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martedì 16 agosto 2011

Testo:
Buongiorno a tutti, anche questo Passaparola è stato registrato il primo agosto perché mentre vi sto parlando, spero di essere ancora in vacanza.
Parliamo della nuova Tangentopoli, la nuova tangentopoli che coinvolte tutti i partiti, centro-destra e questo lo diamo quasi per scontato, anche se non è corretto darlo per scontato, perché altrimenti si finisce per indignarsi soltanto per le tangenti del centro-sinistra, ci sono tangenti di centro-destra molto più gravi di quelle del centro-sinistra, ma ci sono tangenti del centro-sinistra molto gravi, non fosse altro che per il fatto, al di là del merito delle vicende, che autorizzano il centro-destra a dire: non c’è ricambio perché chi potrebbe venire dopo è come noi!
Come nel 1992
Quindi questa nemesi che colpisce il centro-sinistra che sperava di raccattare il potere senza sforzo nel momento in cui Berlusconi sembrava finito e bollito, in realtà sta colpendo a doppio taglio sia la sinistra radicale di Vendola con il caso Tedesco, sia il Partito Democratico anche esse coinvolto nel caso Tedesco e poi soprattutto nel caso Penati intanto la Procura oltre a quella di Monza c’è anche la Procura di Milano che sta indagando e pare che ci siano imprenditori e professionisti, architetti, pentiti che stanno parlando davanti ai magistrati del nuovo sistema di Tangentopoli che si è ricostituito e che è molto simile a quello, molto più simile a quello del 1992, scoperto nel 1992/1993 di quello che si pensasse, perché è vero che, come dice Di Pietro la tangente si è ingegnerizzata ma è anche vero che ci sono pure storie di versamenti estero su estero, e storie di valigette, di denaro contante.
Perché nemesi? Perché bastava la legge che risolve il conflitto di interessi per mettere al riparo certi esponenti del centro-sinistra da tentazioni che poi diventano corruzioni, basta togliere il topo dal formaggio per ridurre sensibilmente e drasticamente la corruzione, nel conflitto di interessi, invece, chi ci guadagna in proprio si accontenta del suo guadagno di controllore e controllato insieme, chi invece non ci guadagna in proprio, ma viene utilizzato come topo nel formaggio per portare il formaggio anche a terzi, poi a sua volta si fa dare un po’ di formaggio per sé e ecco la corruzione, oltre al conflitto di interessi che è il punto di partenza mi spiego con due esempi: nel 2006 Vendola vince le elezioni, prima le primarie e poi le elezioni, diventando governatore eletto direttamente dal popolo pugliese, della sua regione e formando la sua Giunta sceglie come Assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, quest’ultimo ha due figli e una moglie che sono titolari di due, in certi periodi addirittura tre aziende che producono protesi sanitarie o apparecchiature medicali, chi sono i clienti di queste aziende? Le A.S.L., oltre alle cliniche private convenzionate con le A.S.L., stiamo parlando di aziende che forniscono le aziende regionali sanitarie, che ricadono sotto il controllo e sotto la gestione dell’Assessore alla sanità, la sanità è la prima voce di bilancio di ogni regione, ogni anno spendiamo 105 miliardi di bilancio sanitario, una spesa che andrebbe controllata come faceva Padoa Schioppa che aveva iniziato a aprire i libri bianchi per vedere dove vanno tutti quei soldi e poter decidere dove tagliare oculatamente, chirurgicamente quella buona abitudine è stata immediatamente abbandonata da Tremonti e quindi la spesa sanitaria è tornata a impazzare, oppure è stata segata dai tagli orizzontali che finiscono per segare servizi utili per il cittadino nel settore sanitario.

Chi è l’unico che non dovrebbe diventare Assessore regionale alla sanità? Uno la cui famiglia ha delle aziende fornitrici della sanità regionale, perché? Perché è un conflitto di interessi clamoroso e invece Vendola sceglie proprio Alberto Tedesco come assessore regionale alla sanità. Tedesco in una trasmissione sul sito ilfattoquotidiano.it, dove ero presente a mia domanda ha raccontato che Vendola gli telefonò a mezzanotte la sera prima di presentare la Giunta e gli disse: “Tu devi fare l’assessore regionale alla sanità”. Tedesco all’epoca era rappresentante di partito che aveva due consiglieri regionali su 70, quindi non aveva alcuna aspettativa, alcuna speranza di poter ottenere un incarico che è il più importante incarico in Regione dopo il governatore, fu scelto lui e fu scelto dalla sanità, si sa che era molto amico di D’Alema, Vendola ha sempre fatto sapere che il nome di Tedesco era stato caldeggiato da D’Alema ma la responsabilità della scelta ricade comunque sul governatore eletto dal popolo, quindi la responsabilità è di Vendola che ha fatto molto male a assecondare i desideri di D’Alema se quelli erano i desideri di D’Alema.
Tedesco ha raccontato di avere fatto presente il suo conflitto di interessi e di avere detto Nichi “Non mi mettere in imbarazzo, ho i miei figli che hanno queste aziende nel settore sanitario, mettimi in un altro posto”, Vendola gli ha detto: “No, la risolviamo noi” e poi non l’hanno risolta perché come fai a risolverla? O la famiglia di Tedesco vende le aziende, e non le ha vendute, o Tedesco non fa l’Assessore regionale alla sanità, altrimenti il conflitto di interessi non si sana. Vendola ha fatto finta di niente e ha lasciato che le cose andassero avanti, finché Tedesco due anni dopo è stato indagato per corruzione, concussione, turbativa d’asta, accusato di avere favorito aziende familiari, tra l’altro che secondo la Procura, Tedesco lo contesta, avrebbero aumentato di molto il loro fatturato dal momento in cui Tedesco era diventato la volpe alla guardia del pollaio in cui c’erano, tra le galline i suoi figli, le aziende dei suoi figli.
Indagato si dimette, buono, ottimo! Ma nello stesso tempo viene mandato in Senato, da chi? Dal PD, nel frattempo era, da quel piccolo partito socialista che rappresentava, entrato nel PD e il PD lo manda in Parlamento con tutta l’aria di volergli garantire al salvacondotto, perché Tedesco rischiava l’arresto e allora cosa fanno? Prendono un parlamentare, un senatore De Castro, membro del comitato scientifico della fondazione italiani e europei di D’Alema e lo fanno eleggere al Parlamento europeo, si libera il posto in Senato, chi è il primo dei non eletti? Tedesco che quindi senza neanche passare di nuovo dalle urne, ascende alla carica di Senatore con immunità parlamentare, nel frattempo i magistrati completano l’inchiesta, molto lentamente devo dire e chiedono il suo arresto, anche perché sostengono che la sua veste di parlamentare gli consente di inquinare meglio le prove, evidentemente intimidendo testimoni o cose del genere con la sua carica di senatore, giusto o sbagliato che sia il mandato di cattura non importa. il G.I.P. lo decreta, Tedesco va arrestato, il riesame poi tramuta la richiesta di autorizzazione all’arresto in una richiesta di autorizzazione agli arresti domiciliari. Nel frattempo il Parlamento perde tempo e quando si vota, lo stesso giorno in cui si è votato a favore dell’arresto di Papa, il Senato a differenza della Camera su Papa, nega l’autorizzazione all’arresto di Tedesco che rimane senatore, sebbene lui stesso avesse detto “Autorizzate il mio arresto” quindi abbiamo un senatore che è in Senato che aveva chiesto il proprio arresto, ma ne non è stato accontentato, non riesce a arrestare un senatore neanche quando lo chiede lui di essere arrestato, cosa dovrebbe fare Tedesco per essere arrestato come aveva chiesto al Senato inutilmente? Dimettersi da senatore, perde l’immunità e viene immediatamente mandato agli arresti domiciliari, lui ha detto che non lo fa, si è dimesso dal PD.
I topi nel formaggio
Colpa del PD che l’aveva portato lì? Colpa di Vendola che l’aveva scelto come assessore alla sanità, se non fosse stato messo il topo nel formaggio, il topo non avrebbe mangiato il formaggio o meglio non sarebbe stato accusato di avere mangiato il formaggio, quindi anche i guai giudiziari di Tedesco rimontano alla scelta sbagliata di Vendola, dell’ignorare il suo conflitto di interessi e la scelta sbagliata di Tedesco di non dire: “Se non mi metti un altro assessorato, rinuncio all’assessorato alla sanità”, errore di Tedesco, di Vendola, del PD!Dimostrazione di menefreghismo totale dei conflitti di interesse, dimostrazione che non hanno risolto il conflitto di interessi di Berlusconi, non perché se ne sono dimenticati o perché non ci sono riusciti, ma perché non gliene frega nulla del conflitto di interessi, perché anche loro obbediscono a questa Costituzione non scritta che è in Italia il conflitto di interessi, destra e sinistra, purtroppo!
Dopo che Tedesco ha detto: “Vendola mi ha detto: fai l’Assessore alla sanità e solo quello e gli ho detto: c’è un conflitto di interessi mettimi in un’altra delega e lui mi ha detto: no fai l’assessore alla sanità”, abbiamo chiesto noi de Il Fatto Quotidiana a Vendola di rispondere, ma Vendola ha detto: “Non rispondo” e quando un giornalista gliel’ha chiesto in un incontro pubblico a Amalfi, Vendola ha risposto “Di Tedesco non parlo, parliamo di Milanese e di Tremonti” come se lui c’entrasse qualcosa, è comodo parlare degli scandali degli altri, invece dovresti parlare di uno scandalo che nasce da una tua scelta errata, Vendola non parla di Tedesco che è un nervo scoperto, evidentemente perché dovrebbe spiegare come anche la cosiddetta sinistra radicale in questi anni se ne sia infischiata e abbia sguazzato nei conflitti di interessi. Dunque a maggior ragione per il fatto che non risponde, Vendola non è il candidato giusto per succedere a Berlusconi e per cominciare finalmente una dura lotta ai conflitti di interessi che in Italia come nel mondo provocano terremoti finanziari, fanno costare di più le cose i conflitti di interesse, a quanto ammontano le tariffe dell’autostrada di Gavio? Legato mani e piedi al centro-sinistra? A quanto ammontano i costi delle opere pubbliche se poi quelli che le devono realizzare devono pagare soldi ai politici? I conflitti di interessi e la corruzione fanno esplodere la spesa pubblica e mandano in bancarotta i paesi, purtroppo non è adatto a fare il candidato del centro-sinistra per succedere a Berlusconi neanche Bersani e l’abbiamo fatto presente quando è esploso lo scandalo Penati e lo scandalo Pronzato in un precedente Passaparola abbiamo parlato di D’Alema e della sua abilità diabolica nello scegliersi sempre i collaboratori sbagliati che poi finiscono regolarmente sotto inchiesta o addirittura in carcere, abbiamo fatto delle domande anche a Bersani, quest’ultimo non ha commesso reati, non risulta, non lo penso, ha però un concetto dei rapporti tra politica e affari che è nel pieno della cultura del conflitto di interessi, quando era Ministro delle attività produttive, anche se si chiamava in un altro modo, nel primo Governo Prodi, lo dice lui stesso, si ritrova tra i consiglieri del Ministero e lo conferma, un certo Pronzato, Franco Pronzato, dopodiché Bersani lascia il governo quando cade il Governo Prodi, torna al governo nel 2001, sempre alle attività produttive che si chiamano finalmente così, Pronzato in quegli anni diventa il responsabile del PD, quando poi nasce il PD, quindi stiamo parlando di due anni dopo, nel 2008 per il trasporto aereo e contemporaneamente consigliere di amministrazione dell’Enac che è l’ente che controlla i voli, un ente pubblico, possibile che un dirigente di partito con un incarico, proprio nel settore dei voli, faccia anche il Consiglio di Amministrazione di un’azienda pubblica che deve controllare i voli? Conflitto di interesse, il topo nel formaggio, anche in questo caso mangia il formaggio, cosa succede? Lo arrestano poche settimane fa per una tangente, è accusato di avere preso una tangente da una azienda di un certo Paganelli che possiede aerei e che quindi è interessata a gestire delle rotte aeree, era interessata a gestire la rotta tra la Toscana e l’Isola d’Elba, quella che i toscani aspettano per evitare di dover prendere il traghetto ogni volta che devono andare all’Elba, poter prendere un aereo da Pisa o da Firenze, per questa tratta si candida l’azienda di questo Paganelli e chiede un aiuto per avere questa tratta per essere raccomandato presso l’Enac, a chi si rivolge? A quello che procaccia i finanziamenti alla Fondazione italiani e europei, il braccio destro di D’Alema, un certo Morichini che è quello che ha venduto la seconda barca a D’Alema, al quale poi D’Alema ha intestato anche la barca per un certo periodo. Morichini procura soldi, finanziamenti alla Fondazione di D’Alema, l’abbiamo scoperto da questa indagine perché i finanziatori di italiani e europei restano tutt’ora segreti per ragioni di privacy, dice D’Alema.
Paganelli finanzia la Fondazione italiani e europei, Paganelli offre dei passaggi aerei sui suoi aerei a D’Alema gratis, Paganelli paga una tangente a questo Morichini della Fondazione italiani e europei, amico di D’Alema perché Pronzato gli dia una mano all’Enac, Pronzato si spartisce la tangente con Morichini, si prendono 20 mila Euro a testa, Pronzato viene arrestato e adesso ha chiesto di patteggiare la pena, quindi se non è un’ammissione di colpa, se uno patteggia è perché ha qualcosa da nascondere, perché altrimenti patteggiare una pena detentiva? Se non fosse stato nominato all’Enac quel dirigente di partito, ex consigliere di Bersani al Ministero, non avrebbe potuto favorire nessuno all’Enac e quindi nessuno gli avrebbe offerto tangenti e lui non avrebbe preso tangenti e il PD si sarebbe risparmiato uno scandalo. Ecco la nemesi, ignorando il conflitto di interessi di Berlusconi volevano proteggere i loro conflitti di interessi e adesso che speravano di raccattare il potere dalle mani di Berlusconi, si ritrovano inquisiti nei loro principali collaboratori e screditati perché certamente chi ha fatto queste scelte dovrà pure risponderne, esattamente come Bersani deve rispondere della scelta di Penati, che nel 2009 quando Bersani diventa segretario del PD, Penati diventa capo della sua segreteria, Penati era stato trombato alle elezioni provinciali, non era stato riconfermato Presidente della Provincia di Milano e infatti è stato poi mandato al Consiglio regionale, ha perso le elezioni provinciali per la riconferma, ha perso le elezioni regionali contro Formigoni, faceva fino a una settimana o due fa, il Vicepresidente del Consiglio regionale perché è diventato comunque consigliere, adesso si è dimesso perché è indagato per corruzione, concussione e altri gravissimi reati, accusato di avere chiesto e preso tangenti per vari milioni di Euro per sé e per il partito e ci sono intercettazioni, bonifici, memoriali di imprenditori anche a lui vicinissimi che dicono che queste cose sono vere, non voglio sapere per il momento lo stabiliranno i giudici quali di queste tangenti sono vere e quali non sono vere, può darsi che siano vere tutte, può darsi che non sia vera nessuna, certamente è molto difficile che non sia vera nessuna perché i riscontri cominciano a essere numerosi e incrociati, ma lasciato perdere l’aspetto penale che spetta ai giudici affrontare, il problema è politico, si poteva sapere che Penati aveva uno strano modo di rapportarsi agli affari? Si poteva sapere, si poteva sapere per quello che abbiamo detto nell’altro Passaparola, perché indagando sullo scandalo della Milano Serravalle che contrapponeva Albertini Sindaco di Milano, Ombretta Colli Presidente della Provincia prima di Penati e il gruppo Gavio, soci tutti dell’autostrada Milano – Genova, la famosa Serravalle, si era scoperto che in seguito alla Colli se ne era occupato in un certo modo anche Penati penalmente non c’era niente di rilevante, ma sicuramente si era scoperto che Penati aveva comprato una quota appartenente al gruppo privato di Marcellino Gavio, re delle autostrade, con i soldi dei milanesi, pagando delle quote il triplo di quelle che le aveva pagate Gavio un anno e mezzo prima, Gavio le aveva pagate poco meno di 3 Euro a azione, Penati le fece pagare ai milanesi quasi 9 Euro a azione, così Gavio mise in tasca una plus valenza di 176 milioni di Euro, mica male, era l’estate del 2005 e subito dopo nell’estate del 2005 investì 50 di quei milioni di plus valenza per sostenere la scalata dell’Unipol alla Bnl, la scalata di Consorte che oggi è sotto processo perché era una scalata illegale, è stata dei furbetti del quartierino, foraggiati di Gavio che aveva appena ottenuto dei soldi, grazie a Penati, soldi dei cittadini milanesi, un acquisto totalmente inutile soprattutto sovracosto anche se poi c’erano stati degli studi di audit che avevano avallato quel costo, ma certamente non potevano dire che la Provincia di Milano dovesse per forza accollarsi un altro 15% dell’autostrada Serravalle, visto che già controllava il 40% di quell’autostrada e non c’era bisogno che salisse al 55%.
Tutto ciò dimostra che questa operazione tra Penati e Gavio già denotava un rapporto malato tra politica e impresa, anche perché Gavio è uno che i politici non dovrebbero toccare neanche con una canna da pesca per un motivo molto semplice, l’abbiamo ricordato nel Passaparola perché il braccio destro di Gavio, Bruno Binasco è stato condannato per avere pagato un finanziamento illecito all’ex Pds tramite Greganti nella prima Tangentopoli, è un vecchio finanziatore del partito che poi ha cambiato nome, fare un favore così a uno che ha finanziato il tuo partito, non è una bella cosa, il problema qual è? E’ che la scalata Unipol è stata sostenuta pubblicamente e privatamente nell’estate del 2005 da tutto il vertice DS: D’Alema, Fassino, La Torre e anche Bersani e anche Bersani ha uno strano rapporto, secondo me malato, tra politica e affari perché nell’autunno 2004 il governatore Fazio racconta che andarono a trovarlo a Banca d’Italia Fassino e Bersani per raccomandargli di sostenere la fusione tra il Monte dei Paschi e la Bnl che poi un anno dopo ha tentato di scalare Unipol, puntavano una Bnl prima tramite il Monte dei Paschi, la banca rossa di Siena e poi tramite l’Unipol, l’assicurazione delle cooperative rosse, cosa ci vanno a fare Bersani e Fassino dal governatore della Banca d’Italia per caldeggiare una fusione bancaria? Cosa ci fanno un anno dopo a caldeggiare e a tifare per la scalata a una banca? E’ questo il compito dei politici? Conquistare banche o scrivere regole per la finanza e poi lasciare che le autorità terze vigilino sulle operazioni finanziarie togliendo le mani della politica dalla finanza? Se uno mette le mani rischia di bruciarsele e è quello che è successo a Bersani, anche perché Penati fa l’operazione con Gavio, raccomandato da Bersani, Gavio chiama Bersani per avere appuntamento con Gavio e vendergli quel 15% e Bersani chiama Penati mettendolo in contatto con Gavio, organizzando con un incontro pubblico, è giusto che il Presidente della Provincia incontri un costruttore di cui è consocio per le sue ragioni istituzionali in un’autostrada, lo riceve nel suo ufficio alla Provincia, fa un comunicato dicendo: oggi abbiamo ricevuto il Cavalier Gavio che ci ha prospettato questa operazione, la posizione della Provincia è questa, così si fa, nella trasparenza, invece si sono incontrati Penati e Gavio su appuntamento caldeggiato da Bersani in un albergo di Roma segretamente, nessuno l’avrebbe mai saputo se non ci fosse questa indagine.
Bersani ci ha detto: beh conosco Gavio perché ero Ministro delle attività produttive, no, nel 2004 quando prende l’appuntamento a Bersani con Gavio, governava Berlusconi, Bersani era un Europarlamentare, perché Gavio si rivolge a Bersani per parlare con Penati quando potrebbe benissimo prendere appuntamento con la segreteria di Penati che è Presidente della Provincia di Milano e del suo consocio nella Serravalle? Allora vedete che anche Bersani ha delle cose da spiegare non sul penale, sul rapporto tra politica e affari, è stato cortese, ha risposto a delle nostre domande su Il Fatto Quotidiano, se volete trovate le nostre domande e le sue risposte, ma trovate anche le mie di controrepliche perché le risposte di Bersani, come già quelle di D’Alema, purtroppo, sono molto poco soddisfacenti, continuare a rispondere “Abbiamo le mani pulite, noi siamo diversi dagli altri” e poi fare cose simili, ti autorizza a dire che sei diverso dagli altri perché gli altri fanno peggio, ma non che tu non fai cose analoghe, perché purtroppo abbiamo visto che fuori dal penale, ma nel rapporto malato – politiche e affari anche Bersani evidentemente ha un concetto strano del ruolo della politica, un concetto assolutamente incompatibile con il libero mercato, il libero mercato non prevede il soggetto politica, il libero mercato prevede tanti soggetti che si fanno concorrenza tra di loro e la politica che stabilisce le regole affinché delle autorità terze e indipendenti sorveglino l’attività dei privati, regole severe, certamente, ma lì si ferma la politica, non abbiamo una banca, prendiamo la Bnl, la facciamo prendere al Monte dei Paschi, la facciamo prendere all’Unipol compriamo le azioni, parla con Gavio, ti metto in contatto, ma stiamo scherzando?
Ecco perché purtroppo dal punto di vista del conflitto di interessi di Tedesco, Vendola e dal punto di vista del conflitto di interessi di Pronzato e del rapporto malato tra politica e affari dimostrato da Bersani sia nel caso Serravalle, sia nel caso Unipol, sia nel caso Monte dei Paschi – Bnl, bisognerà cercare altrove un candidato che possa prendere il posto di Berlusconi. Per andare al posto di Berlusconi non basta avere una faccia diversa da Berlusconi, una statura diversa o un’etichetta diversa sulla fronte, bisogna anche essere diversi, passate parola!



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