiara: sono state dette tante fesserie, sono state tratte tante conclusioni, affrettate, e per la voglia di dare notizia. Magari perché qualcuno voleva nascondere qualcos'altro? Non lo so, me lo chiedo. Fabrizio ricorda molto la figura di Renzo Tramaglino, quando nei Promessi Sposi viene scambiato per quello che non è. Sono state scritte tante stupidaggini. Quelle cose che hanno riportato i giornali, sono frasi di ribellione, che vanno prese per quello che sono. Noi lo abbiamo sempre lasciato fare: perché questo è il nostro modo di vivere. Massima libertà, di pensiero, parola. La mia educazione è sempre stata questa: mio padre era decorato di guerra, e ci dava la stessa libertà: ma noi in famiglia, pur potendo fare tutto, non gli mancavamo mai di rispetto, farlo rimanere male sarebbe stato un colpo troppo grande per noi da sopportare".

Lei non ci è rimasta male, dopo quello che gli ha visto fare durante la manifestazione?
"No. Sono fortunata. Ci riteniamo fortunati, per il figlio che stiamo crescendo. Non sarei così, se lui avesse fatto qualcosa di brutto: mi sarei tagliata i polsi. Ma ho cercato di ragionare, rimanere lucida, ripulire la situazione specifica, da tutto lo schifo che scrivevano i giornali, per capire con la mia testa. Non mi sono fatta influenzare, e ho riflettuto, ho visto le cose dall'alto, e ho capito".

Cosa ha capito?
"Ho capito che si è lasciato andare in un gesto, e tutto è stato amplificato, perché a certi media faceva comodo così. Spero che questo gesto, e le conseguenze che sta pagando, lo facciano crescere. Perché Fabrizio aveva bisogno di uno spavento del genere, per calibrarsi un attimo. Ma, comunque, già la prima volta che sono andata a trovarlo a Regina Coeli, aveva lo sguardo diverso, di uno che dentro di sè stava ammettendo lo sbaglio. Uno sbaglio piccolo, limitato, per una madre: ma mi rendo conto che per altri possa essere interpretato diversamente. Certo, sempre di sbaglio si tratta: però, non credete stia pagando già troppo?".

Il gip pur non convalidando il fermo, ha disposto la misura cautelare in carcere. Rischia da 3 a 15 anni di reclusione, è accusato di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
"Quale resistenza? Sono entrati in casa e lo hanno portato via, già noi stavamo andando dai carabinieri, lo stesso giorno, aspettavamo l'avvocato che veniva da Viterbo. Tutto questo avrà una fine, e noi lo avremo in casa di nuovo, e tutto tornerà come prima. Fabrizio sarà diverso, ora. Tutto questo gli servirà da lezione. Già oggi, all'incontro, mi ha detto che aveva capito la lezione: sta pure apprezzando le piccole cose che prima aveva con troppa leggerezza".

Lo hanno riconosciuto da un tatuaggio sul corpo: cosa c'è scritto?
"E' una frase in inglese, perché lo ha fatto in Inghilterra, quando era andato un mese con la sua fidanzata di allora: "Nonostante tutto il male con cui è plasmato il mondo, il mio amore continuerà a vivere". Cosa vi aspettavate? Lui è un ragazzo di vent'anni, e questo tatuaggio rappresenta quello che è realmente. Non fa male, non ha mai fatto male, non farà mai male a nessuno. Se leggete quello che scrive, poi, vi renderete conto di quanto sia profondo e colto. E se a volte fa citazioni forti, o prende frasi di questo o quel film, fanno solo parte della sua crescita. Certo, potete dirmi: mio figlio non è mai stato fotografato mentre lancia un estintore. E io vi rispondo: so perché mio figlio ha fatto quel gesto, e più in là di quello, non saprebbe mai andare".

Quali sono le sue occupazioni preferite?
"Lui è un grande amante della musica, gli piacciono i concerti, gli piace cantare. E' un appassionato di animali, in casa abbiamo due cani, tutti raccolti da lui in strada, e spesso va a fare donazioni al canile, o per associazioni di volontariato. E' uno che legge tanto, come vi ho detto, ed è stato iscritto per diverso tempo all'università dei Salesiani, dove ha fatto 16 esami, e poi ha lasciato. Perché preferiva fare psicologia: così da un anno si è iscritto per via telematica ad una università privata: costa di più, ma ora è comodo fare così. Sta spesso con gli amici, e non è neanche uno che beve troppo. Fuma sigarette, come me. Ha sempre giocato a tennis, mentre il calcio non gli piace: non è neanche tifoso. Non è schierato politicamente, anche se viene da una famiglia molto socialista, come la mia. Legge, di tutto, e si fa il suo pensiero. A volte ha idee geniali, altre volte solo di rottura. A volte usa frasi ad effetto, altre volte è più riflessivo. E' nell'età in cui deve capire ancora tante cose...".

Perché Fabrizio è andato alla manifestazione?
"Voleva accompagnare un suo amico. Amico che, tra l'altro, domani si laurea in medicina: e sa cosa ha scritto nella dedica in fondo alla tesi di laurea? Ha ringraziato Fabrizio, e la sua amicizia con lui. Ha pure messo una foto di quando erano insieme abbracciati ad una festa di carnevale".

Perché tutti, secondo lei, ci stiamo sbagliando, su di lui?
"Perché è facile omologare i pensieri delle persone, in situazioni come queste. Anch'io guardo la televisione, e certi programmi, certe persone che si fanno intervistare. Su questo caso, su Fabrizio, molte cose sono state fraintese e esaminate e valutate troppo a caldo, anche alla luce del clima di tensione generale che c'è nel nostro paese. Ma nessuno si è chiesto perché non sono andata a Porta a Porta, o a Matrix, o all'Arena, o alla miriade di trasmissioni in cui sono stata invitata? L'educazione della nostra famiglia, non ce lo permette. Ed anche per un alto senso di correttezza e rispetto, verso chi dovrà giudicare mio figlio".

Cosa farete, quando tornerà a casa?
"Gli preparerò la zuppa di pesce, ne va ghiotto. E faremo una bella cena, qui in casa, con tutti gli zii, cugini, mia madre. Certo, non deve essere premiato, ma deve avere capito la lezione. L'importante, ora, è che esca fuori: e che continuiamo a parlare di tutto, come abbiamo sempre fatto. Tutti gli vogliamo bene, e siamo fiduciosi nella giustizia italiana. Bisogna solo aspettare: io sono qui che guardo il tempo che scorre, o il telefono se squilla. Nel frattempo, pure gli altri avranno capito finalmente di aver fatto un errore".


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2 commenti:

massimiliano ha detto...

A cuore di mamma non si comanda, mi hanno sempre insegnato;se non vuoi fare una cosa basta stare lontani dalle tentazioni. cara signora mia.....

Anonimo ha detto...

A mio avviso è proprio questo giustificare i figli a prescindere dalla gravitá delle azioni di questi ultimi che crea branchi di cretini come quello visto in azione a Roma...I genitori dovrebbero ammettere gli errori del figlio ed i propri(dato che sicuramente ne hanno commessi....)invece di tentare una quanto mai ardua arrampicata sugli specchi....

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