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lunedì 3 ottobre 2011


dalai lama cina I prossimi Dalai Lama li nominiamo noi







La Cina vuole nominare il prossimo leader dei tibetani. Un affronto per i buddisti che lo scelgono attraverso prove di reincarnazione

Il governo di Pechino ha deciso lunedì 26 settembre di dichiarare illegale la reincarnazione del Dalai Lama ossia colui che sarà il successore del capo spirituale dei Tibetani. Il titolo di Dalai Lama è stato conferito dal governo cinese il quale pertanto può revocarlo. È questa la risposta di Pechino alla dichiarazione rilasciata pochi giorni prima dal Dalai Lama nella quale affermava che solo lui può scegliere la sua reincarnazione che avverrà quando avrà 90 anni.

La ricerca della reincarnazione. Attraverso la reincarnazione avviene la successione del Dalai Lama. Quando il maestro spirituale dei Tibetani muore, un reggente che temporaneamente eredita le sue funzioni, ha l’incarico di cercare la sua reincarnazione che troverà attraverso premonizioni e segni divini. Una volta trovato, il candidato dovrà essere sottoposto ad una serie di prove il cui esito positivo gli permetterà di ricoprire l’importante carica. Quella della reincarnazione è una lunga tradizione oggi messa in discussione dalla Cina che pretende l’esercizio del diritto di “nominare” le future reincarnazioni. Il governo di Pechino si è mosso in questa direzione già dal 1995 quando rapirono la supposta reincarnazione del decimo Panchen Lama ossia la seconda autorità spirituale tibetana, che svolge il ruolo fondamentale del reggente che si occupa del ritrovamento della reincarnazione del Buddha della Compassione1. L’undicesimo Panchen Lama e la sua famiglia sono spariti, posti sotto la “tutela protettiva” del governo che nel 2007 ha dichiarato che avrebbe nominato tutti gli alti monaci tibetani.
Alla Ricerca di Mao. La questione è emersa il 23 settembre, in occasione di una conferenza religiosa a Dharamsala, nel nord dell’India, sede del governo tibetano in esilio. “Se il governo cinese ha intenzione di auto incaricarsi della nomina della mia reincarnazione deve allora accettare la religione ed il concetto di vita futura. Prima di tutto, i cinesi devono anche trovare le reincarnazioni di Mao Zedong e Deng Xiaoping. Solo allora potranno trovare la mia reincarnazione”, ha dichiarato il premio Nobel per la pace.
Due Dalai Lama. Molto probabilmente, la situazione si concluderà con l’esistenza di due Dalai Lama, uno eletto dai Cinesi, l’altro scelto dai Tibetani. Il governo di Pechino continuerà a seguire la sua politica di scelta delle autorità spirituali tibetane iniziata nel 1995. Il motivo, ovviamente, è solo politico.

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