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lunedì 1 agosto 2011

Chiomonte (To) 3 Luglio 2011

Nel video sopra, si vede un manifestante catturato dalla Polizia che viene trascinato a terra per molti metri, tra una botta e l'altra, per condurlo a un edificio, dove viene massacrato di botte. Nonostante le riprese siano state effettuate a grande distanza, è possibile notare il pestaggio in tutta la sua gravità: anche se il video, della durata di pochi minuti, non riprende cosa è successo durante la sua permanenza nell'edificio, durata 3 ore.

Il giovane ha riportato la rottura delle braccia, del naso, trauma cranico, e numerose escoriazioni e lividi in tutto il corpo; riferisce di essere stato colpito anche ai testicoli. 


I gravi fatti del G8 evidentemente, non hanno insegnato niente... forse perché i principali protagonisti delle violenze, non sono stati puniti adeguatamente? Tra "violenze che non hanno avuto un nome", prescrizioni, condanne lievi, e dirigenti che sono stati pro-mossi (e non ri-mossi) nonostante le condanne per le violenze.

Non vogliamo criminalizzare in modo indiscriminato le forze dell'ordine, ne difendere i facinorosi violenti, ma riteniamo che certi episodi, che stanno diventando tristemente abituali, non dovrebbero accadere ne essere tollerati. L'uso del manganello potrà essere inevitabile in alcune circostanze, ma a tutto c'è un limite. 

Per questo motivo, abbiamo aderito all'iniziativa per chiedere che le forze dell'ordine impegnate in "ordine pubblico" siano dotate di un numero identificativo (come hanno le polizie di molti altri stati, tra cui l'Inghilterra) e gli steward in Italia, IN MODO DA "DARE UN NOME" A CHI ABUSA DELLA PROPRIA POSIZIONE DI IMPUNITA' PER COMMETTERE VIOLENZE ECCESSIVE  O  NON GIUSTIFICATE.




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1 commenti:

Anonimo ha detto...

condivido la proposta del numero identificativo per le forze dell'ordine, ma solo se in egual misura anche per i manifestanti regolari, gli irregolari non numerati non devono avere diritto a manifestare, in caso contrario sarebbero perseguibili dalla legge

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