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lunedì 26 settembre 2011
Uscendo dal Pd in Consiglio regionale, l'ex sindaco di Sesto San Giovanni indagato per corruzione, potrà giovarsi dei 215mila euro destinati al Gruppo misto, di cui è, per ora, l'unico componente


L’uscita del partito per entrare nel Gruppo misto del Consiglio regionale sembra essersi trasformato in un vero affare, dal punto di vista economico, per Filippo Penati. È vero infatti che la scelta dell’uscita momentanea dal PD è nata da una situazione non molto gradevole, creatasi dopo le accuse di corruzione rivolte dai pm all’ex sindaco di Sesto San Giovanni. Ma è anche vero che l’ex vice presidente del Consiglio regionale – ha dato anche le dimissioni da questa carica – ora è l’unico componente del cosiddetto Gruppo misto e ne godrà i non pochi benefici.



Il gruppo misto, infatti, in Consiglio regionale viene equiparato in tutto e per tutto agli altri gruppi politici presenti. Il che vuol dire, in soldoni, che a questo Gruppo vengono assegnati 215mila euro di budget per le spese di gestione. Nello specifico: 143mila euro da suddividersi tra i dirigenti, 46mila euro per pagare il personale e 26mila euro per le spese di comunicazione e rappresentanza.

Una bella cifra, che diventa anche migliore se si è in pochi a dividerla. E, colpo di scena, Penati è in questo momento l’unico componente del Gruppo, che prima di lui non accoglieva nessun altro. Perciò i 215mila euro sono tutti a sua unica ed esclusiva disposizione. Soldi che, tra l’altro, vanno naturalmente a sommarsi a quelli che Penati già percepisce come consigliere, circa 10mila euro al mese. E a tutti i benefit propri dei consiglieri regionali, dai biglietti gratuiti sui treni targati LeNord ai pass per parcheggiare gratuitamente in qualsiasi spazio accessibile della città.

L’unica somma cui ha dovuto rinunciare è quella di 30mila euro, prevista per i componenti dell’ufficio di presidenza che scelgono di rinunciare all’auto blu. Penati vi aveva rinunciato, in questo caso la Regione risparmierà quella somma. Ma in cambio dovrà sborsare, come detto, ben 215mila euro in più, soldi che andranno a impoverire ulteriormente le tasche dei contribuenti.

Ripreso da "Virgilio Notizie", foto "La Presse"



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