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giovedì 4 agosto 2011


Nell’Artico c’è sempre meno ghiaccio – un luglio record, mai così poco in questo mese – e la Russia annuncia che è aperta la rotta navale attraverso lo Stretto di Bering, il passaggio a Nord Est fra l’Alaska e la Siberia: già navigabile per decine e decine di migliaia di chilometri senza l’ausilio di navi rompighiaccio, che fra poco diventeranno con ogni probabilità totalmente superflue. Secondo i russi sarà facilmente percorribile fino a tutto settembre.
Il tracciato in blu nell’immagine qui a fianco evidenzia la rotta atterso il passaggio a Nord Est. E’ più breve, e dunque più economica, rispetto alla rotta tradizionale attraverso il Canale di Suez.
Il passaggio a Nord Est si è sempre aperto dall’estate 2008 in poi. Mai, a memoria d’uomo, era avvenuto prima.
Le ultime estati – a partire da quella del 2007 – hanno anche segnato le più massicce fusioni dei ghiacci artici da quando esistono le misurazioni satellitari (1979). Ora vi faccio vedere qualche cartina.

Questa, pubblicata l’altro ieri dal Nsidc (National snow ice data centre) degli Usa,confronta l’estensione della calotta ghiacciata rilevata il 2 agosto con l’estensione media 1979-2000 per la stessa data. Vedete come, in teoria, il passaggio a Nord Est dovrebbe essere ben ben chiuso.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Sempre dal Nsidc, il grafico con l’estensione comparata dei ghiacci 2007-11, e aggiornata anch’essa al 2 agosto. La fusione ultimamente è rallentata: ma questi ultimi anni mostrano un andamento fra loro molto simile, e mai visto prima.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Infine, i vari gruppi di lavoro formati dagli scienziati riuniti nell’Arcus (Arctic research consortium) degli Usa hanno pubblicato le loro valutazioni relative all’estensione che i ghiacci artici avranno nel prossimo settembre. La linea tratteggiata rossa in alto rappresenta l’estensione media 1979-2000 per settembre.
Il loro pessimismo mi sembra evidente, anche alla luce delle recenti notizie sullo spessoresempre più esiguo dei ghiacci stessi. Clic sull’immagine per andare alla pagina da cui è tratta, e in cui appare in versione un po’ ingrandita.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
I ghiacci artici non rappresentano solo un ambiente naturale delicato e incontaminato. Hanno anche funzione termoregolatrice sull’emisfero Nord: come se fossero un condizionatore d’aria. Secondo la stragrande maggioranza dei climatologi, l’aumento delle temperature (a cui l’Artico è particolarmente sensibile) è dovuto per il 90% alle attività umane.
L’ultimo comunicato stampa del Nsidc ghiacci artici al minimo storico in luglio, da cui sono tratti cartina e grafico





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