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giovedì 30 giugno 2011

autoblido1111 e1309441557299 No Tav accusano: blindato dei Carabinieri ha investito e ucciso una donna Un caso, o forse una distrazione. Un’inversione di marcia dopo aver fatto rifornimento a un distributore di benzina, e poi l’incidente, drammatico nella sua casualità come lo sono tanti altri incidenti stradali: a perdere la vita è stata Anna Reccia, una donna di 65 anni, investita e uccisa ieri a Venaria Reale da un furgone blindato dei Carabinieri. Ed è subito polemica: secondo le prime ricostruzioni della polizia municipale, infatti, pare che il blindato si stesse dirigendo a Chiomonte, in Val di Susa, per prestare servizio nelle operazioni attorno all’infiammato e contestatissimo cantiere della Tav.

Ed ecco che all’improvviso un incidente, simile ai tanti altri incidenti che insanguinano le cronache di tutti i giornali d’Italia, diventa un pretesto per innalzare nuovamente il livello di tensione, per portare all’esasperazione una situazione che ormai da anni non accenna a placarsi: quella che vede opporsi i “no tav”, gli oppositori al cantiere della Tav che dovrebbe passare in Val di Susa, alle forse dell’ordine responsabili della sicurezza e del cantiere. Già nei giorni scorsi gli scontri tra i manifestanti - contrari alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione perché avrebbe un impatto ambientale troppo drastico in proporzione alla sua utilità – e le forze dell’ordine avevano infiammato l’opinione pubblica, dando all’intera questione i connotati della guerriglia: ora, dopo questo incidente, i toni tornano ad alzarsi.
«E’ un’operazione militare a tutti gli effetti – si legge sul sito ufficiale dei No Tav in relazione all’incidente di Venaria Reale e su un manifesto diffuso dal gruppo, dal titolo “I cantieri della Tav fanno il primo morto” - per la quantità di numeri e mezzi impiegata e nelle operazioni militari, si sa, ci stanno anche i morti. […] Questi mezzi corazzati usati a Chiomonte sono mezzi da guerra dati in mano a dei criminali. Come a Genova, ancora una volta l’arroganza e la guerra uccidono sotto gli pneumatici dei mezzi dei carabinieri. Fino a quando ancora?Questa morte è responsabilità della lobby dei “sì Tav”».
Eppure – è il caso di dirlo – si tratterebbe di una vicenda ancora da chiarire: non è ancora stato appurato infatti se effettivamente il mezzo blindato si stesse dirigendo o meno sui cantieri della Tav, tanto che a riportare la notizia dell’incidente – con poche righe sulla dinamica dell’accaduto e le prime ricostruzioni, ancora da accertare - sarebbero state solo le testateTorino Today Repubblica Torino. «Il media mainstream - si legge ancora sul sito dei No Tav - dirà che questa è una forzatura strumentale dei notav.  Non è così!  [...] Perché i giornali non scrivono che il mezzo che ha investito l’anziana signora era diretto al cantiere della Maddalena?», ci si chiede ancora.
Ma, di contro, ci si potrebbe anche chiedere se è giusto che un tragico incidente venga strumentalizzato in questo modo per continuare a perorare la propria causa, per quanto giusta la si possa ritenere.




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