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sabato 17 settembre 2011

3e07bdea0be86942e4ca4a78f42d4152 300x172 Omofobia, Ecco i politici omofobi e gay. E la privacy?

"Va bene lottare contro l'omofobia, ma non a costo di violare i diritti umani"

"Dichiareremo pubblicamente la pratica omosessuale di politici, preti, persone note e influenti, che offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali". La nuova missione della comunità gay in Italia passa per la rete. E lo fa sfruttando lacattiva abitudine dei politici e personaggi pubblici di lanciarsi in battaglie di repressione, contrarie alle loro abitudini personali.
Ma pure il morboso e malcelato desiderio (non solo italiano) di voler conoscere i fatti altrui. La promessa di outing di massa è di alcuni internauti anonimi che hanno creato la piattaforma da cui verranno diffusi i primi dieci di una lista di oltre cento nomi, a partire dal prossimo 23 settembre. A darne conoscenza è il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso, contattato dagli esperti informatici per dare uno schiaffo alla società italiana dopo l'ennesima bocciatura di una legge anti-omofobia. All'indomani dell'ultimo niet del Parlamento, lo sfogo su Facebook dell'ex presidente di Arcigay andava proprio nella direzione di una diffusione di queste informazioni, «come spesso succede all'estero». Da qui, la proposta di un sito che aggirasse le normative in materia, accollandosi gli eventuali problemi legali.
«Sul mio I-Pad ho una lista di 100 personaggi pubblici gay non dichiarati che diffonderò se chiuderò con la politica e lascerò l'Italia». Quella che era una promessa/battuta di Anna Paola Concia, unico parlamentare a dichiarare la propria omosessualità, sarebbe insomma anticipata da questa iniziativa.
Diversi dubbi, però, rimangono dal punto di vista della giustizia e della tutela individuale. Le abitudini sessuali sono "dati sensibili", secondo la definizione del Codice in materia di protezione dei dati personali, la cosiddetta legge sulla privacy. La diffusione e il trattamento di queste informazioni, così come quelle su religione, etnia, orientamento sessuale, filosofico o adesione ad associazione, sono subordinati al consenso del soggetto, a meno di interessi di salvaguardia personale. Inoltre già secondo la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea «Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge».
La promessa di Lista Outing è un segnale forte di malessere nel Paese, per una materia come quella dell'omofobia. Magari si rivelerà una semplice provocazione, ma a molti personaggi pubblici italiani certamente stanno già tremando le ginocchia. Obiettivo già raggiunto?






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