Help

Help
Se apprezzi il nostro lavoro, aiutaci a rinnovare il blog

Post più popolari

Powered by Blogger.
*** Clicca su "follow" per iscriverti agli aggiornamenti Facebook di Alessandro Raffa, portavoce di nocensura.com: in caso di problemi o di censura, resterai in contatto con noi! Clicca QUI per iscriverti alla nostra pagina Facebook. Siamo presenti anche su twitter: http://twitter.com/nocensura e su Google Plus: http://plus.google.com/+nocensura

Cosa ti spaventa di più in questo momento?

sabato 2 luglio 2011


Per Oxfam è una delle quattro "zone calde"nella mappa dell'insicurezza alimentare mondiale ma la crisi che ha colpito l'Africa Orientale nelle ultime settimane ha proporzioni spaventose. In italiano si direbbe molto semplicemente mancanza di cibo, i report delle Nazioni Unite la chiamano "food security crisis" ma il concetto non cambia. E da New York sottolineano che si tratta dellapeggiore crisi di sempre. Quasi nove milioni di persone dipendono dalla distribuzione di razioni alimentari da parte delle organizzazioni umanitarie ma il loro numero potrebbe salire presto a 20 milioni.
Molteplici le cause. Innanzitutto, le basse precipitazioni registrate a dicembre dell'anno scorso, che hanno permesso raccolti scarsi. Si aggiunga la contrazione progressiva delle aree coltivabili, a causa del land grabbing, e la spirale inflazionistica che si è abbattuta sul mercato dei prodotti petroliferi e di quelli alimentari, solo in parte spiegata dalla povertà dei raccolti, e il quadro è completo.


L'allarme lo aveva lanciato già all'inizio del 2011 il Famine Early Warning System Network, con riferimento in particolare alle aree di Kenya, Somalia ed Etiopia. La cronica mancanza di fondi denunciata dalle organizzazioni che ora si trovano a gestire l'emergenza, stanno aggravando la situazione. Al World Food Programme delle Nazioni Unite manca il 70 per cento della cifra che occorre per fronteggiare la crisi alimentare in Somalia per i mesi compresi tra maggio e ottobre, un buco da 53 milioni di dollari. In Kenya mancano 47 milioni di dollari, il 50 per cento della somma che occorre per accompagnare fuori dall'emergenza, in sei mesi, un milione e 700 mila persone.  
Con i suoi 4,5 milioni di persone a rischio denutrizione, è l'Etiopia il fronte principale della crisi, in particolare le regione meridionali e quelle del sud-est, in corrispondenza della fascia desertica dell'Ogaden. Ma il Paese paga anche la perdita di alte percentuali di territorio potenzialmente arabili, cedute a quel land grabbing che qui ha mostrato il suo volto più feroce. E che è costato molto caro: nel 2010, l'Etiopia ha registrato una consistente contrazione delle sue esportazioni di caffè (-22 per cento anno su anno, -33,8 per cento negli ultimi dieci mesi) e colza (-14,6 per cento da agosto), prodotti che rappresentano pressappoco il 26 per cento e il 18 per cento dell'export totale. Meno esportazioni significa redditi inferiori e minor potere d'acquisto per le famiglie di contadini e piccoli proprietari. Il ciclo della fame così si perpetua anche così.


fonte: Peace Reporter





Condividi su Facebook

0 commenti:

I migliori libri di contro-informazione. La verità ci renderà liberi

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti

cerca sul blog

Caricamento in corso...

Archivio articoli

Gli articoli sono ordinati in ordine cronologico; (i più recenti in cima) clicca sul titolo per aprire l'articolo

Blog Archive


Apprezzi il nostro lavoro? Aggiungi il nostro logo al tuo sito!

Lettori fissi