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sabato 8 ottobre 2011


Roma, capitale anche degli sfratti: uno ogni 252 famiglie, mentre la media nazionale si attesta a uno sfratto ogni 380 famiglie. Questo alla luce dei dati del Ministero dell’Interno.

Prendendo in considerazione il rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi nel 2010 e il numero delle famiglie residenti si nota che la provincia che denuncia la situazione più grave è Roma con uno sfratto ogni 252 famiglie, mentre la media nazionale si attesta a uno sfratto ogni 380 famiglie (nel 2001 questa media era di uno sfratto ogni 539 famiglie).  

Nonostante il 2010 abbia riscontrato una diminuzione dei provvedimenti esecutivi che sono stati 6.710 (-23,13% rispetto al 2009) e delle richieste di esecuzione siano state 8.015 (- 66% sul 2009),  Roma diventa la capitale anche per gli sfratti. Sempre a Roma nel 2010 sono stati 2.505 gli sfratti eseguiti con un incremento + 13,04 sul 2009.

E' il resto delle città  italiane che stanno cercando di raggiungere la capitale: a livello nazionale gli sfratti emessi sono stati 65.489, pari a +6,5% sul 2009 e oltre l’85% sono per morosità. E' il valore più alto degli ultimi 15 anni.

Dal 2001 al 2010 nelle province dei grandi comuni si riscontra un aumento per i provvedimenti di rilascio emessi del +44,7%, al contrario sia per le richieste di esecuzione sia per gli sfratti eseguiti si registra una diminuzione, rispettivamente, del -29,9% e del -5,1%.E’ chiaro che questi dati forniti fotografano una situazione che l'AS.I.A-USB sta denunciando da anni, di aggravamento dell'emergenza abitativa nel nostro paese, complice anche la crisi economica. Consigliamo la lettura attenta di questa relazione alla politica tutta. Forse è venuto il momento di porre con forza all’ordine del giorno l’inversione di questa tendenza attraverso l’abolizione della 431/98 (che è la vera causa di questa situazione), l’approvazione di un vero piano casa nazionale di edilizia pubblica e di una nuova legge sui canoni che sconfigga la rendita parassitaria e affermi il principio che la casa non è una merce di scambio ma un diritto sacrosanto.


Fonte: USB A.S.I.A. (Unione Sindacale di Base - Associazione Inquilini e Assegnatari)






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