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giovedì 14 luglio 2011

Giaomo Toccafondi partecipò ai soprusi della caserma vicino a Genova. Adesso viene premiato dalla sua Asl. Il dottore è uscito dal processo solo grazie alla prescrizione. Per i giudici agì con "particolare crudeltà"

È il medico in mimetica ricordato da tanti ragazzi rinchiusi nella caserma di Bolzaneto. È uno dei dottori chiamati a rispondere civilmente per gli orrori del G8. Ma per lui nessuna sanzione. Anzi, la sua Asl ha deciso di premiarlo.

Genova il 23 luglio ricorderà le giornate più buie della sua storia recente: dieci anni fa si teneva il G8 segnato dalla morte di Carlo Giuliani, dalle violenze inaudite nelle strade della città, nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. La città vuole chiudere le ferite, ma non è facile: sulle responsabilità è sceso il velo della prescrizione, dell’impunità. Molti protagonisti di quei giorni non hanno subìto conseguenze, anzi, hanno ottenuto pro-mozioni. Sono diventati alti dirigenti, questori.

MA NON si parla soltanto degli appartenenti alle forze dell’ordine. Ecco il dottor Giacomo Toccafondi. A dieci anni dal G8 il medico genovese non ha subìto alcuna conseguenza. Eppure è uno dei quattro dottori che, secondo i magistrati, avrebbero partecipato alle violenze di Bolzaneto. Il processo penale, con decine di testimonianze, ha ricostruito nei dettagli le violenze nella caserma alle porte di Genova. Furono ore di delirio, sopraffazioni, umiliazioni e libero sfogo alle peggiori inclinazioni di alcuni poliziotti e agenti penitenziari. È perfino difficile riuscire a leggere le parole dei testimoni. I magistrati nella sentenza parlano di un inferno, ricordano che “lo shock di questa esperienza fu tale che a molte donne iniziò il ciclo (mestruale, Ndr) prima del ritmo naturale”.


Il dottor Toccafondi è uscito indenne dal processo. Ha ottenuto la prescrizione anche se dovrà rispondere civilmente. Per la Corte di Appello è stato un medico “che anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, l’aggravò, agendo con particolare crudeltà su chi inerme e ferito, non era in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico, che determina il dolore, sia quello psicologico dell’umiliazione causata dal riso dei suoi aguzzini”.

Toccafondi è il dottore che “visitava” in mimetica ricordato da tanti ragazzi ospiti di Bolzaneto. Ma neanche l’ombra di una sanzione è arrivata da parte del suo ordine professionale. Già, non sono state soltanto le forze dell’ordine a fare muro per difendere i loro appartenenti. Dall’Ordine dei Medici non è arrivato alcun provvedimento per Toccafondi.

MA IL MEDICO di Bolzaneto oltre a non essere punito è stato anche premiato: oggi è un dirigente medico della Asl 3 Genovese, la più importante della Liguria e una delle maggiori d’Italia. Non solo: nel 2004 è stato invitato, proprio dalla sua Azienda Sanitaria Locale, a fare il capo del “Medical Service” in Kosovo al seguito dell’esercito. Un onore cui molti medici aspirano.

Adesso, però, ecco l’ultima sorpresa: si scopre che nel 2010, lo stesso anno della sentenza, la Asl 3 oltre a riconoscergli lo stipendio, gli ha attribuito la cosiddetta “retribuzione di risultato” ossia il premio per il conseguimento degli obiettivi. Così Toccafondi ha intascato 4.548,79 euro.

Una decisione contro cui Sel ha presentato un ordine del giorno al Consiglio Regionale della Liguria. Scrive Simone Leoncini, coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà: “Esprimiamo sdegno per questa decisione. Chiediamo alla Regione Liguria, al suo Presidente Claudio Burlando e all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo di intervenire e di ritirare questo premio offensivo. Chiediamo che sia chiarito l’iter che ha portato a questa decisione, e quali siano i criteri deontologici con i quali viene valutato l’operato del personale medico”. Alessandro Benzi, capogruppo della Federazione della Sinistra, aggiunge: “Il dottor Toccafondi ha chiaramente violato le norme etiche alla base della sua professione, quelle norme che sarebbe stato normale considerare prima di assegnargli un riconoscimento”. Valter Ferrando (Pd) e Matteo Rossi (Sel) sono ancora più duri: “Chiediamo a Burlando di verificare al più presto se il comportamento di Toccafondi non si configuri come incompatibile con l’esercizio della professione medica in una struttura pubblica”.

E pensare che la sentenza di Appello per le violenze di Bolzaneto (dove passarono 252 ragazzi fermati dopo gli scontri di piazza) era stata particolarmente severa: tutti colpevoli i 44 imputati (funzionari, agenti, ufficiali dell’Arma, generali e guardie carcerarie, militari, medici).

Ma pochi o nessuno pagherà. La commissione d’inchiesta parlamentare non è stata fatta e la quasi totalità dei reati – calunnia, lesioni non gravi, abusi vari – contestati ai poliziotti della Diaz così come agli imputati di Bolzaneto sono stati spazzati dalla prescrizione. Restano in piedi le lesioni gravi, che però vanno in prescrizione dopo dieci anni e sei mesi (gennaio 2012) e i falsi che di anni ne prevedono dodici e mezzo (gennaio 2014). I dieci anni dal G8 si celebreranno all’insegna dell’impunità. Così diversa dal perdono invocato da molti.



da "Il Fatto Quotidiano"





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