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giovedì 24 novembre 2011
Sorpresa sotto l’albero: per gli italiani quest’anno tredicesime più leggere. È quanto prevede la Cgia di Mestre che ha fatto i conti in tasca a tre importanti categorie di lavoratori dipendenti del settore privato presenti nel nostro Paese: quella degli operai, quella degli impiegati e quella dei quadri.
Secondo i calcoli della Cgia, il nostro ipotetico operaio specializzato (con una retribuzione lorda annua pari a poco più di 20mila euro), quest’anno porterà a casa una tredicesima pari a 1.197 euro netti: 21 euro nominali in più rispetto alla tredicesima percepita nel 2010. Se, però, teniamo conto dell’andamento dell’inflazione (+2,6 per cento) e degli aumenti contrattuali (+1,8 per cento) registrati quest’anno, la tredicesima del 2011 si riduce di 10 euro. Anche per gli impiegati non sono previste novità positive. Nel caso di un dipendente con una retribuzione lorda annua pari a poco meno di 24.700 euro, la tredicesima di quest’anno sarà di 1.361 euro netti: 23 euro nominali in più rispetto al 2010. Se anche in questo caso teniamo conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali avvenuti nel 2011, rispetto l’anno scorso il nostro impiegato “perde” 12 euro. Nel caso di un quadro con un reddito di poco superiore ai 48.500 euro, la tredicesima mensilità di quest’anno toccherà i 2.496 euro netti, 38 euro nominali in più rispetto a quella percepita un anno fa. Tenuto conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti retributivi verificatesi quest’anno, la perdita di potere d’acquisto registrato nel 2011 sarà pari a 25 euro.

“Queste leggere riduzioni - sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - sono dovute al fatto che nel 2011 gli aumenti contrattuali sono cresciuti meno dell’inflazione. Pur essendo cosciente della situazione molto critica dei nostri conti pubblici sarebbe un segnale di fiducia molto importante se il governo adottasse un provvedimento di detassazione completa, o anche parziale, delle tredicesime dei lavoratori dipendenti con redditi inferiori ai 30/35.000 euro. Credo - conclude Bortolussi - che l’introduzione di questa misura riscuoterebbe il consenso di tutte le forze politiche /sociali e anche di coloro che dovrebbero farsi carico delle spese di copertura”.



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1 commenti:

ADAMO ha detto...

Capisco che tutti i mezzi d'informazione devono per forza vivere di pubblicità, ma PROPRIO VOI, METTERVI A PUBBLICIZZARE LE ASSICURAZIONI!!!!

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