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mercoledì 26 ottobre 2011

In Francia è stato appena pubblicato un decreto che rende obbligatorie alcune regole di composizione dei pasti nell’insieme della ristorazione scolastica, pubblica e privata. Queste regole imporranno a sei milioni di bambini in età scolare il consumo di carne, pesci, latticini e uova.
Decreti simili sono in preparazione per la quasi totalità della ristorazione collettiva francese, dalla scuola materna fino alle case di riposo per anziani, passando per i ristoranti universitari, gli ospedali e le prigioni.
Le premesse di questo provvedimento sono precise e importantissime da sottolineare.
Le possiamo ravvisare in un intervento di pochi giorni fa del Ministro dell’Agricoltura francesce Bruno Le Maire che sulle pagine de Le Figaro ha dichiarato:
«Dobbiamo dare un senso politico all’agricoltura mettendo l’alimentazione in una posizione primaria nella nostra programmazione»
Il ministro non ha precisato la data in cui verrà lanciato questo programma volto anche a frenare l’impatto di certi discorsi, come quelli dell’ex Beatle Paul McCartney che al vertice internazionale di Copenaghen aveva dato risonanza alla giornata senza carne per dare forza alla lotta contro il surriscaldamento climatico.
Questo appello, aveva suscitato la reazione degli allevatori che, indignati, avevano sottolineato che il consumo di carne il Francia è “ragionevole”.


Ecco perchè il bisogno improvviso di questo provvedimento, per favorire il settore dell’allevamento e placare le ire degli allevatori che temono il diffondersi di idee che implichino la rinuncia alla carne.
Chiaramente questo provvedimento costituisce una violazione del diritto di scelta dei cittadini francesi vegetariani e vegani che si mobilitano per difendere il loro diritto alla scelta della propria alimentazione dichiarando apertamente che queste regole sono un attacco contro la libertà di opinione.
Secondo il decreto ogni pasto deve obbligatoriamente comprendere un «piatto proteico» le cui proteine sono esclusivamente di origine animale (carne, pesce, uova o formaggio), ignorando l’esistenza di fonti abbondanti di proteine vegetali, e anche un latticino, reputato il solo mezzo per coprire il fabbrisogno di calcio, ignorando l’esistenza di alternative vegetali e minerali e al suo interno è specificata una frequenza minima obbligatoria di alcuni tipi di carne (manzo, vitello, agnello o frattaglie) e di pesce.
D’ora in poi, per i frequentatori regolari delle mense sarà impossibile essere vegetariani, o meglio esserlo tutti i giorni.Quanto all’essere vegan, non sarà possibile neanche per un solo pasto.
E’ già da molti anni, in particolare attraverso le edizioni del Piano Nazionale Nutrizione e Salute (PNNS) e della sua interfaccia pubblica, il sito mangerbouger.fr, che i poteri pubblici diffamano il vegetarismo e il vegetalismo.
Collettivi e associazioni vegetariane e vegane si stanno organizzando ovunque in Francia per esprimere la loro indignazione di fronte a questo decreto, allertare l’opinione pubblica e contestare le affermazioni nutrizionali diffuse dai poteri pubblici.
Incoraggiano tutte le persone e organizzazioni interessate a difendere la libertà di convinzione a unire le loro voci a queste proteste.
L’Iniziativa Cittadina per i Diritti dei Vegetariani (ICDV) ha già contattato l’ONU nel maggio scorso per segnalare episodi concreti di discriminazione verso persone vegetariane in Francia. Se il decreto non è ritirato, l’ICDV annuncia una nuova denuncia contro la Francia per violazione della libertà di pensiero.



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