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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
martedì 13 settembre 2011

I morti sul lavoro in Italia si ricordano solo quando muoiono in gruppo. Il quotidiano stillicidio dei singoli passa quasi inosservato, finisce nelle brevi, scade nel silenzio delle non-notizie, scavalcato dalle escort, dalle beghe giudiziarie dei nostri politici, dall'italietta che ogni giorno va in onda sui teleschermi e sul web, dove notizie fotocopiate regolano l'indignazione comune ma dimenticano l'umanità vicina, quella che lavora in fabbrica. E muore. 


"Nel XXI secolo non si può morire di lavoro", ripetono i presidenti di istituzioni, associazioni, enti e fondazioni alle diverse commemorazioni. Eppure si muore. Una strage che - secondo i dati dell'Ossservatorio Vega Engineering - dall'inizio del 2011 ha mietuto già 348 vittime, 24 in più (+7,4%) di quelle registrate negli stessi mesi dello scorso anno. Trecentoquarantotto persone che sono uscite di casa la mattina e non vi hanno fatto più ritorno. Una strage che se fosse accaduta in un solo giorno, avrebbe superato di poco il dramma del terremoto dell'Aquila e attirato la solidarietà dei Paesi stranieri, costringendo il Parlamento a proclamare il lutto nazionale.  Ma nulla di tutto ciò accadrà mai. In Italia si commemorano i militari morti in guerra ma non quanti ogni giorno costruiscono questo Paese con il lavoro. Sarà retorico e forse populista ma è così. E i media non aiutano: ci si ferma alla notizia solo quando muoiono tre o più lavoratori - vedi il caso di Frosinone - altrimenti l'eco della vicenda è pari a un titoletto di breve che scorre nella parte bassa del teleschermo o - peggio - a una notizia non data. 






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