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mercoledì 8 giugno 2011

A tre mesi dal terremoto, dallo tsunami e dal disastro nucleare la situazione è tutt’altro che risolta. Per gli animali è ancora più drammatica che per gli umani.
Le zone “off limits” aumentano ogni giorno, con le evacuazioni forzate aumenta anche il numero degli animali abbandonati, lasciati al loro destino di fame, di sete, di radiazioni. “Campi di sterminio con muri invisibili” li definisce Brenda Shoss, fondatrice della no-profit Kniship Circle.
Kniship Circle  è  una organizzazione del Missuri (USA) che si occupa di soccorso per gli animali; opera in Giappone fin dai primi giorni del post-terremoto, cercando di salvare il maggior numero possibile di animali, ma trova resistenze, soprattutto istituzionali.
Alla difficoltà di rintracciare i proprietari o di reperire sistemazioni, anche provvisorie, per gli animali salvati, si aggiungono i divieti irrevocabili di ingresso nelle zone contaminate.
Le zone ‘sigillate’ sono molte ed in continuo aumento, gli ‘intrusi’ rischiano multe e carcere;  ma i volontari disubbidiscono, entrano nelle zone contaminate, armati di contatori Geiger, e cercano di salvare il maggior numero possibile di animali.


In un primo momento avevano cercato di ottenere permessi regolari da parte del Governo, ma in Giappone non vengono rilasciati permessi per i gruppi di soccorso degli animali. E non verranno concessi nemmeno in futuro!

I rifugi finanziati dal governo ci sono, ma sono pronti solo ad accogliere animali, non a mettere in atto salvataggi. Inoltre gli sforzi dei gruppi di soccorso animale governativi, laddove funzionano, sono minimi. La SPCA giapponese, la JAWS ed altri due gruppi di soccorso sponzorizzati dal governo come parte del “Earthquake Animal Rescue Disaster Headquarters” hanno comunicato che non entreranno nelle zone vietate. Uno staff di 3-4 persone del Ministero dell’Ambiente e 2-3 persone della ” Fukushima’s Environmental Food and Health Division” sono lo sforzo ufficiale messo in opera per il soccorso degli animali. Gli alimenti per gli animali sono distribuiti solo nelle zone raggiungibili in giornata.
“A questo ritmo ci vorranno tre mesi; molti animali, come le mucche, non sopravviveranno così a lungo!” è il grido di Brenda Shoss.
Nonostante tutto i salvataggi sono stati tanti: cani,  di questi alcuni inseguiti a lungo perchè terrorizzati, molti gli  Husky, gatti, cuccioli, estratti dalle assi di legno dei pavimenti distrutti. Erano tutti condannati alla morte certa.
Kniship Circle, assieme alla Japan Earthquake Animal Rescue & Support (JEARS), chiede a tutti gli “animal lovers” di scrivere lettere al Governo giapponese affinchè autorizzi l’ingresso nelle zone vietate.




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4 commenti:

Anonimo ha detto...

MA CHE ANDASSERO A LAVRARE IN MINIERA! Se davvero non avevano nulla da fare potevano aiutare la gente che muore di fame, di malattie e di stenti, invece di fare gli animalisti del ca..o...

Anonimo ha detto...

Ma in miniera non si salvano vite, almeno costoro si danno da fare per qualcosa di buono cioè per salvare vite, vite animali! La vita è sacra per tutti, senza barriere.[ammiriamoli in ogni caso, dopotutto rischiano in prima persona esponendosi a ripercussioni inferte dalla "MIOPIA" delle autorità]
Firmato V

Anonimo ha detto...

di associazioni per aiutare le persone meno fortunate c'è ne sono fin troppe... te parli cosi solo perche non ti sei trovato davanti a quella situazione!! famiglie costrette ad abbandonare le proprie case, averi e soprattutto animali domestici quindi sta zitto...

Anonimo ha detto...

Impara a leggere...impara a vivere. Tutti gli esseri viventi di queso pianeta fanno parte di noi! E tu cosa fai? Il problema è che loro sono animali e tu sei una bestia!La differenza è notevole! Parlaci di come aiuti, di come ti dai da fare per gli altri e ti comprenderemo, ma dalla violenza che fuoriesce dalle tue parole si capisce che vuoi solo fare il moralista del c....

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