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martedì 2 agosto 2011

Seppellire i “bambini non nati”, come criminalizzare chi abortisce

cimitero icona e1311883453518 Seppellire i bambini non nati, come criminalizzare chi abortisceA Caserta l'ospedale e l'amministrazione comunale hanno stretto un accordo con un'associazione teo-con: ''Chi vuole può seppellire il proprio feto''. Come se fosse un bambino

Gli embrioni e i feti come gli esseri umani. E se muoiono si possono seppellire. Così a Caserta, con il placet della Chiesa e con un protocollo d'intensa del 22 luglio 2011, l'Azienda ospedaliera “Sant'Anna e San Sebastiano”, l'associazione “Difendere la vita con Maria” e l'amministrazione comunale hanno deciso di promuove il seppellimento dei “bambini non nati”. Il sindaco metterà a disposizione un'area del cimitero cittadino a questo fine.
Salvare i “bambini non nati”. “L’Associazione 'Difendere la vita con Maria' nasce per rispondere al duplice appello del Santo Padre in Evangelium Vitae”, si legge sul sito web della congregazione “pro-vita”. “Siamo consapevoli che la vita umana è messa rischiosamente in pericolo attraverso molte strategie ed attività, in particolare oggi si attenta alla vita della creatura più debole e bisognosa di cure, il bambino dall’atto del concepimento alla nascita”, spiegano. Quindi, “accanto agli aspetti prioritari, come l’impegno educativo, l’annuncio e la solidarietà per promuovere l’amore e l’accoglienza della vita, [l'associazione] ha cercato le vie per realizzare l’atto di pietà dovuto ai bambini non nati”.
La polemica. L'iniziativa ha subito gettato benzina sul fuoco. Il sindacato medico Fp-Cgil Medici parla apertamente di “violenza psicologica sulle donne da fermare”. Secondo il sindacato il protocollo potrebbe estendersi ad altri ospedali come già dichiarato dagli stessi responsabili dell'associazione: “vogliono utilizzare questo accordo come testimonial e 'locomotiva' in particolare nel Mezzogiorno”.
L'aborto, tra consolazioni e criminalizzazioni. “Un'iniziativa di civiltà”, ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. “Questi feti finiscono nei cosiddetti rifiuti speciali, e non credo che il sentimento di una donna che decide di abortire vada in questa direzione”, spiega il sottosegretario nota per la sua partecipazione al Family Day e per le sue posizioni teo-con. “Nella difficile scelta dell'aborto la donna può avere sentimenti ambivalenti e spesso l'idea di una sepoltura del feto può consolare”, conclude. Ma al di là delle consolazioni, questa iniziativa può rappresentare il concreto volano ad una revisione della legge sull'aborto in senso restrittivo se dovesse passare un principio che non trova alcun fondamento giuridico: il feto (o addirittura lo stesso embrione) è una persona. Un modo subdolo per criminalizzare chi decide di abortire. Altro che consolazioni.





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filippo ha detto...

Come ateo se mio figlio morisse prima di venire al mondo mentre è nel ventre della mia ragazza vorrei seppellirlo

peppe ha detto...

Violenza psicologica??
C'è chi crede che l'embrione sia un essere umano in potenza, che il feto sia un essere umano in fase prenatale (e come dargli torto, tra l'altro). C'è chi pensa che sebbene non abbia mai visto la luce, meriti una sepoltura dignitosa.
Ci sono madri che PERDONO i propri figli per aborto spontaneo. Io personalmente credo che abbiano tutto il diritto di manifestare la propria volontà affinché la loro creatura non sia "gettata" nei rifiuti "speciali".
Non valutiamo solo dal punto di vista delle donne che desiderano abortire. Cerchiamo di aprire la mente ed andare oltre, dare uno sguardo complessivo. Credo che la democrazia sia migliore quando riesce a tutelare anche il modo di pensare delle minoranze. Se ci sono donne che lo vogliono fare, non vedo cosa ci sia di strano.

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