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mercoledì 1 giugno 2011
Flavio TosiFlavio Tosi
A inaugurare la tendenza è stata la moglie del primo cittadino, promossa senza concorso e senza laurea da semplice impiegata a dirigente, con stipendio triplicato


Prima la moglie, poi a seguire una lunga marcia di compagni di partito e parenti assortiti. Tutti in qualche modo legati al sistema di potere del sindaco, tutti pronti a infilarsi nelle società controllate e partecipate dal Comune. Altrove si sarebbe subito evocata Parentopoli ma nella Verona dell'efficienza leghista il termine è proibito. E' difficile descrivere con parole diverse la catena di promozioni e ingaggi nell'epoca di Flavio Tosi. In principio è stata proprio la signora Tosi: Stefania Villanova che, poco dopo l'elezione a sindaco del marito, venne promossa, senza concorso e senza laurea, da semplice impiegata a dirigente nel settore sanità. Stipendio triplicato da 25 mila euro lordi l'anno a 70 mila. Il marito era stato assessore regionale alla Sanità fino a pochi giorni prima, la nomina invece porta la firma del suo sostituto: la leghista veronese Francesca Martini, adesso diventata sottosegretario. 

In città invece va di moda l'azienda dei trasporti pubblici, l'Atv, che si tinge sempre più di verde. Forse per questo è stato assunto come imbianchino e giardiniere il vicesindaco leghista di Villa Bartolomea, ridente paese della provincia, Emanuele Faggion. Che ha lodato lo spoil system: "E' giusto che chi governa abbia dei referenti nei posti che contano". L'Atv era presieduta da un altro leghista, il sindaco di Sommacampagna Gianluigi Soardi, finito sotto inchiesta per rimborsi spese gonfiati e costretto alle dimissioni pochi mesi fa. Contro di lui c'è un procedimento per peculato, truffa aggravata e abuso di atti d'ufficio. Avrebbe spostato il telepass a seconda delle necessità private anche sull'auto della moglie, che figura fra gli indagati, e messo in conto alla società ricevute per spese definite sospette. 
Lo scandalo gli ha fatto perdere la guida dei bus veronesi, ma non la poltrona in Comune. E nonostante l'inchiesta, la sua signora invece ha appena ottenuto un incarico da un'altra società comunale, l'Amia che si occupa di igiene urbana: "Assunzioni senza selezione pubblica, senza trasparenza e imparzialità, come previsti dalla legge", denuncia Franco Bonfante, Pd, vicepresidente del consiglio regionale. Che la Lega si sia "trasformata in un centro per l'impiego virtuale, dove si decidono promozioni e assunzioni di fedelissimi o amici degli amici", lo sostiene anche il capogruppo Udc in Regione, Stefano Valdegamberi. 


La lista di assunzioni contestate infatti è assai lunga. Fra le Bengodi leghiste c'è l'Amt, la muncipalizzata dei trasporti, dove è stata assunta la sorella dell'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, molto legato a Tosi. E sono entrati dalla porta principale di Amia, anche la moglie del sindaco di Sona nonché assessore provinciale, Gualtiero Mazzi, mentre la sorella ha trovato lavoro in una controllata della stessa Amia, la Serit. Pure la figlia del segretario organizzativo provinciale della Lega Nord, Giannino Castagna, si è sistemata in Amia. Il fratello del vicesindaco di San Giovanni Lupatoto e consigliere provinciale, Giuseppe Stoppato è in Transeco, sempre controllata da Amia. Dove è impiegato Denis Busatta, consigliere dello stesso Comune. Direttamente in Amia è stato assunto Paolo Sardos Albertini, nipote di un noto avvocato ed esponente della lista Tosi alle elezioni comunali. 

Invece in Acque Veronesi, società pubblica di depurazione e distribuzione idrica, lavora come addetto stampa il compagno del sottosegretario Francesca Martini. Ci sono anche casi più singolari. Il vicecomandante dei vigili urbani di Verona, Eliano Pasini, si è dimesso dopo un'inchiesta della magistratura su presunti abusi, che coinvolge il vicepresidente leghista della Provincia. Ma l'ex vigile non è rimasto senza una scrivania: ora è stato accolto dalla Agsm, municipalizzata energetica veronese. Avanti un altro, sul Carroccio un posto si trova.



fonte: l'ESPRESSO





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