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venerdì 23 settembre 2011

Molestava alunne su Facebook: insegnante a processoUn insegnante di storia e italiano, che ha svolto l'attivita' di supplente presso la classe quarta dell'istituto alberghiero Lagrange, accusato di abuso d'ufficio e di mezzi di correzione, e' stato rinviato a giudizio dalla Procura di Milano, che aveva aperto un'inchiesta, a seguito della segnalazione alla preside dell'istituto da parte di alcune alunne, che lamentavano di essere state molestate dal professore in questione su Facebook, il social network piu' in voga tra i giovani. 


Avrebbe “molestato” alcune studentesse su Facebook. Questa l’accusa piombata su un insegnante di un istituto superiore di Milano. Il docente era stato inviato come supplente all’Istituto Agrario “Lagrange” del capoluogo lombardo negli ultimi mesi dello scorso anno scolastico.
Per prima cosa, quando era arrivato all'istituto alberghiero Lagrange di Milano, si era accertato sull'età delle sue alunne. Il professor "Max", inse­gnante di storia e italiano, aveva chiesto esplicitamente chi avesse già compiuto i 18 anni e, subito dopo, aveva chiesto l'amicizia in Facebook ad alcune di loro, maggiorenni e non. Le ragazze ne accettavano l’amicizia perché nel caso avessero rifiutato la richiesta, temevano una cattiva pagella. Subito erano iniziati gli ammic­camenti. Verso tutte, ma specialmente nei confronti dell'unica diciottenne della classe.
Ora per il docente, 40 anni, "Max" per le amiche, di origini meridionali, il pm Tiziana Siciliano ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di abuso d'ufficio e abuso di mezzi di correzione. Erano stati in 23 a denunciar­lo il 7 giugno scorso, 22 ragazze e un ragazzo, che, aveva raccontato, non sopportava di vedere le sue compagne piangere per quell'uomo. A metterlo nei guai anche le inequivocabili conversazioni intrattenute on-line, che la diciottenne si era decisa a stampare e a consegnare alla preside. Pare che anche in classe l’insegnante tenesse degli atteggiamenti pooco consoni al suo ruolo, ad esempio quando interrogava le ragazze faceva battute a doppio senso, oppure ne fissava insistentemente il seno imbarazzando le ragazze. In molte avrebbero quindi confermato i particolari “atteggiamenti” assunti dal professore sia su Facebook che durante le ore di lezione in classe. L’accusa a suo carico sarebbe quella di abuso d’ufficio e abuso di mezzi di correzione..








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