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sabato 8 ottobre 2011

Finalmente è arrivata la documentazione ISTAT per il Censimento 2011.
Curioso, apro il plico e ne visiono il contenuto: questionario delle domande, guida alla compilazione, lettera informativa… bene, c’è tutto. Leggiamo un po’…
“Gentile Signora, Gentile Signore […] Il Censimento, effettuato ogni dieci anni su tutto il territorio nazionale, rappresenta un’importante rilevazione che permetterà di conoscere la struttura demografica e sociale dell’Italia e dei suoi territori […]. Saremo proprio noi cittadini, infatti, ad essere i veri protagonisti dell’indagine”.

Scorro velocemente il questionario del foglio di famiglia: “Sezione I – Notizie su famiglia e alloggio”, “Sezione II – Foglio individuale. Persona 01 della lista A”, dove al punto 6, intitolato “Condizione professionale o non professionale”, leggo il primo quesito:
“Nella settimana precedente la data del Censimento (dal 2 all’8 ottobre) ha svolto almeno un’ora (sigh!) di lavoro?”.
Consulto la Guida alla compilazione: “Devono barrare la casella 1 (“Sì”) coloro che: nella settimana dal 2 all’8 ottobre hanno svolto una o più ore di lavoro retribuito alle dipendenze o in modo autonomo, svolgendo un’attività di tipo abituale, occasionale o stagionale indipendentemente dalla continuità e dall’esistenza di un regolare contratto di lavoro […]”.

Sono perplesso… poi capisco: perbacco! San Censimento ha compiuto un vero “miracolo”!! È riuscito ad affratellare il lavoro bianco, grigio e nero del disastrato, frammentato mondo del lavoro italiano, amalgamandoli in un’ovattata e “salvifica” dimensione lessicale da servire in salsa statistica caramellata!!!


Ma sì! Abbassiamo le luci, ammorbidiamo i toni, stemperiamo i contrasti e soprattutto stendiamo un velo pietoso su un sistema economico fondato non più sul lavoro, sui diritti, sulle tutele, ma sulla loro progressiva scomparsa!

D’altronde, è una tendenza in voga: Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, commentando i numeri relativi al fenomeno del lavoro sommerso italiano, puntualizza: “Con la presenza del sommerso la profonda crisi che sta colpendo il Paese ha effetti economici e sociali meno devastanti di quanto non dicano le statistiche ufficiali. In particolar modo al sud, possiamo dire che il sommerso costituisce un vero e proprio ammortizzatore sociale […] un paracadute per molti disoccupati o pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.
...
Il nostro San Censimento, beato e serafico, continua a dispensar miracoli! Nella Guida si specifica altresì che al quesito: “Nella settimana precedente la data del Censimento (dal 2 all’8 ottobre) ha svolto almeno un’ora di lavoro?”“devono barrare la casella 1 anche i tirocinanti e stagisti che percepiscono una retribuzione o un compenso non monetario purché continuativo (buoni pasto, ricarica cellulare, buoni benzina, ecc.)”.

Lo sa bene, il nostro Santo, che tirocini e stage (strumenti di formazione, perché non si tratta di contratti di lavoro!) vengono utilizzati dalle imprese per procurarsi "dipendenti" a basso costo (o gratis)... all’insegna del tormentone: “non assumiamo più da tempo, ma se crede può fare uno stage qui da noi”.

Sarà per questo motivo che San Censimento non distingue tra lavoratori e tirocinanti? tra lavoratori e stagisti?

In base ai dati Unioncamere, nel 2010 sono stati 310'820 gli stage attivati in Italia dalle aziende private, ma solo il 12,2% delle persone coinvolte ha trovato lavoro attraverso questo strumento!
...
Alla luce di queste considerazioni, mi chiedo come il Censimento potrà aiutarci a “comprendere meglio la realtà in cui viviamo”, affinché  le Istituzioni, le imprese e i singoli cittadini possano “assumere scelte più consapevoli” !
E quale ritratto risulterà della condizione professionale e non professionale in Italia?

Sono comunque fiducioso… mi aspetto altri "miracoli" dal Paradiso ISTAT!!

Ricevuto da: Mai Più Disoccupati




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