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mercoledì 22 giugno 2011

Senato.... pagati per non lavorare

Il senatore del Pd e giuslavorista Pietro Ichino
Il senatore del Pd e giuslavorista Pietro Ichino
La denuncia choc del senatore Ichino: esiste un'incredibile rendita mai revocata in favore di dipendenti da gruppi parlamentarti ora estinti e non assorbite dai gruppi. Morale, c'è chi viene retribuito per restarsene a casa


A proposito di sperperi e privilegi della Casta, delle volte di pensa di avere toccato il fondo. Sbagliato. Al peggio non c'è mai limite quando si tratta di Lorsignori. L'ultimo scoperta arriva da una denuncia fatta a Palazzo Madama dal senatore Pietro Ichino. Leggere per credere: ci sono dipendenti pagati per non andare mai a lavorare.La denuncia fatta da Ichino in aula riguarda, come è scritto sul suo sito, «un'incredibile rendita istituita in passato (e mai revocata) dal Senato a favore di alcune decine di persone già dipendenti da gruppi parlamentarti ora estinti e non assorbite dai gruppi». E poi parlano di risparmi da fare per risanare il bilancio e abbattere il debito pubblico. Da anni, destra e sinistra si producono in un coro di lamentazioni contro gli sperperi promettendo misure virtuose. Anche questa vicenda dimostra però, ce ne fosse ancora bisogno, come i nostri parlamentari stiano pensando ad altro.
I gruppi parlamentari non sono infatti per loro una terra ignota. Deputati e senatori lavorano ogni giorno a contatto con il personale di queste strutture. E la vicenda denunciata dal senatore Ichino non spunta dal nulla. La sistemazione di questi dipendenti, la collocazione negli uffici di questo o quel partito è materia di continua discussione ai vertici dei gruppi parlamentari e nelle riunioni dei capigruppo.



Quindi tutti sapevano di questo bubbone. Ma tutti hanno preferito tacere e lasciare correre, anche perchè spesso tra quelle persone ci sono amici e amici degli amici.

Perciò: ma quali tagli ai costi della politica, quale risanamento, quale moralizzazione della politica, come si continua a promettere ai cittadini. 

Certo, la manovra da 40 miliardi in arrivo imporrà un altro giro di vite. Ma, tranquilli, abbiamo già capito: a tirare la cinghia saranno i soliti noti.





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Lucio ha detto...

Guarda guarda, un altro effetto perverso della pessima legge per il finanziamento dei partiti (Hops! Pardon, per il rimborso delle spese elettorali).

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