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mercoledì 5 ottobre 2011

Tra prestiti e donazioni la difesa di Amanda è costata 1.000.000 di Euro


Amanda Knox
All'indomani dell'assoluzione, il quotidiano ha illustrato il "tremendo" sforzo finanziario e  logistico messo in campo dalla famiglia per riportare a casa la ragazza. Nei quattro anni di carcere in Italia, "almeno uno dei suoi familiari e dei suoi amici piu' intimi e' stato praticamente sempre a Perugia, in modo da assicurare costantemente alla ragazza un volto amico nell'orario di visita".

E nei quasi quattro anni in Italia, e' stata messo in moto una vera e propria 'macchina' di sostegno: per esempio, un anonimo sostenitore, dipendente della British Airways, assicurava alla madre di Amanda, Edda Mellas, i voli a prezzo economico per Roma. I genitori, divorziati ed entrambi risposati, hanno chiesto un secondo prestito, prosciugato le carte di credito, chiesto l'anticipo al fondo pensioni; la nonna ha chiesto un prestito da 250mila dollari per contribuire alle spese legali.

Tra i soggetti piu' attivi, un gruppo di sostenitori -molti dei quali, genitori di ex compagni di classe di Amanda- che hanno formato un gruppo battezzatosi "The Friends of Amanda', gli stessi che hanno assistito alla lettura della sentenza, tutti insieme, in una suite dell Fairmon Olympic Hotel di Seattle- che hanno lavorato per smantellare le prove forensi e contrastare i pregiudizi della stampa; e che hanno anche raccolto 80mila dollari (c'e' addirittura chi donava 'punti millemiglia').


Per la famiglia e i suoi amici, non e' stato facile neanche da un punto di vista logistico essere vicini alla ragazza: Edda Mellas, professoressa di matematica in una scuola, usava efrie e permessi per venire in Italia; il marito, Chris Mellas, lavorava a distanza, quando era in Italia; Curt Knox ha perso il suo lavoro da Macy's (e stato riassunto solo di recente alla Seattle Opera); la sorella piu' piccola della Knox, Deanna, ha lasciato la Western Washington University e cominciato a lavorare per finanziarsi i viaggi. Un'amico della ragazza, Madison Paxton, dell'university of Washington, si e' addirittura trasferito a Perugia per avere la possibilita' di incontrarla durante le visite in carcere.

Amanda e' attesa nelle prossime ore in Usa ma e' probabile, scrive il quotidiano di Seattle, che scomparira' per diverse settimane in un luogo segreto prima di offrirsi all'assalto dei media e della curiosita' popolare.




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