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martedì 13 settembre 2011

110203blog cuba 400 Cuba chiude ai giornalisti stranieriTempi duri per i giornalisti inviati a Cuba. Il governo di Raúl Castro in pochi giorni ha negato il visto lavorativo al corrispondente di France Press, Juan Castro Olivera, e non lo ha rinnovato al giornalista di “El País”Mauricio Vicent: per quest'ultimo, dopo vent'anni di servizio all'Havana e una moglie nativa dell'isola, non c'è più possibilità di raccontare la realtà del regime castrista.
Il caso di Vicent ha provocato la reazione indignata del principale quotidiano spagnolo, che in un editoriale dei giorni scorsi ha parlato di «attentato alla libertà di informazione» e ha paragonato l'azione dei vertici cubani a quella che in Iran ha portato all'espulsione del reporter Angeles Espinosa: «Quando un regime politico percepisce la verità come una minaccia è perché le menzogne sulle quali basa il suo potere hanno i giorni contati».


A chiedere di ritirare il provvedimento anche l'Associazione Giornalisti della Spagna (FAPE) e la sezione iberica di Reporter senza Frontiere, che si chiede se «il ritiro del visto dopo venti anni non voglia essere un avvertimento per tutti gli altri giornalisti».
Vicent è stato accusato di aver offerto, negli ultimi tempi, un'immagine parziale e negativa delle vicende cubane, tanto da influenzare la linea editoriale del “País”.
A Cuba la libertà di stampa è ancora ben lungi dall'essere raggiunta. Colpa anche dellaRisoluzione 182 del 2006, che all'articolo 46 consente di sospendere o ritirare il visto giornalistico a quel corrispondente che sia “venuto meno all'etica giornalistica e abbia mancato di obiettività nei suoi servizi”.
A gestire e controllare tassativamente i giornalisti stranieri è il Centro de Prensa Internacional(CPI), che risponde al Ministero dei Rapporti con l'Estero ed esercita sempre più spesso unostruzionismo nei confronti dei mezzi di informazione provenienti da tutto il mondo.
Il regime quattro anni fa aveva già ritirato i visti a Gary Marx del “Chicago Tribune”, Stephen Gibbs della BBC e César González-Calero, del quotidiano messicano “El Universal”. Sotto accusa in particolare gli articoli che la stampa estera ha dedicato nel tempo alle Dame in Bianco, alla morte del prigioniero politico Zapata Tamayo, alla blogger Yoani Sánchez e i resoconti sulle recenti proteste di piazza.



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