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sabato 10 settembre 2011

Poveri ricchi. Tutti a dargli addosso, a condannare la loro opulenza, a mettere alla gogna chi rivendica, semplicemente, il proprio “diritto primario” alla felicità. Come se non bastasse quel passaggio del Vangelo che, nella versione guzzantiana, recita impietosamente: “Entra più spe­ditamente un filo nella cruna dell’ ago che un ricco in paradiso”. Eppure, non c’è voce che si levi contro questa “crociata banale”, contro il ”pogrom ideologico di una società fragile che ha nel suo Dna ”Masaniello e Cola di Rienzo, Savonarola e l’assalto ai forni, gli untori e la colonna infame”.



E invece no “da noi si capovolge la domanda e si chiede conto a chi produce o possiede ricchezza, del sudiciume del suo denaro. È ovvio -ammette a malincuore Guzzanti- che in una società in cui molti sono ricchi per traffici illegali, un’aura di sospetto aleggi su chiunque abbia denaro ma allo stesso modo la giustizia dovrebbe garantire che fasce più o meno larghe della popolazione non vivessero di stipendi gonfiati, pensioni di invalidità non dovute” . Insomma, piantiamola di assaltare gli yacht, e andiamo seriamente a stanare quei pezzenti che aspirano impropriamente all’uso della sopravvivenza. E soprattutto piantiamola di “far credere sempre che le difficoltà, le crisi, le pestilenze e i crolli in borsa, siano opera della losca confraternita dei borghesi produttori di profitto, che vanno prima di tutto additati al pubblico disprezzo in un clima di intimidazione”. Così parlò Max Weber o forse Briatore.
Parole del senatore Paolo Guzzanti (del gruppo dei Responsabili) che oggi su “Il Giornale” si fa in quattro per spiegare perché la patrimoniale proprio non va: “In una società laica, scrive Guzzanti- se uno vuol spendere quel che ha per un bagno nello champagne, nessuno dovrebbe avere il diritto di impicciarsi e sanzionare una tale frizzata abitudine.” E’ preoccupato, Guzzanti, per quel che accade in Italia, per quella abominevole tendenza pauperistica a “tassare chi ricerca il piacere”, a vessarlo con una “macchina fiscale intimidatoria”, facendo leva sull’ideologia della rabbia (tipica dei poveri) che vuol ghettizzare la ricchezza nei lager. Maledetti poveri: in una società liberale, ricorda Guzzanti,“al povero si dovrebbe chiedere: che cosa hai fatto dunque di male se Dio ti punisce con il sudiciume della povertà, anziché con l’ordinato lindore del benessere?".




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11 commenti:

Anonimo ha detto...

vi ha votato, ecco cosa ha fatto di male... nonchè, ha assistito con indifferenza, tolleranza e troppa pazienza, il processo di privazione di ogni diritto democratico di uguaglianza... in un paese dove tutti hanno diritto alla pensione e ad una vita agiata, tranne chi lavora...

Anonimo ha detto...

... in un paese in cui ai baby pensionati si da la possibilità di dire: "è ingiusto che si vada in pensione per vivere a spese dello stato", come se i 40 anni di contributi ce li hanno versati i padri o i figli di questi grandi uomini che guardano il mondo solo dall'alto.

Michelangelo ha detto...

Ci hanno insegnato la meraviglia | verso la gente che ruba il pane, | ora sappiamo che è un delitto | il non rubare quando si ha fame. (de Andrè)

macchianera ha detto...

Mah! Attenti, oggigiorno pur di fare parlare di loro cercano di spararla più grossa. Il povero Guzzanti non se lo fila più nessuno, ed allora corre ai ripari....

macchianera ha detto...

Si era permesso di criticare il Capo Berlusca, lo hanno esiliato, ora per rientrare nelle grazie deve scrivere cose gradite all'Imperatore....ça va la vie

Anonimo ha detto...

Questo Paese ha raggiunto livelli di idiozia e pochezza intellettuale da autodistruzione.

Paola ha detto...

Guzzanti padre deve essere totalmente fuori di testa.Difende a spada tratta i soldi suoi e quelli fatti dai figli.E ci potrebbe anche stare.
Ma c'è una bella differenza tra chi coi soldi elude o evade il fisco e poi usa le agevolazioni pubbliche sanitarie ecc a danno dei più poveri che le tasse le pagano già alla fonte.Abbia il buon gusto di tacere.

siffredo ha detto...

Nessuno inveisce contro i ricchi, ma contro i ricchi che non pagano le tasse. Se uno dichiara un reddito di 20.000 euro all'anno, NON E'LIBERO di girare in Porsche, di avere la villa con piscina ed anche la barchetta di 16 metri!

siffredo ha detto...

Il ricco non è criticabile in se per se, ma il ricco che dichiara 10.000 euro all'anno non può girare in Porsche,avere villa con piscina ed una barchetta di 20 metri.
E' quello che mi fa indignare.
Comunque chi ha più soldi deve pagare più tasse!

Raimondo FOREX ha detto...

Attento Guzzanti , la vita è lunga ed anche a te con questo atteggiamento razzista ed inquisitorio nei confronti di chi soffre la povertà, potrebbe capitare qualche disgrazia. La tua riflessione + data dal fatto che non hai consapevolezza che in questo mondo siamo tutti collegati e quindi più energia negativa si mette in circolo e peggio + per tuti perchè la miseria e la sofferenza contrariamente a quanto si pensa sono stati che abbassano notevolmente il livello vibrazionale dell'individuo e dell'intera società. Bisogna quindi cercare di diffondere il più possibile una cultura del benessere psico-fisico che fa riferimento ad i concetti di libertà ed abbondanza ed è nettamente agli antipodi di ogni forma di povertà che invece priva l'uomo della sua dignità e delle sue caratteristiche.

Anonimo ha detto...

E' giusto scandalizzarsi per quanti, nel nostro paese, si approfittano dei soldi altrui. E' giusto scandalizzarsi per chi va in pensione a 40 anni, per chi approfitta della pensione di invalidita' non essendo invalido, di chi ruba, etc etc. A questo punto scandalizziamoci pure per quelli che si arricchiscono alle spalle degli operai, pagandoli 4 soldi e non mettendoli in regola, scandalizziamoci per chi, dopo pochi anni di politica, va in pensione a 3000 e passa euro al mese (il minimo) scandalizziamoci per chi ci ruba il futuro, per chi ci mette le tasse anche sull'aria che respiriamo perche' non vuole perdere i suoi privilegi...scandalizziamoci e ribelliamoci pure, che male non fa.

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