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martedì 2 agosto 2011

Dalle pensioni d'oro alle Province mai abolite, così la politica che predica bene poi razzola sempre peggio



Abbiate fede, questa è l’estate dei tagli ai costi della politica. Sì sì, lo so: domani il Consiglio regionale del Lazio discuterà una delibera che raddoppia lo stipendio ai dirigenti dei gruppi, ma è solo un colpo di coda del-la Casta, l'onda lunga dei privilegi. Per fortuna sta cambiando tutto: i burocrati di Palazzo avranno vita breve, seppur stipendio raddoppiato. A proposito: lo sapete quanto guadagnano questi dirigenti del Lazio? 4500 euro netti. Per questo s'è deciso di prendere provvedimenti. E infatti, se passa la delibera, arriveranno a guadagnarne 7500, sempre netti. Che dite? Vi pare un controsenso? In effetti, lo è. Ma, poveretti, bisogna capirli questi poveri funzionari: dovranno sopportare un sacco di tagli, vogliamo cominciare a confortarli un po’?
In effetti, questa è l'estate dei tagli ai costi della politica. Anche se, a pensarci bene, da quando a giugno i rappresentanti della nostra amata Casta hanno cominciato a annunciare tagli, hanno cominciato insieme a chiedere aumenti. Come se temessero di perdere l'ultimo treno per Yuma. Prima i consiglieri regionali della Puglia hanno chiesto più soldi ( se 10.433 euro al mese vi sembrano pochi); poi la Camera ha ammesso di aver aumentato del 3,2 per cento gli stipendi di tutti i suoi dipendenti; poi sono stati costruiti due nuovi carrozzoni, il Garante per l'infanzia (1,5 milioni di euro) e la Commissione per la protezione dei diritti umani (1,7 milioni di euro) che probabilmente non porteranno alcun beneficio né all'infanzia né ai diritti umani ma in compenso potranno distribuire altre poltrone e prebende in gran quantità. Ora la delibera del Lazio.


Nei ritagli di tempo, sempre per dare il buon esempio di sacrifici e morigeratezza, il governatore della medesima Regione, Renata Polverini, non ha disdegnato di utilizzare gli elicotteri della Protezione civile per importanti missioni come la visita alla sagra del peperoncino di Rieti. Roba piccante. Del resto, si sa: i tagli ai costi della politica possono anche aspettare, gli spaghetti ajo e ojo invece no. A questo punto viene da dire: e meno male che dovevano tagliare i costi della politica. Altrimenti, che diavolo facevano? Ricoprivano d'oro Montecitorio? Si facevano regalare dai contribuenti un jet privato ciascuno per andare a prendere il gelato a Fregene? Trasformavano i loro portaborse in emuli di Paperone e Rockerduck?
Va detto, fra l'altro, che buona parte di queste iniziative sono rigorosamente bipartisan: i campioni della casta, quando c'è da difendere i privilegi, si assomigliano assai. Centrodestra e centrosinistra, non importa: di fronte alle questioni fondamentali della vita (del tipo: come faccio ad aumentarmi lo stipendio alla faccia dei contribuenti) smettono di colpo di litigare e trovano fra di loro un'armonia che di simili non ce n'è neppure in un tempio zen.
Per dire: oggi entra in vigore il contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro. Lo pagano tutti gli italiani che godono di un assegno previdenziale superiore ai 90mila euro l'anno. Proprio tutti? No, scusate: i parlamentari sono esclusi. Non hanno ancora deciso, ci stanno pensando, di comune accordo stanno temporeggiando. C'è tempo, si capisce: i ticket sanitari uno non fa in tempo a pensarli e già li deve pagare; i tagli ai costi della politica sono sempre un'ipotesi futura destinata a perdersi nel tempo. Eliminare i vitalizi? Se ne parla, ma non si fa. Ridurre dei benefit? Se ne parla, ma non si fa. Colpire le lobbies? Se ne parla, ma non si fa. Abolire le province? Se ne parla, ma poi tutti votano contro. E a Bologna, addirittura, danno il via libera alla costruzione di una nuova sede serie deluxe: 5 piani, ristorante e museo compreso, per la modica cifra di 31 milioni di euro. Altri 31 milioni di euro di tagli ai costi della politica, si capisce.
Che ci volete fare? Così va l'Italia: da quando la Casta ha annunciato sacrifici, i sacrifici sono diventati subito operativi. Ma, come al solito, solo per gli italiani. Per loro, parole. Anzi peggio: parole e richieste di aumenti, magari anche elicotteri e nuove prebende. Mai vista tanta impudenza, mai vista tanta sfacciata indecenza. Bisognerebbe risuscitare la mitica rubrica del vecchio Cuore : «Hanno la faccia come il c. ». Ecco sì: proprio quella. L'altro giorno, per esempio, alcuni leader politici hanno avanzato la proposta di rinunciare alle loro ferie. Dicono che c'è da lavorare. Bene. C'è solo da sperare che non continuino a lavorare al taglio dei costi della politica come hanno fatto in questi due mesi. Altrimenti, se tanto mi dà tanto, meglio mandarli tutti alle Maldive. O a un altro Paese. O, meglio, a quel paese. 






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