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lunedì 25 luglio 2011


L’ultimo ad essere rinviato a giudizio è Franco Mineo di Forza del Sud, qualche giorno prima era toccato a Caetano De Luca di Sicilia Vera arrestato. E dopo avere avuto una breve ma travagliata carriera politica. Sindaco di Fiumedinisi, è passato attraverso il Mpa, poi il Gruppo Misto, ancora Forza del Sud e poi Pdl prima di fondare il movimento “Sicilia vera”.
Una storia conclusa, almeno per il momento, per l’arresto per tentata concussione e falso in atto pubblico nella sua attività di sindaco. Un proverbio siciliano dice: “falla come vuoi, ma è sempre cucuzza”. Nel senso che puoi cambiare tanti aspetti, ma il succo è sempre lo stesso. Niente di più azzeccato per definire la situazione dell’assise regionale siciliana.
Infatti, sarebbero 27 (su 90) i deputati dell’Ars che hanno problemi con la giustizia, mentre quattro dallo scorso novembre sono in arresto.
Il primo è ritenuto prestanome dei boss del quartiere Acquasanta di Palermo, De Luca invece è stato arrestato per tentata concussione e peculato. Molti di questi hanno cambiato casacca tre o quattro volte prima di approdare negli attuali partiti.


A tessere probabili allori era stata l’inchiesta Iblis avviata lo scorso novembre dalla Procura catanese e che ha portato all’arresto di Fausto Fagone del Pid (ex Udc), (ora scarcerato e dimissionario dall’Ars) stessa inchiesta in cui erano coinvolti anche Raffaele Lombardo presidente della Regione Siciliana, il fratello Angelo Lombardo e altri 54 imputati tra imprenditori e politici corrotti.
L’inchiesta catanese però per i fratelli Lombardo ha preso una buona piega. Ora il fascicolo è stato avocato ai quattro giudici che ne avevano chiesto il rinvio a giudizio. L’inchiesta sarà ora coordinata da Michelangelo Patanè, procuratore capo facente funzioni che, partendo dalla recente sentenza di assoluzione in Cassazione per Calogero Mannino a tutela di Lombardo spiega che «l’ipotesi di reato non avrebbe retto in sede di giudizio».
Nel mirino della giustizia siciliana però sono finiti anche l’ex Pdl Giovanni Cristaudo (ora Alleati per la Sicilia) e Riccardo Minardo, indagato per truffa ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. L’onorevole Minardo ha una lunga storia da democristiano doc, poi Ccd Cdu, passa per l’Udr di Cossiga, poi Forza Italia ed approda nel Mpa. Il deputato lombardiano è finito nelle mani della guardia di finanza il marzo scorso per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e dell’Ue. Anche per lui niente carcere.
Ma a finire in manette è stato anche il deputato Gaspare Vitrano del Pd, arrestato in flagranza di reato dopo avere incassato una mazzetta di diecimila euro. Anche per lui non c’è più il carcere ma l’obbligo di non risiedere in Sicilia.







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