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giovedì 15 settembre 2011
Una nuova cellula staminale chiamata 'emangioblasto' in grado di formare sia sangue che cellule endoteliali, cioe' quelle che costituiscono vasi, arterie o capillari, e' stata scoperta nel laboratorio sperimentale del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell'Ospedale Civile di Pescara.
La nuova scoperta, secondo il responsabile del laboratorio Cellule Staminali, Anna Berardi, potrebbe essere utilizzata nella medicina rigenerativa e nello studio dei tumori. 'Un tumore solido - ha spiegato infatti Berardi - e' irrorato dai vasi e dalle arterie. Siamo convinti che studiare meglio questa cellula possa favorire lo sviluppo di nuove terapie e contribuire alla scoperta di nuovi farmaci che magari potrebbero inibire o far regredire processi tumorali'.
Durante l'attivita' di ricerca, condotta anche grazie a collaborazioni internazionali, e' stato dapprima creato un sistema in vitro e poi uno in vivo, su un topo immunideficiente creato in laboratorio e in grado di accettare le cellule umane.
Tali cellule, infatti, sono state trapiantate nell'esemplare, ricreando il sangue e contribuendo alla formazione dei vasi.


Alla presentazione della nuova cellula staminale, stamani a Pescara, oltre a Berardi, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale della Asl, Claudio D'Amario, il subcommissario alla sanita', Giovanna Baraldi, il direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale, Antonio Iacone, e il presidente dell'Associazione italiana contro le leucemie di Pescara, Domenico Cappuccilli.
Iacone, sottolineando che la nuova scoperta consentira' di 'generare in laboratorio pezzi di tessuti', ha sottolineato la necessita' di 'compattare i tempi della medicina trasfusionale dal momento della scoperta al momento dell'utilizzo sui pazienti, in modo che tali scoperte possano avere uno scopo concreto'.
'Noi abbiamo fortemente creduto nella necessita' di introdurre biologi molecolari, giovani forze e grosse professionalita' - ha commentato D'Amario - che hanno portato a questi risultati'. Per il subcommissario Baraldi, infine, 'la ricerca e i suoi risultati sono segno che dal piano di rientro siamo passati al piano di sviluppo'.(



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