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lunedì 3 ottobre 2011

Parliamo tanto, ci lamentiamo ad ogni occasione… eppure ci indignamo solo a parole. Perché? Me lo sto chiedendo anch’io. Probabilmente perché stiamo ancora bene, perché non abbiamo ancora toccato il fondo…
Indignados di tutto il mondo, unitevi. Quello delle proteste spontanee, al di fuori degli schieramenti ideologici e politici, trasversali, fatte con tende piazzate nelle pubbliche piazze è il fenomeno del momento. Dall’Egitto a Israele, dalla Spagna fino a New York, dove con il nome di “Occupy Wall Street” si è manifestata l’ultima versione degli indignados, arrestati in massa lo scorso sabato per aver cercato di bloccare il traffico sul ponte di Brooklyn. Peraltro agli indignados americani non è nemmeno concesso piazzare tende per strada, devono accontentarsi di dormire in sacchi di plastica. E naturalmente non possono neanche occupare, come vorrebbero, Wall Street: devono sistemarsi in una piazzetta poco distante. Ma chi sono gli indignados? Tutto ha origine da un libretto pubblicato lo scorso anno dal titolo “Indignatevi!”.


Lo aveva scritto un arzillo signore di 93 anni, ebreo e francese, Stéphane Hessel, ma sostenitore della causa palestinese, che riuscì a fuggire per ben due volte dai campi di concentramento nazisti. Un libretto di poche pagine che invitava a indignarsi per le ingiustizie e a lottare per la democrazia. Il libretto ha venduto milioni di copie. I primi a scendere in piazza e a darsi il nome di indignados furono gli spagnoli che a maggio occuparono Plaza del Sol  a Madrird per protestare contro la politica economica del loro governo e chiedere maggiore democrazia. Ci rimasero per mesi, adesso sono spariti nel nulla. Gli indignados americani sono gli ultimi arrivati: il loro movimento si chiama Occupy Wall Street ma devono stare accampati nella vicina Zuccotti Park. Hanno cominciato a manifestare un paio di settimane fa, ma sono diventati conosciuti in America e nel mondo quando 700 di loro sono stati arrestati per aver tentato di fermare il traffico sul Ponte di Brooklyn.  E in Italia? Fino ad oggi una dozzina di manifestanti cercarono di inscenare una protesta indignados piantando un paio di tende davanti alla Borsa di Milano. Finì tutto lì. Ci si chiede come mai niente indignados che piantano tende nelle piazze. del nostro Paese.Forse perché da noi si sta bene, economicamente.
Non c’è rabbia giovanile perché, secondo alcuni dati, le famiglie italiane hanno risparmi e patrimoni tali da non temere la seppur grave crisi. Ma comunque tutti i movimenti degli indignados, dagli spagnoli agli americani, oltre a protestare, non hanno mai espresso alcuna ricetta costruttiva per dar seguito alla protesta. Mancano i progetti, mancano le idee, ed è qualcosa che accomuna tutti, giovani e politici.

fonte



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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai proprio colto nel segno caro amico: Manca un progetto comune.
Allora perchè non lo tiriamo fuori fra tutti gli internauti. Creiamo un sito dove chiunque abbia qualche idea di come risolvere qualche problema globale la tiri fuori. Chissà magari fra tutti qualcosa di buono potrebbe venir fuori.

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