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venerdì 4 novembre 2011
Le tessere del PdL a luglio erano 3000 (tremila). Oggi, dopo un periodo certamente non favorevole alla politica in generale e in particolare proprio al partito di Berlusconi, quelle tessere sono un 1.000.000 (un milione). Praticamente si è passati da zero ad un milione, nel giro di tre mesi. Un risultato che lascia a bocca aperta, perché o si tratta di un miracolo oppure c’è sotto qualcosa.
Ovviamente è buona la seconda: c’è sotto qualcosa. Non si sa ancora quando, ma in un periodo indefinito del futuro prossimo si svolgeranno i congressi provinciali del partito: e in quell’occasione conteranno proprio le tessere. Per scegliere gli uomini, i dirigenti, le linee guida: tutto passerà attraverso i voti, e i voti saranno espressi dai tesserati.


Anche un bambino, quindi, capisce che se un certo politico vuole assicurarsi la vittoria di un congresso, per magari diventarne il leader ufficiale, deve avere a disposizione (sua) un certo numero di tessere. E come si fa? Beh, semplice: si fa iscrivere la gente, invitandola, facendo pressioni, aiutandola. Sia chiaro: in tutti i partiti è sempre stato così, e sempre sarà.
Il PdL è in mano ai signori delle tessere, a questi ducetti che con qualche migliaio di euro si sono assicurati il loro futuro politico. Ma chi sono questi signori? Secondo alcune indiscrezioni, ecco parte dei nomi e dei relativi  “numeri”:
LAZIO
Alemanno    :        30.000
Tajiani/Cicchitto:    100.000
Augello:           30.000
LOMBARDIA
Formigoni            30.000
La Russa            25.000
CAMPANIA
Cosentino            10.000
Cesaro            40.000
Cirielli            25.000
Il segretario del partito, Alfano, nel suo apprezzato discorso di insediamento aveva più volte rimarcato la necessità di trasformare radicalmente il PdL. Per dare spazio a tutti, perché “il figlio scemo di papà non possa mai battere un ragazzo meritevole“, perché voleva il merito, il “partito degli onesti” e tante altre belle parole. Alfano aveva anche detto che bisogna passare “dai nominati dall’alto agli spinti dal basso“. Ne è ancora sicuro?
Che fine hanno fatto? Fare una campagna di tesseramento per consegnare il partito a chi ha più soldi, più disponibilità, e in pratica alle solite facce, è stata un’opera completamente inutile. Fare una campagna di tesseramento per raccattare 12milioni di euro, pure. E aprire la stagione delle tessere con il solo risultato concreto di sapere se Alemanno conta più di Formigoni, o se Formigoni conterà più di La Russa o Cicchitto, beh, è un qualcosa che si poteva evitare.
Complimenti. Non a caso i più felici e contenti di questo “tesseramento” sono proprio i signori delle tessere. E già, ai futuri congressi si divertiranno. Faranno tutto loro, decideranno tutto loro, e il ragazzo meritevole – caro Alfano – continuerà a restare a bordo campo. Non perché non crede al partito, ma perché il partito non crede in lui. Con tanti saluti.

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