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giovedì 16 giugno 2011

Nel 1998 il governo Italiano affida alla Castalia Ecolmar il compito di occuparsi degli sversamenti in mare di rifiuti sia petroliferi che di plastica e legname, e per combattere l’inquinamento da idrocarburi. 
Cosi’ nel primo triennio, 1992-2002 la Castalia raccolse circa 24,000 metri cubi di robaccia petrolifera. Ad un certo punto pero’ – magia – le iniziano a tagliare i fondi, e si decide di raccogliere solo petrolio.
Si finisce che nel triennio 2005-2007 la Castalia recupera solo 3,500 metri cubi di porcherie, cosi’ ripartiti:
  • 2005: 2,200 metri cubi di petrolio, plastica e legno
  • 2006: 700 metri cubi di solo petrolio
  • 2007: 500 metri cubi di solo petrolio
Infatti, la Castalia dal 2006 funziona solo come emergenza per gli scarichi petrolifieri in mare.
Del resto, chisse-ne-frega.
Nel 2005 la Castalia Ecolmar ha ricevuto oltre 25 milioni di euro. Ha risposto all’85% dei casi allertati dalle capitanerie di porto.
Nel 2006, oltre 29 milioni. Ha risposto al 52% delle chiamate.
Nel 2007, quasi 38 milioni di euro. Ha risposto solo al 30% delle chiamate.
Cioe’ nel corso del tempo, la Castalia e’ stata pagata di piu’ per raccogliere meno rifiuti e per lavorare di meno!

Io non so chi sia a capo di questa Castalia, che tipo di rapporto hanno i suoi capi con i governanti italiani, se ci siano inciuci, ma tutto pare molto strano. Ti danno piu’ soldi e tu lavori meno…
Ma allora cosa succede? Invece di dire alla Castalia, guardate che dovete far di piu’, invece di aprire alla concorrenza e di trovare qualcuno che faccia lo stesso lavoro per meno soldi, invece di trovare una QUALCHE soluzione, i nostri politici decidono semplicemente di TRONCARE il rapporto con la Castalia.
Infatti, quest’anno la Castalia ha raccolto zero rifiuti, perche’ dal primo gennaio 2009 non hanno piu’ il contratto. Naturalmente questi rifiuti non li ha raccolti nemmeno qualcun altro.
La conseguenza e’ che all’isola d’Elba la pulizia l’hanno fatta i turisti e il mare e’ una pattumiera.
Ma il bello continua. Come abbiamo gia’ detto, lo stato recupera solo il 2% di cio’ che spende dei danni NOTI, per la pulizia del mare. Cioe’ nella stragrande maggioranza degli sversamenti non si riesce a capire chi e’ l’inquinatore. E li’ e’ tutto a carico del contribuente italiano.
Allora direbbe una qualsiasi persona di buon senso, quei pochi che prendiamo, diamogli delle multe salate, come direbbero in inglese “punitive”, cioe’ che puniscono, che siano di esempio e di monito. Cosi’ uno ci pensa due volte prima di riversare porcherie a mare.
E poi, una volta presi, questi tizi dovrebbero essere sottoposti a monitoraggi. Del tipo: Signor Moratti, Signor Scaroni, ti abbiamo beccato ad inquinare il mare. Bene, da oggi e per i prossimi X mesi ti staremo addosso e controlleremo che tu non lo faccia piu. Se lo rifai, le conseguenze saranno ben piu’ gravi.
Allora decido di andare a guardare le “multe” che hanno fatto e sono assolutamente ridicole! I petrolieri SONO TENUTI SOLO AL PAGAMENTO DELLE SPESE, dunque non sono nemmeno multe vere! Ma nemmeno qui ci azzecchiamo perche’ nei rari casi in cui si sa chi e’ responsabile degli schifi a mare, lo stato recupera solo il 2% dei costi spesi!
Cosi’ nel triennio 2005-2007 hanno (abbiamo) speso 5 milioni di euro per danni noti, e ne hanno (abbiamo) recuperato solo 120,000. Furbi eh?
Esempi per sversamento in mare di petrolio:
Rospo Mare, Termoli – 26,000 di costo recuperati.
Terminale Agip Ravenna – 1,000 euro di costo recuperati
Raffineria Saras Sarroch – 11,000 euro di costo recuperati
Raffineria Agip Gela – 14,000 euro di costo recuperati
C’e’ poi una marea di richieste, di pagamenti non fatti, di gente che decide che non vuole pagare.
Tanto, e chi fa niente?
Ora, le mie domande sono queste: ma cosa gli fanno mille euro all’ENI?
Al signor Moratti, con tutti i soldi del CIP6 che gli diamo, accettiamo pure che poi questo vada ad inquinare il mare sardo o di Pianosa, e gli facciamo pagare solo diecimila euro di multa ?
Anche i ventisei mila euro di Rospo Mare, non sono nulla per una compagnia petrolifera!
Queste cose semplicemente invogliano la gente a continuare a far il comodo loro, perche’ tanto sanno che le probabilita’ di essere presi sono bassissime, ed e’ meglio pagare la “multa” ogni tanto piuttosto che evitare di lavare cisterne in mare o di stare piu attenti.
Intanto qui in America la Exxon-Mobil e’ stata multata proprio l’altro ieri di 600,000 dollari per avere causato la morte di 85 uccelli nel corso di sei anni in cinque stati. Saranno sotto osservazione per tre anni. Dall’inizio della causa dicono di avere installato misure pro-uccelli per un costo totale di 2 milioni e mezzo di dollari.
Ottomila dollari per ogni uccello morto. Un altro pianeta.



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1 commenti:

zeronews ha detto...

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