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domenica 19 giugno 2011
Clicca per ingrandire"Il governo ha scoperto migliaia di casi di operai delle centrali nucleari al di fuori della Prefettura di Fukushima, che soffrono di esposizione interna alle radiazioni, dopo aver visitato la prefettura, cosi ha detto il capo dell'Ente per la Sicurezza Industriale e Nucleare.
La maggior parte di quegli operai avevano visitato Fukushima dopo il verificarsi della crisi nucleare a seguito dello tsunami e terremoto dell'11 marzo; apparentemente hanno inalato sostanze radioattive, mandate in giro da esplosioni di idrogeno all'impianto nucleare nr 1 di Fukushima.
La rivelazione ha obbligato le municipalità locali di Fukushima a considerare un test sui residenti, sulla loro condizione di esposizione interna alle radiazioni.
Nobuaki Terasaka, capo dell'Ente per la Sicurezza Industriale e Nucleare, il 16 maggio ha detto al Comitato per il Budget della Casa dei Rappresentanti, che nel paese c'erano un totale di 4956 casi di operai che soffrivano di danni interni per esposizione a radiazioni agli impianti nucleari, escludendo l'impianto nr 1 di Fukushima e 4766 di loro erano operai originariamente di Fukushima che avevano visitato la prefettura dopo la crisi nucleare. Terasaka ha rivelato i dati nella sua risposta alla domanda postagli da Mito Kakizawa, un legislatore del Your Party.
Un altro uomo, un operaio di ca 40 anni ha detto a Mainichi di aver atteso a casa sua, a ca. 30 km dall'impianto nucleare distrutto, a seguito della esplosione di idrogeno in uno dei reattori guasti. In seguito si è sottoposto ad un test che ha mostrato che la sua esposizione interna alle radiazioni aveva raggiunto 2500 cpm. (Cycles per minute: una misura per la radioattività)
L'esposizione interna alle radiazioni dura di più e porta con sé maggiori rischi di quella esterna. Si ritiene esposizione interna quella che segnala su tutto il corpo oltre 1500 cpm di radiazione. Se ci sono più di 100.000 cpm di radiazione sulla superficie del corpo, allora si rende necessaria la decontaminazione.
Un edificio speciale - resistente ai terremoti- con funzioni di base per emergenza per gli operai all'impianto nr 1 di Fukushima ha avuto le porte divelte dall'esplosione di idrogeno ai reattori 1 e 3 nel marzo scorso, rendendo più facile far entrare la sostanza radioattiva.
“Mangiavamo là, perciò credo che la sostanza radioattiva sia entrata nei nostri corpi”, ha detto un operaio. “Semplicemente bevevamo birra e la buttavamo poi fuori”, ha aggiunto.
Un operaio 34enne ha espresso preoccupazioni sulla mancanza di un sistema sufficiente per fare dei controlli sulla esposizione interna alle radiazioni. “Molti degli operai intorno a me non si sono sottoposti a checkups Soprattutto quelli intorno ai 20 anni sono molto preoccupati”, ha detto. Tratto da: mdn.mainichi.jp
“La Tokyo Electric Power Co. (TEPCO) ha ammesso per la prima volta, lo scorso 15 maggio (2011), che la maggior parte del carburante in uno dei reattori nucleari (il numero 1) nella centrale atomica di Fukushima subì il meltdown – fusione - circa 16 ore dopo il terremoto dell’11 marzo che ha successivamente innescato un forte tsunami”.
Fonte originale: mdn.mainichi.jp
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